Natale in cortile - Pubblicato da Standortentwicklung Tramin

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Informazioni evento

Nel giorno della festività dell’Immacolata Concezione, il più antico quartiere di Termeno, Betlemme, si trasforma in un mondo natalizio unico: vicoli stretti, antiche case contadine e cortili decorati con cura fanno da sfondo al Natale in cortile, un mercatino di Natale dal fascino speciale.

Corti aperte e atmosfera autentica
I proprietari dei cortili termensi aprono le loro porte per offrire uno sguardo esclusivo sui cortili privati, invitando i visitatori a una passeggiata suggestiva tra i cortili storici, tra tradizione, artigianato e storia.

30 espositori con prodotti artigianali e specialità locali
30 espositori presentano prodotti fatti a mano: artigianato, gioielli, ceramiche, lavori in legno, prodotti agricoli, decorazioni natalizie e idee regalo creative. Non mancano marmellate, miele e dolci fatti in casa, perfetti per degustazioni e acquisti natalizi.

Specialità culinarie
Per il piacere del palato, associazioni e aziende locali offrono prelibatezze tradizionali, piatti caldi, dolci e bevande calde – da tirtln e pulled pork a caffè e dolci fatti in casa.

Programma per bambini & gite in carrozza
Per le famiglie ci sono attività creative e divertenti per i più piccoli. Particolarmente suggestive sono le gite in carrozza dalle 13:00 alle 15:00, che affascinano grandi e piccini.

Novità: il presepe vivente – Maria e Giuseppe fanno sosta a Betlemme
Un momento clou è il presepe vivente nel cortile Langenmantel (14:00–17:00). Maria e Giuseppe fanno sosta nel quartiere più antico di Termeno – a Betlemme, dove secondo la leggenda una nomade diede alla luce il suo bambino alla vigilia di Natale. Con il Bambino, il bue, le capre, le pecore e altri animali si crea un’atmosfera toccante e suggestiva nel cortile.

Mostre & cultura
Il programma culturale completa l’offerta:
+ Mostra fotografica e pittorica di fotografi amatoriali di Termeno
+ Mostra “Sacrale” nella cappella Rynnhof
+ Visita alla sala affrescata dell’Ansitz Langenmantel (XIV secolo)

Il Natale in cortile è un’esperienza magica per famiglie, buongustai e chi desidera vivere il periodo dell’Avvento in un’atmosfera unica.

Contatti :

Date e orari evento :

