ALL THAT MUSIC - ORCHESTRA DELLA SOCIETA' SENZA PENSIERI (I) - Pubblicato da parkhotellaurin

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Informazioni evento

SPOTLIGHTS ON THE WORLD MUSIC
Mauro Ottolini trombone, tromba bassa
Vanessa Tagliabue Yorke voce
Giancarlo Bianchetti chitarra classica
Vincenzo Titti Castrini fisarmonica
Enrico Terragnoli basso acustico
Paolo Mappa batteria, percussioni
L'Orchestra della Società Senza Pensieri, prende il nome da quello tanto sognante della sua antenata esistita cent'anni fa a Primolano: il primo paese divenuto italiano, al confine con L'Austria. L' originale "Orchestra della società senza pensieri" voleva rendere omaggio alla libertà ottenuta con l'unità nazionale ed al prospettarsi di un futuro senza pensieri nell'armonia dell'unificazione di ciò che prima era frammentato. L' orchestra di oggi, di pensieri ne ha fin troppi e parla più di una lingua, sconfinando nella musica popolare dei nuovi italiani di oggi, che sentiamo fischiettare intonando quarti di tono in cima al tetto di un palazzo in ristrutturazione; quegli italiani che addormentano i loro pargoli con delle ninna-nanne pentatoniche. L'orchestra, rievocata oggi, da voce e corpo a questa unità disomogenea e multietnica, a questo miscuglio di musica, di lingue e di colori.
Ingresso libero

Contatti :

Date e orari evento :

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  • Nel settembre 1872 Carl Ferdinand Pohl, il bibliotecario della Società viennese degli amici della musica, sottopone all’attenzione del suo direttore artistico Johannes Brahms sei “Feldparthien”: sono sei divertimenti per strumenti a fiato attribuiti a Haydn. Nell’estate 1873 Brahms scrive variazioni su un corale composto dai sei divertimenti, “allenandosi” così nella progressiva trasformazione ed evoluzione degli elementi costitutivi e dei motivi della sua musica nonché nell’arrangiamento orchestrale che più avanti caratterizzerà la sua opera sinfonica. Con il suo unico concerto per violino ultimato, nel 1806 Beethoven fa evolvere ulteriormente un genere che sino ad allora andava dal concerto dei maestri barocchi italiani fino a Mozart. L’opera a impianto sinfonico con un primo movimento lunghissimo sembra avvicinarsi più ai concerti per violino di Brahms, Tchaikovksy o Sibelius che non ai predecessori del XVIII secolo. Il 12 maggio 1926 viene eseguita per la prima volta la Prima sinfonia di Shostakovich – suo lavoro di diploma al Conservatorio di Leningrado – che verrà poi fatta conoscere a livello internazionale da Bruno Walter e Arturo Toscanini. Shostakovich si rivela da subito un mattacchione: nella partitura del diciannovenne, influenze di Stravinsky, Prokofiev, Mahler e Hindemith si fondono in un linguaggio tonale originale e puntiglioso, con acrobazie dettate dall’ironia e comicità che all’epoca si potevano ammirare al circo o nei film muti, ma non ancora nelle sale da concerto.
  • Luca Aquino: trumpet Leonardo Dalla Cort: piano Stefano Senni: bass Alessandro Paternesi: drums Luca Aquino è annoverato tra i musicisti jazz italiani più apprezzati sulla scena internazionale ed ha al suo attivo dieci album da leader e quasi cento registrazioni. In questo inedito quartetto esplora nuovi aspetti di celebri standard americani e composizioni originali. Art Directors: Michael Lösch & Helga Plankensteiner Il concerto comincia alle ore 21:30 al Laurin Bar. Supplemento di 12 Euro sulla prima consumazione a partire dalle 21:00. Info e prenotazione tavolo: Laurin Bar, T 0471 311 570
  • Steven Bernstein: slide trumpet Brogan Krauss: sax Tony Scherr: bass Kenny Wollesen: drums Con l’ultimo lavoro discografico "The Hard Way" e la sua ricca tela di groove elettroacustici, Bernstein e i suoi fidati sodali dimostrano un impulso modernizzante ma anche una base altrettanto forte nelle radici del jazz e della canzone americana. La loro immersione in una vasta gamma di musica contemporanea è coerente con l'esperienza camaleontica di Bernstein al fianco di Lou Reed, Levon Helm, Hal Willner, Sam Rivers, Bernie Worrell, Henry Butler, U2, Little Feat e una miriade di altre leggende. Funky, blues, con una dissonanza sbrindellata evocata dal tono gutturale del sassofono di Krauss e segnata dal caratteristico lamento del raro corno di Bernstein, Sexmob continua a tracciare nuovi percorsi nella musica creativa del 21° secolo. Uno dei concerti imperdibili che al Carambolage diventa due volte più bello!

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