Il trovatore - Pubblicato da ale inside

0
×

Attenzione

Questo evento è terminato, rimani connesso per nuovi eventi

Informazioni evento

Musiche di G. Verdi
Parte I - Il duello
La scena si apre nel palazzo dell'Aliaferia di Saragozza dove Ferrando, capitano delle guardie, racconta agli armigeri la vicenda del figlio minore dell'allora Conte, fratello dell'attuale Conte di Luna, rapito anni prima dalla figlia di una zingara per vendicare la madre giustiziata dal Conte con l'accusa di maleficio; la zingara (Abbietta zingara) aveva poi bruciato il bambino e per questo omicidio i soldati ora chiedono la sua morte. Nel frattempo Leonora, giovane nobile amata dal Conte di Luna, confida a Ines, sua ancella, di essere innamorata di Manrico (Tacea la notte placida), il Trovatore appunto. Il conte, intento a vegliare sul castello, ode la voce di Manrico che intona un canto (Deserto sulla terra). Leonora esce, e confusa dall'oscurità, scambia il conte per Manrico e l'abbraccia. Ciò scatena l'ira del conte, che sfida a duello il rivale.
Parte II - La gitana
Ai piedi di un monte, in un accampamento di zingari (coro degli zingari: Vedi le fosche notturne spoglie), Azucena, madre di Manrico, racconta che molti anni prima vide morire sul rogo la madre accusata di stregoneria dal vecchio Conte di Luna (Stride la vampa). Per vendicarsi, rapì il figlio del Conte ancora in fasce e, accecata dalla disperazione, decise di gettarlo nel fuoco; per una tragica fatalità, tuttavia, confuse il proprio figlio col bambino che aveva rapito. Manrico capisce così di non essere il vero figlio di Azucena e le chiede di conoscere la propria identità, ma per Azucena l'unica cosa importante è che lei l'abbia sempre amato come un figlio, protetto e curato proprio come quando tornò all'accampamento ferito dopo il duello col Conte. Manrico confida alla madre di esser stato sul punto di uccidere il Conte, durante quel duello, ma di esser stato frenato da una voce proveniente dal cielo (Mal reggendo all'aspro assalto). Nella scena successiva il Conte tenta di rapire Leonora che sta per ritirarsi al convento, ma Manrico sventa il rapimento e porta in salvo l'amata.
Parte III - Il figlio della zingara
Azucena è catturata da Ferrando e condotta dal Conte di Luna. Costretta dalla tortura e dalle minacce, confessa di essere la madre di Manrico. Il Conte di Luna esulta doppiamente per la cattura. Uccidendo la zingara otterrà doppia vendetta: per il fratello ucciso e su Manrico che gli ha rubato l'amore di Leonora.
Manrico e Leonora intanto stanno per sposarsi in segreto e si giurano eterno amore. Ruiz sopraggiunge ad annunciare che Azucena è stata catturata e di lì a poco sarà arsa viva come strega. Manrico si precipita in soccorso della madre cantando la celebre cabaletta Di quella pira.
Parte IV - Il supplizio
Il tentativo di liberare Azucena fallisce e Manrico viene imprigionato nel palazzo dell'Aliaferia: madre e figlio saranno giustiziati all'alba. Nell'oscurità, Ruiz conduce Leonora alla torre dove Manrico è prigioniero (Timor di me?... D'amor sull'ali rosee). Leonora implora il Conte di lasciare libero Manrico: in cambio è disposta a diventare sua sposa (Mira, d'acerbe lagrime). In realtà non ha alcuna intenzione di farlo: ha già deciso che si avvelenerà prima di concedersi. Il Conte accetta e Leonora chiede di poter dare lei stessa a Manrico la notizia della liberazione. Ma prima di entrare nella torre, beve, di nascosto, il veleno da un anello. Intanto, Manrico e Azucena sono in attesa della loro esecuzione. Manrico cerca di calmare la madre, terrorizzata (Ai nostri monti ritorneremo). Alla fine, la donna si addormenta sfinita. Giunge Leonora ad annunciare la libertà a Manrico e ad implorarlo di scappare. Ma quando egli scopre che lei, la donna che ama, non lo seguirà, si rifiuta di fuggire. È convinto che per ottenere la sua libertà Leonora l'abbia tradito, ma lei, nell'agonia della morte, gli confessa di essersi avvelenata per restargli fedele (Prima che d'altri vivere). Il Conte, entrato a sua volta nella prigione, ascolta di nascosto la conversazione e capisce d'esser stato ingannato da Leonora, che muore fra le braccia di Manrico. Il Conte ordina di giustiziare il trovatore. Quando Azucena rinviene, egli le indica Manrico morente, ma pur nella disperazione la donna trova la forza di rivelare al Conte la tragica verità: «Egli era tuo fratello» e mentre viene tratta a morte può finalmente gridare: «Sei vendicata, o madre!».

