BZ Danza: Fabritia D’Intino & Agnese Banti - comeback - Pubblicato da FondazioneHaydnStiftung

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In prima assoluta a Bolzano Danza, un inedito incontro tra corpo e voce firmato da due delle interpreti più talentuose della live art italiana. Una danzatrice e coreografa che lavora sulla rappresentazione del corpo e sugli immaginari ad esso collegati; un’artista sonora la cui ricerca si sviluppa intorno al rapporto gesto-suono: la nuova performance firmata da Fabritia D’Intino e Agnese Banti, per la prima volta impegnate in una creazione condivisa, nasce su invito del festival all’interno di BoNo!, progetto condiviso da Bolzano Danza con We-Start/Novara Jazz, OperaEstate Festival (Bassano del Grappa), FDE Festival (Bergamo) e Fuori Margine (Cagliari) con l’obiettivo di sostenere il lavoro di artisti emergenti nei campi della musica e della danza contemporanea. Il dialogo tra le due artiste mira a far convergere i rispettivi linguaggi tramite l’utilizzo di archivi sonori che possano veicolare una riflessione sul presente. Nella fugacità di questo incontro l’intento è quello di sondare le possibilità di interazione tra il corpo e il suono per dare forma a un’opera in divenire, modificata in tempo reale dall’azione reciproca delle due protagoniste, nel tentativo di accogliere l’alterità come risorsa irriducibilmente ambigua e mobile.

