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Informazioni evento
Aui Oi" è il titolo della performance "per funivia" di Caroline Profanter e Ulrike Bernard, che con questo progetto hanno vinto il 1° premio della seconda edizione del concorso indetto dal Südtiroler Künstlerbund “Museion-SKB-Transart Prize 2013”
ABBA – Mamma Mia and much more con sette tappe in regione
ABBA – Mamma Mia and much more riportano in vita la leggendaria pop band ABBA!
Lo spettacolo ABBA – Mamma Mia and much more presenta al pubblico interpretazioni energiche e autentiche che ripropongono il sound iconico degli ABBA. Preparatevi a una serata magica e indimenticabile!
Prevendita biglietti: in tutte le librerie Athesia e online su: www.ticketone.it
Trento: Promoevent, Radio Dolomiti
UNA PERFORMANCE IMPRESSIONANTE E RICCA DI ATMOSFERA
“ABBA – Mamma Mia and much more” porta sul palco la leggendaria band pop ABBA con uno spettacolo energico e travolgente che entusiasmerà il pubblico! Brani indimenticabili come “Waterloo”, “Fernando”, “Money Money”, “Dancing Queen”, “Mamma Mia” e molti altri regaleranno una serata da concerto unica e indimenticabile. Il pubblico sarà trasportato negli anni ’70 e ’80, cantando e ballando al ritmo di questi classici intramontabili.
Artisti e cantanti internazionali, perfettamente affiatati, vestono i panni di Agnetha, Anni-Frid, Benny e Björn e presentano, in modo impressionante e ricco di atmosfera, tutti i grandi successi degli ABBA degli ultimi 50 anni in uno show di due ore!
„La musica degli ABBA è incredibilmente travolgente e divertente, e ci piace condividerla con il nostro pubblico. Non vediamo l’ora di vedere tutti ballare e cantare insieme a noi.“
(PURA VIDA MUSICAL ENTERPRISES)
GLAMOUR, ORIGINALITÁ, MAGIA
Un sofisticato concept di luci e suoni, insieme a splendidi costumi glamour, garantiscono una performance autentica nello stile degli originali. La leggendaria band cult svedese non ha perso nulla del suo fascino e unisce tutte le generazioni in una serata di concerto indimenticabile.
Nel settembre 1872 Carl Ferdinand Pohl, il bibliotecario della Società viennese degli amici della musica, sottopone all’attenzione del suo direttore artistico Johannes Brahms sei “Feldparthien”: sono sei divertimenti per strumenti a fiato attribuiti a Haydn. Nell’estate 1873 Brahms scrive variazioni su un corale composto dai sei divertimenti, “allenandosi” così nella progressiva trasformazione ed evoluzione degli elementi costitutivi e dei motivi della sua musica nonché nell’arrangiamento orchestrale che più avanti caratterizzerà la sua opera sinfonica. Con il suo unico concerto per violino ultimato, nel 1806 Beethoven fa evolvere ulteriormente un genere che sino ad allora andava dal concerto dei maestri barocchi italiani fino a Mozart. L’opera a impianto sinfonico con un primo movimento lunghissimo sembra avvicinarsi più ai concerti per violino di Brahms, Tchaikovksy o Sibelius che non ai predecessori del XVIII secolo. Il 12 maggio 1926 viene eseguita per la prima volta la Prima sinfonia di Shostakovich – suo lavoro di diploma al Conservatorio di Leningrado – che verrà poi fatta conoscere a livello internazionale da Bruno Walter e Arturo Toscanini. Shostakovich si rivela da subito un mattacchione: nella partitura del diciannovenne, influenze di Stravinsky, Prokofiev, Mahler e Hindemith si fondono in un linguaggio tonale originale e puntiglioso, con acrobazie dettate dall’ironia e comicità che all’epoca si potevano ammirare al circo o nei film muti, ma non ancora nelle sale da concerto.
Che cosa ci fa un compositore danese in un’aula del Conservatorio di Atene? Guarda fuori dalla finestra e compone una musica che – come il carro del sole guidato da Elio nella mitologia greca – “parte” in modo dinamico come crescendo orchestrale e si spegne al crepuscolo “mentre tramonta”. “Quiete e oscurità – poi il sole si alza con un gioioso inno di lode – percorre la sua strada dorata – tramonta quieto nel mare”, è quanto dichiara Carl Nielsen in merito al lavoro che presenta al pubblico concertistico nel 1903. Il compositore danese maestro dell’improvvisazione Niels Viggo Bentzon scrive musica sinfonica neoclassica e brani per pianoforte preparato e scordato, arrangia collages sonori sperimentali, organizza happening del movimento Fluxus, proclama la metamorfosi “forma del nostro tempo” e, con un’opera omnia comprendente 664 numeri d’opus, è tra i più produttivi compositori europei del XX secolo. Nel 1862, secondo alcune fonti perfino già nel 1855, Brahms si appunta le prime note della sua prima sinfonia, ma solo nel 1868 “trova” in Svizzera, nel richiamo di un corno alpino, la melodia che caratterizzerà il movimento finale. La prima nel 1876 è un trionfo, e Brahms è sempre più considerato il successore di Beethoven. Interrogato più avanti rispetto all’“insolita vicinanza” del tema in Do maggiore nel quarto movimento al famoso Inno alla Gioia nella Nona sinfonia, pare abbia risposto: “Assolutamente, e ancora più insolito è che qualsiasi asino se ne accorga subito”.
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