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  • Ein Blick in den Himmel über den Dolomiten Beim jährlichen Sternegucken im GEOPARC Bletterbach stehen ausnahmsweise nicht die tiefe Schlucht und die faszinierende Geologie der Dolomiten im Mittelpunkt, sondern vielmehr der Sternenhimmel. In Zusammenarbeit mit dem Naturmuseum Südtirol und dem Planetarium Südtirol findet die Veranstaltung am Freitag, 21. August 2026 am Jochgrimmpass statt. Ab 20.45 Uhr haben Besucherinnen und Besucher die Gelegenheit, den zunehmenden Mond mit seinen Kratern, den Mars sowie verschiedene Sternhaufen und Nebel durch Teleskope zu beobachten. Fachkundige Astronominnen und Astronomen begleiten die Beobachtungen und vermitteln auf verständliche Weise astronomisches Hintergrundwissen. Der Beobachtungsort am Jochgrimm bietet ideale Bedingungen für einen ungestörten Blick in den nächtlichen Himmel. Beginn: 20.45 Uhr Ort: Jochgrimmpass (Parkplatz) Teilnahme: kostenlos Informationen und Anmeldungen unter Tel. 0471 886946 oder info@bletterbach.info. Bei Schlechtwetter entfällt die Veranstaltung, dies wird im Bedarfsfall kurzfristig auf den Social-Media-Kanälen des GEOPARC Bletterbach auf Facebook und Instagram kommuniziert. Warme Kleidung ist empfohlen.
  • A cura di Leonie Radine Opening: 24.04.2026, 19:00 Museion ha il piacere di presentare la prima mostra personale istituzionale in Italia di Evelyn Taocheng Wang (n. 1981, Chengdu). Attraverso una pratica artistica che spazia fra diversi media – tra cui pittura, scrittura, installazione, performance e moda – l’artista, che vive e lavora a Rotterdam, ha sviluppato un linguaggio visivo unico, intriso di poesia, umorismo sottile e profondità critica. Intrecciando tradizioni provenienti dalla storia dell’arte, frammenti di memoria personale e forme artistiche di autofiction, Wang mette in discussione l’idea di autenticità e indaga i modi in cui la cultura viene rappresentata, performata e incarnata. Il repertorio pittorico di Wang attinge a quella che l’artista spiritosamente descrive come la sua “makeup palette di storia dell’arte”, che mescola riferimenti alla sua formazione iniziale in pittura a inchiostro e calligrafia cinesi con le scuole delle arti e delle letterature occidentali, che l’artista ha incontrato dopo essersi trasferita in Europa. Nei suoi lavori affronta temi quali la migrazione, l’assimilazione culturale, l’espressione di genere e l’appartenenza di classe, e li filtra attraverso la sua esperienza di vita, soffermandosi spesso sulla complessità della percezione di sé in rapporto alle narrative imposte dall’esterno. L’attenzione dell’artista per la natura fluida dell’identità e dell’ibridazione culturale trova particolare risonanza in Alto Adige, dove convergono lingue e tradizioni diverse. Per la mostra, Wang ha ideato una scenografia con numerosi nuovi dipinti su media diversi, ispirati a partire dalle sue opere precedenti e dalle impressioni di Bolzano raccolte durante una serie di visite alla città. Una delle sue fonti di ispirazione è stata Piazza delle Erbe, con le sue coloratissime esposizioni di frutta e verdura biologica fresca, che richiamano dei paesaggi in miniatura. Queste composizioni di diversi colori, consistenze e forme – caratteristica che l’artista ha ritrovato negli affreschi medievali di Castel Roncolo e nella Chiesa dei domenicani – trovano un’eco nella sua personale narrazione artistica. Infondendo nei suoi lavori rimandi alle specificità visive di Bolzano e alla sua percezione della cultura italiana, Wang si inserisce nel panorama con umorismo, sensibilità e sfumature poetiche. La capacità di mutare forma, di reimmaginarsi in paesaggi culturali e visivi differenti o nei panni di diverse figure storiche o fittizie, è sempre stata centrale nella pratica artistica di Wang. Questo è particolarmente chiaro nei cinque nuclei principali di opere su cui l’artista ha lavorato per questa mostra. Oltre all’introduzione di riferimenti site-specific nelle sue note imitazioni delle celebri tele a griglia di Agnes Martin, l’artista integra motivi regionali in pitture su seta e capi di abbigliamento del proprio guardaroba. Anche la fiaba dei fratelli Grimm “Il principe ranocchio” continua a essere una fonte di ispirazione per Wang: questa volta inserisce il personaggio ricorrente della Principessa Ranocchio in un paesaggio urbano che ricorda un dipinto di August Macke. Inoltre, amplia la sua serie di quadri basati sul motivo della finestra. Integrando questi dipinti in un’installazione architettonica che mette in equilibrio prospettive interne ed esterne, Wang trasforma il secondo piano del museo in uno “sweet landscape”. L’espressione apparentemente innocente suscitata da un paesaggio gradevole, come suggerisce il titolo della mostra, fornisce lo sfondo su cui gradualmente l’artista sviluppa una sua riflessione più profonda sull’idea di luogo. I suoi lavori sono ricchi di metafore e giochi linguistici e invitano spettatori e spettatrici a un’attenta esperienza di lettura, nella quale i diversi livelli di significato si svelano lentamente. Il titolo rispecchia anche l’indagine svolta dall’artista sui punti di intersezione e divergenza tra le idee occidentali e orientali di pittura paesaggistica. La tradizione letteraria cinese dello “scrivere il paesaggio”, utilizzando pennello calligrafico e inchiostro, è profondamente collegata ai principi taoisti di equilibrio e armonia. Piuttosto che mirare all’imitazione della natura, questa pratica affonda le radici in un approccio caratterizzato da autoriflessione, guarigione e forme di allontanamento dalle strutture del potere politico. A livello filosofico ed estetico, la mostra di Wang invita a compiere una riflessione sul rapporto tra primo piano e sfondo, tra visibile e invisibile, e a percepire i rimandi tra mondo esterno e stati interiori, tra paesaggi esterni e interni. È con questo spirito che l’artista spiega: “Penso alla mia mostra come a un grembo materno immaginario: uno spazio del divenire che mi permette di reagire alla storia di questo luogo”.

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