Contatti :

  • Indirizzo : Teatro Comunale, Vipiteno, BZ
  • Telefono : 0472 765325

Date e orari evento :

Pubblicato da :

Potrebbe interessarti anche :

  • Ein Gastspiel des St. Pauli Theaters, Hamburg von Sébastien Blanc Deutsch von Georg Holzer REGIE: Ulrich Waller BÜHNE: Annelie Büchner KOSTÜME: Ilse Welter MIT: Éric/Jerôme: Sebastian Bezzel, Fabien: Götz Otto Eigentlich wollte Fabien mit seinen besten Freun den, den Zwillingen Éric und Jérôme, nur das Finale der French Open anschauen. Wie jedes Jahr. Drei Männer, ein guter Tropfen (oder mehrere) und bestes Tennis. Doch Éric kommt absichtlich zu früh. Er vertraut Fabien ein großes Geheimnis an, das das Leben seines Zwillingsbruders, wie auch sein eigenes, grundlegend verändern wird. Kaum ist Éric weg, klingelt Jérôme an der Tür, völlig aufgelöst. Er will ebenfalls sein Gewissen erleichtern. Auch er hat ein Geheimnis zu beichten, das seinen Bruder betrifft. Von beiden qua Freundschaftsschwur zum Stillschweigen verpflichtet, versucht Fabien, die Geheimnisse für sich zu behalten und das sich anbahnende völlige Zerwürfnis der beiden Brüder zu verhindern. Sébastien Blancs Gesellschaftskomödie steckt voller Slapstick und sarkastischem Wortwitz. Fernsehstar Sebastian Bezzel, bekannt als Polizist Eberhofer aus der bayrischen Kultserie, stellt sein Bühnentalent in der Doppelrolle der Zwillingsbrüder unter Beweis. Götz Otto, bekannt u. a. als der James-Bond-Bösewicht aus „Der Morgen stirbt nie“, spielt den Dritten im Bunde, der zwischen die Fronten gerät. Dauer: ca. 1 St. 10 Min, keine Pause Preis: 10 - 28 € (je nach Kategorie/Alter)
  • Regenwürmer, Höflichkeit und andere Katastrophen. Simon Kostner seziert das Leben, bis nur noch die Essenz übrigbleibt. Zwischen Sein und Schein, Schnucki und Schotzi finden wir uns alle wieder – irgendwo zwischen dem Großen im Kleinen und dem Kleinen im Großen. Kommen Sie ohne Erwartungen. Gehen Sie mit allem. Oder nichts. Hauptsache, Sie sind da. Zehn Jahre nach seinen erfolgreichen Programmen Badiotten und Über Unverträglichkeiten und andere Haustiere öffnet der ladinische Schauspieler erneut die Türen zu seiner schillernden Gedankenwelt. Mit feinem Humor, leiser Absurdität und einem scharfen Blick auf den Alltag lädt er zu einem ebenso unterhaltsamen wie nachdenklichen Theaterabend ein. Regie: Dietmar Gamper
  • PAYSAGE MÈRE Nelle prime settimane dopo la nascita si apre un tempo sospeso tra stupore e sfinimento, in cui nulla è definito e tutto è in trasformazione. Il corpo cerca un nuovo equilibrio, mentre madre e figlio vivono il mondo come un’unica entità. Paysage mère esprime questa condizione attraverso un’installazione percorribile, raccontando la fragile e silenziosa forza che permea questo momento. Canti e nenie attraversano lo spazio come una foschia: a volte quasi impalpabili, altre fisicamente percepibili. Calmano, sostengono, liberano. Con la nascita di un figlio, una donna intraprende una trasformazione verso l’ignoto. La performance indugia in questo scenario, ne rivendica la visibilità e invita il pubblico ad attraversare i paesaggi della maternità come testimoni. Concetto, regia, produzione: Sabrina Fraternali, Marika Rainer, Sylvie Riant Coreografia: Sabrina Fraternali Interpreti: Sabrina Fraternali, Marika Rainer e altri interpreti Foto, video, costumi, installazione: Sylvie Riant Musica e suoni: Marika Rainer CROLLI SILENZIOSI – STILLE EINSTÜRZE Crolli Silenziosi – Stille Einstürze esplora una domanda essenziale: come si muove un corpo quando ascolta? Frutto di una lunga ricerca artistica nei paesaggi