LAURA COCCO
tromba
SOFIA ADINOLFI
pianoforte
PROGRAMMA
Alexander Goedicke (1877-1957): Concert Etude
Arthur Honegger (1892-1955): Intrada H 193
Robert Schumann (1810-1856):
da/aus Davidsbündlertänze
1. Lebhaft
2. Innig
3. Mit Humor
Francois Rauber (1933-2003):
Concerto En 4 Mouvements
Johannes Brahms (1833-1897):
da/aus Klavierstücke Op.118
Intermezzo N.2 in la maggiore- in a dur
Henri Tomasi (1901-1971): Triptyque
E. Satie (1866-1925): Gymnopedie N. 3
Thorvald Hansen (1847-1915):
Sonata for cornet and piano Op. 18
Maurice Ravel (1875-1937):
da valses nobles et sentimentales
N.1, Modéré
N.3 Modéré
Giunto alla sua quarta edizione, questo formato ideato dal festival fa del numero cinque una costante estetica: programmato per cinque anni consecutivi e articolato ogni anno in una performance di cinque ore, il progetto rivela una propria natura trascendentale. Al Sudwerk del Ca’ de Bezzi, il quartetto guidato dal bassista Lukas Kranzelbinder lavora insieme a tre danzatrici e danzatori per raggiungere una sorta di estasi collettiva: un rituale d’improvvisazione impavido che celebra l’energia sociale del momento.
Artists
Delphine Joussein (FR) - fl, fx, voc
Lukas Kranzelbinder (AT) - db, guembri
Johannes Schleiermacher (DE) - tsax, fl
Simon Popp (DE) - dr
Ceren Oran (TR) - dancer
Jaroslav Ondruš (CZ) - dancer
Dante Murillo (AT/CO) - dancer
„Crossroads“
Fiati scintillanti
"La serenità tirolese incontra il temperamento italiano": questo è probabilmente il modo migliore per descrivere i Bozen Brass, uno degli ensemble di ottoni più creativi e versatili del panorama locale. In 35 anni, il quintetto classico di ottoni si è trasformato in una formazione di sei elementi, il cui sound inconfondibile è stato arricchito per anni dalla voce e dall'uso di vari strumenti non-ottoni.
I concerti dei Bozen Brass non seguono un’unica direzione: sono stilisticamente aperti, variopinti e ricchi di prospettive sorprendenti. Con il programma “Crossroads”, l’ensemble conduce verso quei punti di incontro musicali in cui la musica classica incrocia il jazz, l’Oberkrainer si imbatte nei groove contemporanei e il tradizionale si intreccia con l’inaspettato.
“Crossroads” punta volutamente sui contrasti e sull’incontro: la raffinata eleganza del linguaggio sonoro classico, la libertà e il respiro del jazz, il radicamento della musica popolare e l’energia tipica dei Bozen Brass. Ogni brano sviluppa un suo profilo. La drammaturgia d’insieme dà vita a un viaggio attraverso spazi musicali diversi.
Anton Ludwig Wilhalm: tromba
Robert Neumair: tromba, fisarmonica, arrangiamenti
Martin Psaier: trombone
Manuel Goller: tromba, flicorno basso
Benjamin Premstaller: corno
Michael Engl: Tuba
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