BAROQUE ARABESQUE
ÖZLEM BULUT Voce
ALENKA BRECELJ Violino barocco
AVIN AHAMDI Oud
DESIREÈ WÖHRER Viola da gamba e Flauti dritti
MARINKA BRECELJ Clavicembalo e Direzione
Il barocco è stato un momento storico di grandissima vitalità, estro e creatività. Diversamente dal modo in cui forse i meno esperti percepiscono la musica barocca, l’improvvisazione e la contaminazione di forme e tradizioni musicali di altre regioni, così come la permeabilità del confine tra musica colta e musica popolare, giocavano un importantissimo ruolo nelle prassi esecutive e nel lavoro compositivo dell’epoca.
Per queste ragioni non è un caso che anche al giorno d’oggi molti artisti sperimentino inedite fusioni tra il barocco e altre culture musicali, come in questo programma che costruisce un affascinante mosaico affiancando la musica antica con la tradizione orientale e sefardita.
Il punto di forza di Baroque Arabesque è un gruppo di straordinari musicisti, tra cui spicca la cantante di origini turche e curde Özlem Bulut, il cui canto aggiunge una dimensione inaspettata e sorprendente all’esecuzione.
Il mandolino a Parigi nel XVIII secolo
PIZZICAR GALANTE
ANNA SCHIVAZAPPA Mandolino
Giovanni Battista Gervasio (n. Napoli, c. 1730 – m.? dopo il 1786)
Sonata in do maggiore per mandolino e basso continuo
Autore anonimo (da Francesco Mancini et F. B. Conti)
Sonata VI in sol minore
Autore anonimo (da Francesco Mancini et F. B. Conti)
Sonata Prima in do maggiore
Autore anonimo
La Fürstenberg
Giovanni Battista Gervasio (n. Napoli, c. 1730 – m.? dopo il 1786)
Sonata in re maggiore
Il mandolino è uno strumento quasi dimenticato, se si esclude il suo aspetto di nostalgico cliché di una certa cultura partenopea. Eppure, questo strumento di origine napoletana fu ad un certo punto, nella seconda metà del Settecento, estremamente di moda in tutta Europa.
Il concerto dell’ensemble Pizzicar Galante con la solista Anna Schivazappa ci offre un ritratto proprio di questa età dell’oro del mandolino, quando alcuni grandi virtuosi napoletani come Giovanni Battista Gervasio e Gabriele Leone contribuirono alla sua diffusione con una serie di tournée europee. In Francia in particolare, la borghesia e l’aristocrazia del tempo si dedicarono allo studio del mandolino con l’ausilio di maestri italiani e di metodi che tra le altre cose offrivano anche regole essenziali per accompagnarsi al mandolino cantando le arie della Comédie Italienne, per il piacere dei dilettanti.
JULIA HAGEN Violoncello
GUSTAVO GIMENO Direttore
Antonin Dvoràk
Concerto per violoncello n. 2 in si minore, op. 104
Anton Bruckner
Sinfonia n. 6 in la maggiore
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