BZ danza: EMANUEL GAT Il Parco - Pubblicato da FondazioneHaydnStiftung

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Informazioni evento

Una performance site specific pensata da Emanuel Gat per tre interpreti provenienti dal Corso di formazione del Danzatore della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano

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Date e orari evento :

Note sugli orari :

In caso di maltempo | Verschiebung bei Schlechtwetter: Gio | Do 21.07.

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  • L'evento si tiene dal 03 Apr 2027 al 16 Apr 2027
    Tratto dal romanzo di Saša Stanišić nell’adattamento teatrale di Emma Mulser Spettacolo per tutti a partire dai 10 anni In coproduzione con Rotierendes Theater Una settimana di campo estivo nel cuore del bosco! Kemi adora gli alberi, purché siano armadi. Qualche giorno dopo, però, si ritrova seduto sull’autobus, perché sua madre deve lavorare e il doposcuola estivo non è una vera e propria alternativa. Ci sono anche molti compagni della sua classe, tra cui Marko e la sua banda, che hanno un talento speciale: far sentire qualcuno diverso. Il candidato perfetto è Jörg, che se ne sta sempre in disparte, ama le escursioni, sa disegnare benissimo e condivide la baita con Kemi. Kemi vuole bene a Jörg e vorrebbe aiutarlo, intervenire, fare qualcosa. Ma rimane in silenzio, mentre la rabbia verso il mondo cresce. Poi, nel cuore della notte, appare improvvisamente un lupo dagli occhi gialli: ti osserva fisso, vuole qualcosa… ma cosa? Per il romanzo per ragazzi “Wolf”, l’affermato autore Saša Stanišić è stato insignito del prestigioso Premio tedesco per la letteratura per l’infanzia 2024. Attraverso lo sguardo di Kemi, Stanišić racconta con sensibilità, autenticità e grande maestria linguistica una storia di amicizia, appartenenza, bullismo ed empatia, donando non solo il coraggio del senso civico, ma anche quello di essere diversi. “Wolf” è una produzione del Theaterclub. Le persone appassionate di teatro dell’Alto Adige sono cordialmente invitate a portare in scena questa storia insieme al team artistico del Rotierendes Theater. Sarà un racconto emozionante e ironico, ricco di spunti creativi. Maggiori informazioni saranno disponibili sul sito web a partire da settembre.
  • Rocio Marquez, Paula Comitre, Los Voluble Flamenco sin Género(s), a cura di Esther Regueira Mauriz, esplora le forme più radicali e innovative del flamenco contemporaneo. La rassegna mette in relazione tradizione e avanguardia attraverso opere che sfidano classificazioni e confini prestabiliti, rivelando un flamenco vivo, plurale e in costante trasformazione. Presso il NOI Techpark di Bolzano, la rassegna accoglie: Rocío Márquez con Himno Vertical, Paula Comitre con Après Vous, Madame e Los Voluble con Flamenco is not a crime. Himno Vertical di Rocío Márquez Himno Vertical di Rocío Márquez nasce dall'incontro tra la cantaora andalusa e il chitarrista Pedro Rojas Ogáyar, trasformando il Requiem – tradizionalmente canto d'addio e messa in onore dei defunti – in un'opera che non celebra soltanto la fine, ma anche l'inizio, il fluire e la trasformazione. Lontano dall'idea di un lavoro chiuso e riconducibile a un'unica autorialità, il progetto prende forma come un'eco corale e collettiva: un rito di commiato e di accoglienza insieme, una cerimonia che invita a pensare vita e morte non come poli opposti, ma come parte di un unico movimento continuo. Sul palco, la voce di Márquez e la chitarra di Rojas Ogáyar costruiscono uno spazio sonoro intimo e immersivo, in cui sperimentazione, improvvisazione e libertà creativa incontrano le radici del flamenco jondo, tra suggestioni di poesia classica e contemporanea. Après Vous, Madame di Paula Comitre Negli anni Venti, quando Parigi era l’epicentro delle avanguardie, Antonia Mercé, nota come “La Argentina” (1890–1936), rivoluzionò il flamenco, elevandolo a linguaggio moderno e universale. Da questa eredità luminosa nasce Après vous, madame, progetto in cui la bailaora e coreografa Paula Comitre attraversa il lascito dell’artista per trasformarlo in una creazione contemporanea, audace e visionaria. Più che un tributo biografico, l’opera apre un dialogo tra epoche: la memoria di La Argentina incontra una nuova scrittura coreografica, in cui il flamenco entra in relazione con la ricerca musicale e la sperimentazione visiva. In scena, il gesto della danza dialoga con le sonorità del pianoforte e con suggestive installazioni tessili, creando uno spazio sospeso tra memoria storica e invenzione creativa. Prende così forma un’opera vibrante, capace di restituire nuova vitalità a un’arte che attraversa il tempo senza smettere di reinventarsi. Flamenco is not a crime di Los Voluble Flamenco is not a crime è il progetto audiovisivo e performativo di Los Voluble – il duo formato dai fratelli Pedro e Benito Jimenez – che intreccia flamenco, electronica, cultura critica e pratiche di remix audiovisivo politico. Ispirato al movimento “free party is not a crime” e in continuità con la ricerca sviluppata in lavori come Raverdial ed En el nombre de – incentrati sulla festa, sulla dimensione collettiva e sulla complessità del remix – il progetto esplora il flamenco attraverso alcune delle sue tensioni più vive: tra purismo e avanguardia, spirito ribelle e virtuosismo tecnico. Attraverso materiali d’archivio e manipolazioni video live, Los Voluble mette in relazione il flamenco con generi come gqom, footwork, experimental dub, grime e reggaeton, rivendicandolo come uno spazio libero, aperto e ibrido. Un progetto che supera ogni idea di purezza e rilancia il flamenco come uno spazio di libertà, collisione e continua reinvenzione. Il biglietto include l'accesso a tutte e tre le performance.
  • Rocío Márquez, Javi Mora, Los Voluble Un’anteprima scandita da talk e performance introduce Flamenco sin género(s), progetto a cura di Esther Regueira Mauriz, che interpreta il flamenco come pratica viva e in costante mutamento. Nato ai margini, nell'oscurità della notte e nell'incontro tra culture rom, musulmane, ebraiche e cristiane, il flamenco rivendica, in questa cornice, la propria natura plurale, radicale e stratificata. In un dialogo stretto tra tradizione e avanguardia, il progetto mette in luce alcune delle ricerche più audaci del flamenco contemporaneo: pratiche che sfuggono a etichette e categorie di genere e che si misurano, in modo critico e sperimentale, con le tensioni del presente. Con Rocío Márquez – per l’occasione accompagnata da Javi Mora – e Los Voluble, la serata offre un primo sguardo sulle traiettorie artistiche del progetto. L'evento anticipa le serate del 17 settembre al NOI Techpark di Bolzano e del 18 settembre allo Stadttheater Bruneck.

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