Piccola Orchestra Gagarin (I/ISR-RUS/ES): “Vostok” - Pubblicato da melanie inside

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Informazioni evento

Paolo Angeli: prepared sardinian guitar, voice
Sasha Agranov: cello, saw, voice
Oriol Roca: drums, percussion, objects

Il trio Piccola Orchestra Gagarin propone in prima nazionale “Vostok”, una parabola musicale in orbite in cui i generi musicali vengono fatti a brandelli per essere riciclati in un avvincente mosaico. La missione è segreta e non ci è permesso di conoscere la rotta che seguiranno i tre astronauti, ma sicuramente è un’occasione unica per assaporare la poetica surrealista di un trio che si muove a suo agio tra musica barocca, jazz e forma canzone.

Piccola Orchestra Gagarin è una all stars band, composta dal violoncellista israeliano-russo Sasha Agranov, il chitarrista sardo Paolo Angeli (inventore di una chitarra orchestra conosciuta internazionalmente) e dal batterista catalano Oriol Roca. La loro musica sintetizza i percorsi di tre musicisti onnivori, che scelgono la metafora del viaggio nello spazio, dell'indagine sul non conosciuto, e accostamenti con l'arte culinaria, per fondere sapori differenti: episodi indy rock, pop d’avanguardia, free jazz e musica tradizionale della Sardegna. Il mediterraneo si ritrova per una volta unito con una missione: volare sulle ali della fantasia, ripercorrere l’avventura di Gagarin e riviverla al Carambolage con voi!

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Date e orari evento :

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  • L'evento si tiene dal 15 Gen 2026 al 23 Mag 2026
    BizzAccord - Private Square è una serie di micro-eventi intimi dove la fisarmonica esplora spazi emotivi insieme a immagini surrealiste e azioni performative. Le tele, sospese tra corpo e simbolo, diventano scenografie vive che dialogano con la musica in tempo reale. Lle corde tracciano legami , linee sospese che uniscono gesto, suono e presenza. Un’esperienza sensoriale unica, creata sul momento, per un pubblico raccolto e attento.
  • Nel settembre 1872 Carl Ferdinand Pohl, il bibliotecario della Società viennese degli amici della musica, sottopone all’attenzione del suo direttore artistico Johannes Brahms sei “Feldparthien”: sono sei divertimenti per strumenti a fiato attribuiti a Haydn. Nell’estate 1873 Brahms scrive variazioni su un corale composto dai sei divertimenti, “allenandosi” così nella progressiva trasformazione ed evoluzione degli elementi costitutivi e dei motivi della sua musica nonché nell’arrangiamento orchestrale che più avanti caratterizzerà la sua opera sinfonica. Con il suo unico concerto per violino ultimato, nel 1806 Beethoven fa evolvere ulteriormente un genere che sino ad allora andava dal concerto dei maestri barocchi italiani fino a Mozart. L’opera a impianto sinfonico con un primo movimento lunghissimo sembra avvicinarsi più ai concerti per violino di Brahms, Tchaikovksy o Sibelius che non ai predecessori del XVIII secolo. Il 12 maggio 1926 viene eseguita per la prima volta la Prima sinfonia di Shostakovich – suo lavoro di diploma al Conservatorio di Leningrado – che verrà poi fatta conoscere a livello internazionale da Bruno Walter e Arturo Toscanini. Shostakovich si rivela da subito un mattacchione: nella partitura del diciannovenne, influenze di Stravinsky, Prokofiev, Mahler e Hindemith si fondono in un linguaggio tonale originale e puntiglioso, con acrobazie dettate dall’ironia e comicità che all’epoca si potevano ammirare al circo o nei film muti, ma non ancora nelle sale da concerto.
  • Quando il ventiduenne norvegese Johan Svendsen si ritrova senza soldi in pieno inverno a Lubecca, decide di rivolgersi al console svedese-norvegese Carl Fredrik Leche affinché gli conceda un prestito e provveda al suo sostentamento. Il console è talmente entusiasta del suo virtuosismo al violino che gli procura una borsa di studio presso il Conservatorio di Lipsia in cui ha studiato anche il connazionale Edvard Grieg. Le sue opere diventano successi mondiali. La musica di Svendsen invece è – a torto – quasi assente nel repertorio concertistico del XX secolo. La sua seconda sinfonia viene eseguita per la prima volta nel 1876 a Kristiania (Oslo). Svendsen, a cui Grieg riconosce “un modo davvero brillante di trattare l’orchestra”, è a quel punto un direttore d’orchestra e compositore riconosciuto, in grado di ottenere nei suoi lavori effetti sonori straordinari. Con la sua Quarta sinfonia, nel 1885 Brahms si lascia il “gigante” Beethoven alle spalle: compattando in modo pressoché ineguagliabile il materiale musicale di fondo, avvinghiando tra loro i movimenti e combinando elementi arcaici e moderni, si spinge ai limiti di ciò che è possibile nel XIX secolo. Il compositore non si lascia scomporre nemmeno dalle critiche e dalle dimostrazioni di riprovazione dei sostenitori “neotedeschi” di Wagner in occasione della prima: “Quale che sia il pasticcio in cui mi sono infilato, me la caverò. I contestatori nel parterre mi fanno un baffo”.

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