Classic and More 2016: Quintetto Verona Concentus Ottoni - Pubblicato da ale inside

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Informazioni evento

Il “Verona Concentus Ottoni” nasce all’interno dell’orchestra dell’ Arena di Verona nel 1980, con l’intento di riscoprire e valorizzare il repertorio musicale che spazia dal periodo rinascimentale fino alle stimolanti avanguardie del nostro tempo. Il gruppo è nato come compagine di quindici esecutori, trasformatasi poi in quintetto (due trombe, corno, trombone e basso tuba) per offrire un repertorio più accattivante e versatile. I singoli esecutori hanno maturato esperienza professionale come prime parti in orchestre prestigiose: Arena di Verona, Fenice di Venezia, Orchestra Haydn di Trento e Bolzano, Maggio Musicale Fiorentino, Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, Teatro la Scala, Verdi di Milano, Accademia di S. Cecilia. Collaborano attualmente con numerosi gruppi strumentali cameristici. L’esperienza artistica maturata in lunghi anni di contatto con i migliori
direttori d’orchestra e quella didattica come insegnanti di conservatorio sono alla base di questo gruppo, ed ha permesso loro di affrontare con la stessa disinvoltura il repertorio “Classico” e quello più “Leggero”. Il complesso strumentale si è esibito in importanti festival in Italia e all’estero, annovera al suo attivo numerose registrazioni per Rai e per reti locali.
PROGRAMMA
N. Rota Nino Rota Film Music
E. Morricone Moment for Morricone
P. Nagle A Tribute to MGM
M. Rozsa Ben Hur
J. Williams Jurassic Park
H. Zimmer Pirates of the Caribbean:
Dead Man’s Chest
D. Short Ciao Albertone
B. Conti Rocky
N. Piovani La Vita è bella
Fabrizio Mezzari, Roberto Rigo – trombe
Stefano Rossi – corno
Lorenzo Rigo – trombone
Antonio Belluco – basso tuba

Contatti :

Date e orari evento :

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  • Alla fine del 1946 Richard Strauss traspone in musica la poesia “Al tramonto” di Joseph von Eichendorff. Nel 1948 legge le opere liriche di Hermann Hesse e, pochi mesi più tardi, l’ormai ottantaquattrenne ha già completato tre Lieder con le sue poesie. Dopo la sua morte nel settembre 1949, l’editore Ernst Roth riunisce le opere per orchestra sotto il titolo “Quattro ultimi Lieder” – un grandioso necrologo al Lied romantico in cui il compositore cita anche il suo poema sinfonico “Morte e trasfigurazione”, composto 60 anni prima. “Nulla di originale” oppure “il primo vero evento musicale del XX secolo”? La quarta sinfonia di Gustav Mahler, composta originariamente nel 1899 e 1900 come umoresca sinfonica, lascia il pubblico interdetto. L’opera rinuncia al pathos romantico, l’organico orchestrale è ridotto, a prima vista il programma non è riconoscibile. La stravagante marcia funebre (“Totentanz”) nel secondo movimento è seguita nel finale – vero e proprio fulcro dell’opera verso cui tutto converge – dal Lied “Der Himmel hängt voller Geigen”, tratto da “Des Knaben Wunderhorn”. “Balliamo e saltelliamo”, esultano gli angeli in paradiso sul sottofondo di una musica che, affievolendosi a mano a mano, pare opporsi a quel senso dell’umorismo naif e infantile. Così Mahler descrive il mondo “all’incontrario” da lui raffigurato: “È tutto sottosopra, non vi è più alcun rapporto di causalità! È come scorgere all’improvviso la parte nascosta della luna.”
  • Lou Marini: sax Alessandro Chiappetta: guitar Gianluca Di Ienno: organ Enro Zirilli: drums Con una carriera leggendaria, continua ancora oggi a lasciare il segno sui palchi di tutto il mondo con la Blues Brothers Band e il James Taylor Quartet. Continua a suonare, scrivere, arrangiare e collaborare con artisti di primo piano, mescolando jazz, blues, rock e soul con un’energia senza tempo. Il suo progetto "Lou Marini & The Italian Groovers” lo vede protagonista di un nuovo viaggio musicale tra classici del blues e composizioni originali. Art Directors: Michael Lösch & Helga Plankensteiner Il concerto comincia alle ore 21:30 al Laurin Bar. Supplemento di 12 Euro sulla prima consumazione a partire dalle 21:00. Info e prenotazione tavolo: Laurin Bar, T 0471 311 570
  • Nel settembre 1872 Carl Ferdinand Pohl, il bibliotecario della Società viennese degli amici della musica, sottopone all’attenzione del suo direttore artistico Johannes Brahms sei “Feldparthien”: sono sei divertimenti per strumenti a fiato attribuiti a Haydn. Nell’estate 1873 Brahms scrive variazioni su un corale composto dai sei divertimenti, “allenandosi” così nella progressiva trasformazione ed evoluzione degli elementi costitutivi e dei motivi della sua musica nonché nell’arrangiamento orchestrale che più avanti caratterizzerà la sua opera sinfonica. Con il suo unico concerto per violino ultimato, nel 1806 Beethoven fa evolvere ulteriormente un genere che sino ad allora andava dal concerto dei maestri barocchi italiani fino a Mozart. L’opera a impianto sinfonico con un primo movimento lunghissimo sembra avvicinarsi più ai concerti per violino di Brahms, Tchaikovksy o Sibelius che non ai predecessori del XVIII secolo. Il 12 maggio 1926 viene eseguita per la prima volta la Prima sinfonia di Shostakovich – suo lavoro di diploma al Conservatorio di Leningrado – che verrà poi fatta conoscere a livello internazionale da Bruno Walter e Arturo Toscanini. Shostakovich si rivela da subito un mattacchione: nella partitura del diciannovenne, influenze di Stravinsky, Prokofiev, Mahler e Hindemith si fondono in un linguaggio tonale originale e puntiglioso, con acrobazie dettate dall’ironia e comicità che all’epoca si potevano ammirare al circo o nei film muti, ma non ancora nelle sale da concerto.

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