La mostra collettiva "Animacies" esplora nuovi modi di pensare e raccontare le relazioni tra Europa e Asia. Attraverso installazioni, pittura e fotografia, le artiste e gli artisti mettono in discussione criticamente strutture di pensiero occidentali, proponendo visioni alternative della storia, delle comunità e dell’identità culturale. Al centro di questa riflessione c’è l’idea di Animacy, che mette in discussione la tradizionale divisione tra vivente e non vivente. In questa visione, anche gli oggetti e i materiali sono considerati possedere una sorta di vitalità e capacità di agire. La mostra esplora come materiali come i tessuti, le materie prime o gli artefatti possano influenzare la costruzione di strutture sociali, relazioni economiche e concezioni spirituali. Particolare attenzione è rivolta a prospettive di regioni spesso marginalizzate nel discorso globale: Bangladesh, Indonesia, Mongolia, Filippine e la diaspora indiana delle Fiji. Queste esperienze non sono lette come periferiche, ma come punti di partenza per forme alternative di conoscenza e di interazione culturale.
Il collezionismo appartiene alle pratiche più antiche dell’agire umano. A partire dagli anni Novanta il collezionismo d’arte ha coinvolto sempre più imprenditrici e imprenditori privati, che con il loro sostegno agli artisti integrano la responsabilità delle istituzioni pubbliche. La mostra tematica pone al centro quindici collezioniste e collezionisti. Dalle loro testimonianze personali emerge una profonda passione per l’arte e la cultura. Così come differenti sono le singole personalità, altrettanto eterogenei si presentano i contenuti delle collezioni: dalla prima Età moderna all’Impressionismo, fino ai movimenti artistici del XX e XXI secolo. I rapporti personali con gli artisti arricchiscono ulteriormente il collezionismo e favoriscono il dialogo.
Private Collections si inserisce inoltre nel dibattito culturale a ottant’anni dalla firma dell’Accordo di Parigi, che ha avviato il percorso dell’autonomia dell’Alto Adige: un esempio di impegno culturale interamente sostenuto da iniziative private. Questo può essere letto come uno stimolo a coniugare l’interesse per l’arte con l’attività imprenditoriale. Le opere esposte portano alla luce preziosità che altrimenti potrebbero essere vissute soltanto in ambito privato.
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