Programma Gerd Hermann Ortler: Polyphonic Superpower Louise Farrenc: Sinfonia n. 3 in sol minore op. 36 Ralph Vaughan Williams: Sinfonia n. 5 in re maggiore
Il mandolino a Parigi nel XVIII secolo
PIZZICAR GALANTE
ANNA SCHIVAZAPPA Mandolino
Giovanni Battista Gervasio (n. Napoli, c. 1730 – m.? dopo il 1786)
Sonata in do maggiore per mandolino e basso continuo
Autore anonimo (da Francesco Mancini et F. B. Conti)
Sonata VI in sol minore
Autore anonimo (da Francesco Mancini et F. B. Conti)
Sonata Prima in do maggiore
Autore anonimo
La Fürstenberg
Giovanni Battista Gervasio (n. Napoli, c. 1730 – m.? dopo il 1786)
Sonata in re maggiore
Il mandolino è uno strumento quasi dimenticato, se si esclude il suo aspetto di nostalgico cliché di una certa cultura partenopea. Eppure, questo strumento di origine napoletana fu ad un certo punto, nella seconda metà del Settecento, estremamente di moda in tutta Europa.
Il concerto dell’ensemble Pizzicar Galante con la solista Anna Schivazappa ci offre un ritratto proprio di questa età dell’oro del mandolino, quando alcuni grandi virtuosi napoletani come Giovanni Battista Gervasio e Gabriele Leone contribuirono alla sua diffusione con una serie di tournée europee. In Francia in particolare, la borghesia e l’aristocrazia del tempo si dedicarono allo studio del mandolino con l’ausilio di maestri italiani e di metodi che tra le altre cose offrivano anche regole essenziali per accompagnarsi al mandolino cantando le arie della Comédie Italienne, per il piacere dei dilettanti.
Franz Schubert
Sonata per pianoforte n. 19 in do minore, D 958
Ferruccio Busoni
Fantasia contrappuntistica su J.S. Bach, BV 253
Ludwig van Beethoven
Sonata per pianoforte n. 23 in fa minore, op. 57 “Appassionata”
Quasi nessun pianista – almeno nei Paesi di lingua tedesca – ha avuto un impatto così profondo anche al di fuori della carriera musciale, come Igor Levit. L’artista, nato in Russia e cresciuto in Germania, non è soltanto un interprete eccezionale, ma anche una voce autorevole nel dibattito pubblico. Levit si esprime con passione su questioni sociali e politiche, prende una posizione netta contro l’antisemitismo e l’estremismo di destra e non teme le controversie. Da qui la sua notorietà mediatica, che va ben oltre l’ambiente della musica classica.
Anche Levit è sempre stato un convinto sostenitore di Busoni. Definendosi “cittadino, europeo e pianista”, si pone in diretta continuità con la concezione transnazionale di identità di Busoni e con la sua eredità intellettuale. Allo stesso tempo, rappresenta i valori cardine attraverso cui si definisce anche la Fondazione Busoni-Mahler.
Appare dunque logico che Levit diversifichi il programma della sua tournée per il debutto a Bolzano, inserendo un’opera di Busoni tra due capolavori del repertorio pianistico: tra la Sonata in la maggiore D 959 di Schubert e l’“Appassionata” di Beethoven, verrà eseguita la Fantasia nach J. S. Bach BV 253 di Busoni.
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