NUBU mette in scena un gioco tra diverse epoche, facendo incontrare rarità storiche come il serpentone e il flugabone con percussioni in pelle naturale e contrabbasso. In uno scenario arcaico e al tempo stesso moderno, la voce si presenta come un materiale elastico che si spinge oltre le convenzioni, trasformandosi in jodel e richiami. L'ensemble crea un folklore del tutto personale, una sintesi senza tempo e al contempo energica di jazz, folk e libera improvvisazione.
Artists
Elisabeth Coxall (FR) - serpent, lead voc
Victor Auffray (FR) - flugabone, voc
Thibaut Du Cheyron (FR) - trb, voc
France Duclairoir (FR) - db, voc
Guillaume Lys (FR) - perc
Alla fine del 1946 Richard Strauss traspone in musica la poesia “Al tramonto” di Joseph von Eichendorff. Nel 1948 legge le opere liriche di Hermann Hesse e, pochi mesi più tardi, l’ormai ottantaquattrenne ha già completato tre Lieder con le sue poesie. Dopo la sua morte nel settembre 1949, l’editore Ernst Roth riunisce le opere per orchestra sotto il titolo “Quattro ultimi Lieder” – un grandioso necrologo al Lied romantico in cui il compositore cita anche il suo poema sinfonico “Morte e trasfigurazione”, composto 60 anni prima. “Nulla di originale” oppure “il primo vero evento musicale del XX secolo”? La quarta sinfonia di Gustav Mahler, composta originariamente nel 1899 e 1900 come umoresca sinfonica, lascia il pubblico interdetto. L’opera rinuncia al pathos romantico, l’organico orchestrale è ridotto, a prima vista il programma non è riconoscibile. La stravagante marcia funebre (“Totentanz”) nel secondo movimento è seguita nel finale – vero e proprio fulcro dell’opera verso cui tutto converge – dal Lied “Der Himmel hängt voller Geigen”, tratto da “Des Knaben Wunderhorn”. “Balliamo e saltelliamo”, esultano gli angeli in paradiso sul sottofondo di una musica che, affievolendosi a mano a mano, pare opporsi a quel senso dell’umorismo naif e infantile. Così Mahler descrive il mondo “all’incontrario” da lui raffigurato: “È tutto sottosopra, non vi è più alcun rapporto di causalità! È come scorgere all’improvviso la parte nascosta della luna.”
Con uno stile inconfondibile, le quattro musiciste di O.N.E. stanno scuotendo la giovane scena jazz polacca. Prima formazione strumentale interamente femminile del loro paese, il quartetto fonde eleganza lirica, energia free jazz, vitalità hip hop e un ethos slavo. I pluripremiati album One ed Entoloma sono una chiara presa di posizione contro ogni forma di compiacenza musicale.
Artists
Monia Muc (PL) - asax
Kateryna Ziabliuk (UA) - p
Kamila Drabek (PL) - db
Patrycja Wybrańczyk (PL) - dr
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