Live muse open - L'Isola di Wight - Pubblicato da ale inside

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Informazioni evento

Un tributo al mitico festival degli anni 1968/69/70
Collegandosi al clamoroso successo del concerto estivo 2014 “Woodstock” con oltre 1.000 presenze al Teatro Tenda Pfarrheim, l’Associazione musicisti LIVE MUSE, con la Coop. Laives Cultura & Spettacolo, si ripresenta con “L’ISOLA DI WIGHT”.
L'isola di Wight (denominazione ufficiale in lingua inglese: Isle of Wight) è un'isola situata a sud della costa dell'Inghilterra e al largo di Southampton, nel canale della Manica. È una contea dell'Inghilterra. Il Festival dell'Isola di Wight è un festival di musica rock che si tiene ogni anno sull'isola omonima, con la presenza di importanti artisti internazionali. La prima edizione del festival si tenne il 31 agosto 1968, con un concerto dei Jefferson Airplane, seguito da circa 10.000 persone. L'anno seguente il festival durò 2 giorni, il 30 e il 31 agosto 1969, e vide la presenza di Bob Dylan, Joe Cocker, gli Who, e i Free. L'edizione più nota fu sicuramente quella del 1970, che si tenne dal 26 al 30 agosto. Seguita da 600.000 persone e documentata dal film di Murray Lerner Message To Love: The Isle Of Wight festival, l'edizione del 1970 è rimasta famosa per essere stata l'ultima grande esibizione pubblica di Jimi Hendrix prima della sua morte, ma anche quale ultima apparizione del gruppo dei Doors con Jim Morrison in Europa, nonché per quelle degli Who, Joni Mitchell, Miles Davis, Jethro Tull, Free, Ten Years After, Joan Baez, Moody Blues, Donovan, ELP, Leonard Cohen, e molti altri con un numero di partecipanti che superò i 600.000. L'evento fu però dal punto di vista economico un fallimento, in quanto molti non pagarono il biglietto di entrata (3 sterline per 5 giorni di musica): gli organizzatori, che avevano già subìto le critiche negative degli abitanti dell'isola, vennero messi in liquidazione e dovettero coprire un buco di 125.000 sterline; il festival non si svolse più così per parecchi anni. All'isola di Wight e al Festival del 1969 Michel Delpech dedicò la canzone Wight is Wight, di cui il gruppo musicale italiano dei Dik Dik cantò poi la versione italiana, intitolata L'Isola di Wight.

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  • Concerto nell'ambito del gemellaggio fra le città di Bolzano ed Erlangen Entrata libera Il gruppo musicale è nato nel 1981 da un quartetto di chitarre già esistente e da un gruppo genitori-bambini fondato da Bernhard Scheidel, sotto la sua direzione. Nel 1985 sua figlia Julia ha assunto questo incarico. Dal 1991 Winfried Hübner dirige l’attività musicale del Zupforchester Tennenlohe. Alcuni musicisti dei primi tempi fanno ancora parte del gruppo. Da sempre ciò che unisce noi musicisti è la gioia di suonare insieme. E questo è ciò che desideriamo trasmettere a tutti i musicisti che vogliono unirsi all'orchestra e che sono i benvenuti. La tradizione dell'orchestra di strumenti a pizzico era ed è quella di esibirsi insieme ad altri ensemble: con orchestre provenienti da Lussemburgo, Darmstadt, Jena, Schweinfurt o Monaco, con una band klezmer o cori e solisti. Il nostro repertorio spazia dagli ABBA agli U2, dalla musica barocca a quella contemporanea. L'Orchestra Mandolinistica “Euterpe” è stata fondata nel 1947 grazie all'impegno di Giovanni Ferrari e alla collaborazione di alcuni appassionati di musica per mandolino. È l'unica orchestra di strumenti a pizzico della regione europea Tirolo-Alto Adige-Trentino e ha tenuto oltre 700 concerti. L'Orchestra di mandolini “Euterpe” è composta oggi da circa 15 mandolinisti e chitarristi. Con l'attività dell'associazione si intende anche portare avanti e valorizzare questa tradizione musicale. Da ottobre 2004 è stata avviata con successo la “Scuola di mandolino e chitarra” con lo scopo di ampliare in futuro il numero dei membri dell'orchestra. L'orchestra è diretta dal 2005 da Ugo Orrigo. Brani di Simone Salvetti, Katsumi Nagaoka, Febrizio De Andrè, Valentin Rathgeber, Michael Marx, Harry Warren, Giacomo Sartori, Jasuo Kuwahara, Raffaele Calace, Henry Mancini.
  • Giunto alla sua quarta edizione, questo formato ideato dal festival fa del numero cinque una costante estetica: programmato per cinque anni consecutivi e articolato ogni anno in una performance di cinque ore, il progetto rivela una propria natura trascendentale. Al Sudwerk del Ca’ de Bezzi, il quartetto guidato dal bassista Lukas Kranzelbinder lavora insieme a tre danzatrici e danzatori per raggiungere una sorta di estasi collettiva: un rituale d’improvvisazione impavido che celebra l’energia sociale del momento. Artists Delphine Joussein (FR) - fl, fx, voc Lukas Kranzelbinder (AT) - db, guembri Johannes Schleiermacher (DE) - tsax, fl Simon Popp (DE) - dr Ceren Oran (TR) - dancer Jaroslav Ondruš (CZ) - dancer Dante Murillo (AT/CO) - dancer
  • Artists Sera Kalo (US) - voc, b Sofia Eftychidou (GR) - db Marius Max (DE) - sax Lukas Akintaya (DE) - dr

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