Bz Danza:Simone Lorenzo Benini (e poi entrarono i cinghiali) - Pubblicato da FondazioneHaydnStiftung

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Informazioni evento

Un’esplosione sonora, un sorprendente atto unico che emerge dalle profondità del corpo per celebrare la libertà e la sua forza vitale. A passo di danza. Una danza urlata in partiture estatiche, orchestrata da due strampalati personaggi che sembrano usciti direttamente da una discoteca di provincia, ma che nascondono sotto la patina glitter una ferocia carica di tensione. Lavoro di esordio del giovane artista italo-austriaco, la coreografia di Simone Lorenzo Benini esplora attraverso molteplici strumenti (tecniche somatiche, tecniche di scrittura del flusso di coscienza, il contatto visivo e l’uso dello sguardo come strumento di ricerca) il desiderio di affermazione di sé, l’anelito a una vita autentica e libera dai condizionamenti esterni. Ideato nell’autunno del 2023, e successivamente sviluppato attraverso una serie di residenze tra Slovacchia e Italia, (e poi entrarono i cinghiali) è stato inserito nella Vetrina della giovane danza d’autoreeXtra del network Anticorpi XL, la più importante rete italiana dedicata alla giovane coreografia d’autore.

In collaborazione con Camera di Commercio di Bolzano e Museo Mercantile.

Contatti :

Date e orari evento :