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  • coreografia, spazio e luci Virgilio Sieni danza e coreografia Jari Boldrini, Sofia Galvan, Maurizio Giunti, Chiara Montalbani, Andrea Palumbo, Valentina Squarzoni, Luca Tomaselli, Andrea Zinnato musica Roberto Cecchetto costumi Marysol Maria Gabriel direzione tecnica Marco Cassini una produzione Centro di Produzione della Danza Cango/Firenze / Centro di Rilevante Interesse Nazionale in collaborazione con AMAT & Civitanova Danza, Visavì Festival / Artisti Associati Gorizia con il sostegno di MiC Ministero della Cultura, Regione Toscana, Comune di Firenze, Fondazione CR Firenze durata: 70' Per questo spettacolo si prende in prestito la prima Lezione americana sulla leggerezza di Italo Calvino “Lezioni americane. Sei proposte per il prossimo millennio”, 1988. Così racconta la leggerezza Virgilio Sieni: “La leggerezza si declina nei momenti inappropriabili della scoperta, dell’annuncio ascoltato, rimbalzando silenziosamente dai momenti silenziosi. Il comico che incontra il vuoto, i cominciamenti delle fughe, le risonanze dei gesti frastagliati quale diritto all’alleanza. Attraverso le intuizioni di Calvino la danza si forma per slanci formalizzati in richiami di passaggio, attraversamenti sfuggenti, imprendibili: come un dialetto, una lingua viva che si nutre di tutte le cose della vita per inventarsi, insemprarsi, impararsi. Una danza che assume le sembianze dell’eco, risuonando di gesto in gesto e inventandosi su trame amorose, amichevoli se non malinconiche e nostalgiche. Per questo ci riferiamo al dialetto del gesto che si alimenta di messaggi materiali e immateriali, raggi luminosi e sospiri, quegli impulsi che sono gli spiriti del corpo. Personaggi e figure che hanno la volatilità e la luce del sogno. Ogni ingresso è un cominciamento casuale dove appare, opaca e sfocata, l’immagine malinconica dell’arlecchino ad introdurre ogni volta l’arrivo di messaggeri, animali, angeli, corpi gnomici, barcollanti, imprendibili”. Rassegna In Scena-Danza - 26/27 - Teatro Cristallo in collaborazione col Centro Servizi Culturali Santa Chiara
  • INTELLIGENZA ARTIFICIALE: PAROLE, MUSICA, IMMAGINI, FILOSOFIA IN OCCASIONE DEL 60° ANNIVERSARIO FONDAZIONE UPAD con Claudio Paolucci e Rocco Tanica nell’ambito dei festeggiamenti dei 60 anni dalla nascita della Fondazione Upad è previsto un saluto iniziale prima dello spettacolo da parte delle Istituzioni locali durata: 120' L’intelligenza artificiale generativa sta cambiando il nostro modo di scrivere, immaginare, progettare e creare. Ma che cosa significa davvero convivere con macchine capaci di produrre testi, immagini, musica e video? E soprattutto: che cosa ci racconta tutto questo sull’essere umano? Una conferenza-spettacolo che mette in dialogo due sguardi complementari. Da una parte Claudio Paolucci, filosofo, semiologo e tra i protagonisti del dibattito contemporaneo sull’intelligenza artificiale, allievo e poi collaboratore di Umberto Eco. Dall’altra Rocco Tanica, musicista, autore e sperimentatore che da anni esplora le possibilità creative offerte dell’intelligenza artificiale generativa. La forza del progetto nasce proprio dall’incontro tra teoria e pratica, riflessione e sperimentazione. Se Paolucci aiuta a comprendere perché l’AI rappresenti un passaggio cruciale nella storia del rapporto tra esseri umani e tecnologia, Tanica ne mostra gli effetti concreti sul terreno della creatività, raccontando il proprio percorso di scoperta e addomesticamento di questi strumenti. Tra racconti, esempi e dimostrazioni dal vivo, lo spettacolo accompagna il pubblico oltre gli entusiasmi superficiali e le paure apocalittiche, mostrando come l’intelligenza artificiale possa diventare un nuovo strumento espressivo e creativo. Perché forse la domanda più interessante non è quanto l’AI assomigli a noi, ma quanto il nostro rapporto con la tecnologia racconti ciò che siamo sempre stati: esseri umani che ampliano le proprie possibilità inventando nuovi strumenti culturali. IA: DEUS EX MACHINA? - Teatro Cristallo, Libera Università di Bolzano – unibz, Fondazione UPAD
  • L'evento si tiene dal 25 Nov 2026 al 29 Nov 2026
    Cinque quadri, cinque tableaux coreografici che conducono in un viaggio emotivo profondo attraverso l’esperienza umana. Sulle note della Quinta Sinfonia di Gustav Mahler, prende forma Five Days in the Sun il nuovo lavoro di Emanuel Gat, figura di riferimento della danza contemporanea internazionale, che costruisce un universo coreografico sospeso tra oscurità e luce, disperazione e gioia, tensione e rilascio. Scritta tra il 1901 e il 1902, la Quinta Sinfonia segna un’evoluzione significativa nell’approccio compositivo di Mahler che riflette sia esperienze personali sia un passaggio verso un’espressione musicale più astratta. All’inizio del 1901, Mahler sfiorò la morte, esperienza che cambiò radicalmente la sua prospettiva. Qualche mese dopo incontrò Alma Schindler e tra i due nacque un amore travolgente, che li portò al matrimonio nel marzo del 1902. Entrambi gli eventi influenzarono profondamente l’impatto emotivo della Quinta Sinfonia che Gat traduce in una scrittura coreografica intensa e stratificata. Pensata per dodici danzatori e danzatrici provenienti da tutto il mondo, Five Days in the Sun si configura come un viaggio coreutico che esplora trasformazione, resilienza e catarsi, accompagnando lo spettatore in un continuo dialogo tra introspezione e slancio verso l’esterno. coreografia, scenografia e luci Emanuel Gat musica Gustav Mahler, Sinfonia n. 5 in do diesis minore (movimenti 1-4), Wiener Philharmoniker, Leonard Bernstein, 1987 creazione sonora aggiuntiva Emanuel Gat costumi VICHER con Emma Bogerd, Théo Brassart, Geremia Cappagli, Léa Delaporte, Zohar Kotz, Itai Meir, Giulia Quacqueri, Johanne Skogstad, Katherina Solvang, Noah Tyrell, Anaïs Van Caekenberghe, Winter Wieringa direttore tecnico Guillaume Fevrier sound designer Frédéric Duru produzione Emanuel Gat Dance coproduzione Montpellier Danse, Biennale Danza di Venezia, American Dance Festival, Festival de danse de Cannes, Pôle arts de la scène - La Friche Belle de mai, Theater Freiburg con il sostegno di KLAP - Maison pour la Danse, Scène 44. n + n Corsino durata: 70 minuti circa

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