Direzione D'Orchestra
Michele Mariotti
Programma
Richard Wagner: Lohengrin: Preludio
Richard Strauss: Der Rosenkavalier: Suite AV 145 (arr. A. Rodzinsky)
Sergej Prokofjew: Estratti dalle Suites n. 1 op. 64bis e n. 2 op. 64ter da "Romeo e Giulietta" op. 64
Franz Schubert
Sonata per pianoforte n. 19 in do minore, D 958
Ferruccio Busoni
Fantasia contrappuntistica su J.S. Bach, BV 253
Ludwig van Beethoven
Sonata per pianoforte n. 23 in fa minore, op. 57 “Appassionata”
Quasi nessun pianista – almeno nei Paesi di lingua tedesca – ha avuto un impatto così profondo anche al di fuori della carriera musciale, come Igor Levit. L’artista, nato in Russia e cresciuto in Germania, non è soltanto un interprete eccezionale, ma anche una voce autorevole nel dibattito pubblico. Levit si esprime con passione su questioni sociali e politiche, prende una posizione netta contro l’antisemitismo e l’estremismo di destra e non teme le controversie. Da qui la sua notorietà mediatica, che va ben oltre l’ambiente della musica classica.
Anche Levit è sempre stato un convinto sostenitore di Busoni. Definendosi “cittadino, europeo e pianista”, si pone in diretta continuità con la concezione transnazionale di identità di Busoni e con la sua eredità intellettuale. Allo stesso tempo, rappresenta i valori cardine attraverso cui si definisce anche la Fondazione Busoni-Mahler.
Appare dunque logico che Levit diversifichi il programma della sua tournée per il debutto a Bolzano, inserendo un’opera di Busoni tra due capolavori del repertorio pianistico: tra la Sonata in la maggiore D 959 di Schubert e l’“Appassionata” di Beethoven, verrà eseguita la Fantasia nach J. S. Bach BV 253 di Busoni.
Wolfgang Amadeus Mozart (trascr. Ferruccio Busoni, 1922)
Fantasia in fa minore KV 608
Robert Schumann (trascr. Claude Debussy)
6 studi in forma di canone. op. 56
Darius Milhaud
Scaramouche, op. 165b
Sergej Rachmaninov
Danze Sinfoniche, op. 45a
Quando Martha Argerich e Lilya Zilberstein si presentano insieme sul palco, si incontrano due artiste il cui percorso musicale è legato in modo speciale alla città di Bolzano: entrambe si aggiudicarono il primo premio del Concorso Pianistico Internazionale Ferruccio Busoni: Martha Argerich nel 1957, Lilya Zilberstein tre decenni dopo, nel 1987.
Da allora, Argerich e Zilberstein si sono affermate come soliste di calibro mondiale, collaborando con le orchestre e i direttori più importanti, coltivando al contempo un’intensa passione per la musica da camera; Martha Argerich, in particolare, non ama i recital e la “solitudine” al pianoforte. Da diversi anni, si esibisce regolarmente al fianco di Lilya Zilberstein.
Nel 2011, Argerich e Zilberstein hanno fatto entrambe parte della giuria del Concorso Busoni e sono andate in scena insieme per l’ultima volta in questa formazione a Bolzano, in occasione di un concerto di gala che ha registrato il tutto esaurito. Il fatto che oggi ritornino alla ribalta come duo consolidato, nel luogo che segna un capitolo formativo nella carriera artistica di entrambe, conferisce a questo evento una risonanza speciale. A Bolzano, il programma comprende l’arrangiamento di Busoni della Fantasia di Mozart, gli Studi in forma di canone di Schumann nella versione per due pianoforti di Claude Debussy, nonché opere di Milhaud e di Rachmaninov
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