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  • L'evento si tiene dal 26 Mar 2026 al 29 Mar 2026
    Emma Dante, artista siciliana conosciuta in tutto il mondo per il suo stile vivido, passionale e coinvolgente, porta in scena Re Chicchinella, terzo spettacolo adattato da una fiaba de Lo cunto de li cunti ovvero lo trattenemiento de peccerille, meravigliosa raccolta di novelle in lingua napoletana, che Giambattista Basile creò nel 1634. Dopo La Scortecata e Pupo di zucchero, con Re Chicchinella la regista conclude il progetto con cui ha attraversato l’immaginifico universo dello scrittore campano: un’altra favola per raccontare la profondità dell’animo umano tramite il gioco e l’ornamento della poesia barocca. Ancora una volta la drammaturga e regista palermitana conduce il pubblico nei meandri delle tradizioni popolari dell’Italia Meridionale, scava nel patrimonio letterario, lo rovescia, lo ribalta e lo riporta in vita più vivido che mai. Protagonista della vicenda, che, come sempre, mescola elementi grotteschi, comici e tragici, è un re. Spiega Emma Dante: «Re Chicchinella racconta la storia di un sovrano malato, solo e senza più speranze, circondato da una famiglia anaffettiva e glaciale che ha un solo interesse, ricevere un uovo d’oro al giorno. L’animale vive e si nutre dentro di lui, divorando lentamente le sue viscere, fino a quando il re non scopre che per il mondo lui e la gallina sono la stessa cosa. Dopo tredici giorni d’inedia, Re Carlo III d’Angiò, re di Sicilia e di Napoli, principe di Giugliano, conte d’Orleans, visconte d’Avignon e di Forcalquier, principe di Portici Bellavista, re d’Albania, principe di Valenzia e re titolare di Costantinopoli, entra nella sua nuova esistenza e, appollaiato sul trono, riceve il plauso di tutta la Corte». Emma Dante, artista siciliana conosciuta in tutto il mondo per il suo stile vivido, passionale e coinvolgente, porta in scena Re Chicchinella, terzo spettacolo adattato da una fiaba de Lo cunto de li cunti ovvero lo trattenemiento de peccerille, meravigliosa raccolta di novelle in lingua napoletana, che Giambattista Basile creò nel 1634. Dopo La Scortecata e Pupo di zucchero, con Re Chicchinella la regista conclude il progetto con cui ha attraversato l’immaginifico universo dello scrittore campano: un’altra favola per raccontare la profondità dell’animo umano tramite il gioco e l’ornamento della poesia barocca. Ancora una volta la drammaturga e regista palermitana conduce il pubblico nei meandri delle tradizioni popolari dell’Italia Meridionale, scava nel patrimonio letterario, lo rovescia, lo ribalta e lo riporta in vita più vivido che mai. Protagonista della vicenda, che, come sempre, mescola elementi grotteschi, comici e tragici, è un re. Spiega Emma Dante: «Re Chicchinella racconta la storia di un sovrano malato, solo e senza più speranze, circondato da una famiglia anaffettiva e glaciale che ha un solo interesse, ricevere un uovo d’oro al giorno. L’animale vive e si nutre dentro di lui, divorando lentamente le sue viscere, fino a quando il re non scopre che per il mondo lui e la gallina sono la stessa cosa. Dopo tredici giorni d’inedia, Re Carlo III d’Angiò, re di Sicilia e di Napoli, principe di Giugliano, conte d’Orleans, visconte d’Avignon e di Forcalquier, principe di Portici Bellavista, re d’Albania, principe di Valenzia e re titolare di Costantinopoli, entra nella sua nuova esistenza e, appollaiato sul trono, riceve il plauso di tutta la Corte». libero adattamento da Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile scritto e diretto da Emma Dante elementi scenici e costumi di Emma Dante luci Cristian Zucaro assistente ai costumi Sabrina Vicari con (o.a.) Angelica Bifano, Viola Carinci, Davide Celona, Roberto Galbo, Enrico Lodovisi, Yannick Lomboto, Carmine Maringola, Davide Mazzella, Simone Mazzella, Annamaria Palomba, Samuel Salamone, Stephanie Taillandier, Marta Zollet e con la partecipazione di Odette Lodovisi produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, Atto Unico / Compagnia Sud Costa Occidentale, Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, TSV – Teatro Nazionale, Carnezzeria, Les Célestins Théâtre de Lyon, Châteauvallon-Liberté Scène Nationale, Cité du Théâtre - Domaine d’O - Montpellier / Printemps des Comédiens durata: 60 minuti Spettacolo con scene di nudo integrale
  • durata: 90' Lisistrata è una commedia, ma nasce da un dolore profondo: quello della guerra, che da sempre lacera i popoli, divide le famiglie, consuma la speranza. In un’Atene svuotata dagli uomini, tutti al fronte, la voce della ragione si leva da chi è rimasta: le donne. Lisistrata non è una semplice figura comica. È un’eroina tragica travestita da personaggio farsesco. È visione, intuizione, coraggio. Di fronte all’impotenza della politica e all’arroganza del potere, propone un gesto tanto radicale quanto simbolico: uno sciopero del sesso per fermare la guerra. Un atto paradossale, scandaloso, eppure colmo di senso. Attraverso la forza del corpo e della solidarietà femminile, la commedia ci conduce a una domanda antica quanto attuale: può l’amore – e non la violenza – essere la via per cambiare il mondo? Aristofane ci consegna una riflessione ironica, ma profondamente lucida, sulla responsabilità, sul potere, sulla pace. Lisistrata oggi non fa solo ridere: ci interroga. Ci sfida. E ci invita a immaginare un mondo diverso. traduzione Nicola Cadoni adattamento Emanuele Aldrovandi e Serena Sinigaglia regia Serena Sinigaglia con Lella Costa e con (in ordine alfabetico) Marco Brinzi, Francesco Migliaccio, Stefano Orlandi, Pilar Pérez Aspa, Giorgia Senesi, Irene Serini produzione INDA e Teatro Carcano Rassegna In Scena 25/26 - Teatro Cristallo in collaborazione con Teatro Stabile di Bolzano © Maria Pia Ballarino/ AFI Archivio Fondazione Inda Siracusa
  • durata: 70' Una serata unica insieme a Francesco Tullio Altan, che con la sua voce e il suo inconfondibile sguardo ci condurrà attraverso un viaggio nella memoria e nella creatività. Sarà lui stesso a raccontarci come sono nati i suoi personaggi più celebri: dall’operaio Cipputi, specchio disincantato e ironico delle lotte e delle speranze della classe lavoratrice, fino alla Pimpa, la cagnolina a pois che ha colorato l’infanzia di milioni di bambini con la sua curiosità e la sua innocenza. Attraverso aneddoti, ricordi e riflessioni, Altan ci accompagnerà nel cuore del suo lavoro, dove convivono satira pungente e poesia lieve, la capacità di smascherare le contraddizioni del presente e, allo stesso tempo, di raccontarne la dolcezza nascosta. Non sarà una conferenza né una lezione, ma un incontro vivo e diretto con l’autore, che regalerà al pubblico la sua ironia tagliente e la sua umanità profonda. Una serata per ridere, riflettere e riscoprire come le sue vignette e i suoi racconti abbiano segnato l’immaginario collettivo e continuino a illuminare il nostro tempo con Francesco Tullio Altan Ingresso gratuito

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