naturali, il lavoro prende forma come un’installazione coreografica in cui danza, suono, materia e mito si intrecciano. Due danzatrici entrano in contatto con le pietre, testimoni del tempo e custodi della memoria. Ispirandosi alla leggenda dolomitica di Tanna, la performance indaga la fragilità, la trasformazione e il delicato equilibrio tra crollo e ascesa. Un poetico spazio esperienziale in cui silenzio, attenzione e senso di appartenenza diventano esperibili attraverso il corpo. Concetto: Claudia Tomasi in collaborazione con Francesca Pedullà & Thomas Beck Coreografia, interpreti: Claudia Tomasi, Francesca Pedullà Testi, voce: Thomas Beck Musica originale e suoni: Benjamin Tomasi Foto: barbaracali(C)torinocity Produzione: Claudia Tomasi IN BALANCE (AUF MESSERS SCHNEIDE) La fiducia è uno degli elementi fondamentali delle relazioni umane: un filo invisibile che unisce le persone. Fidarsi significa aprirsi all’altro, rinunciare a una parte del controllo e, al tempo stesso, esporsi alla vulnerabilità. Un equilibrio delicato tra restare saldi e cedere, tra vicinanza e lontananza. La corda diventa il simbolo di questo fragile equilibrio. Tra gli strumenti più antichi dell’umanità, può salvare, sostenere, unire e offrire sicurezza, ma anche costringere, limitare e minacciare. Nella pratica dello Shibari la corda non è soltanto uno strumento di legatura, ma l’espressione di una fiducia profonda. Chi si lascia legare si consegna nelle mani dell’altro. Un equilibrio che non è mai definitivo, ma che va continuamente ritrovato. Concetto, regia, costumi, produzione: Rixa Rottonara Coreografia, interpreti: Iris Gonzales, Rixa Rottonara CLOWDS Le nuvole rappresentano l’elemento aria, che può essere associato alla libertà, alla leggerezza e alla capacità di trasformarsi. Simboleggiano indipendenza e flessibilità: le cose vecchie si dissolvono e ne nascono di nuove. Clowds (1998) fa parte di una videoinstallazione dedicata ai quattro elementi. In questo spazio l’opera acquista una risonanza particolare: la porzione di paesaggio che circonda il monastero, ritagliata dalla finestra posta di fronte allo schermo, amplia lo spazio visivo del video, fondendo l’opera, l’architettura e la natura in un’unica esperienza percettiva. Come le nuvole che scorrono nel video, anche la finestra presenta allo sguardo il mondo esterno in continua trasformazione, mentre gli ambienti interni trasmettono un senso di permanenza. Concetto, coreografia, interpreti, costumi: Remo Rostagno, Doris Plankl Video, regia: Andreas Pichler Musica originale e suoni: Susanna Schönberg Produzione: IDEA_tanztheaterperformance ADD_SOFTNESS Il lavoro di 3k si dedica alla ricerca di un equilibrio tra morbidezza e fermezza. In un presente segnato da prestazioni e aspettative, la performance si interroga su come la delicatezza possa non solo essere preservata, ma anche coltivata. Quand’è che la resilienza si trasforma in durezza? E può essere proprio la morbidezza a diventare una forma di protezione? In un dialogo performativo le interpreti sperimentano con la voce, il suono e il movimento, accostando i gesti automatizzati del truccarsi alla toeletta all’atto di indossare un equipaggiamento da hockey. A partire da queste pratiche di preparazione, il lavoro esplora le sottili sfumature che separano morbidezza e durezza, interrogandosi sulle diverse forme di protezione, resistenza e vulnerabilità che esse rendono visibili. Concetto: Michèle Schladebach, Greta Schuster, Marika Rainer, Sabrina Fraternali Coreografia: Greta Schuster, Sabrina Fraternali Interpreti: Greta Schuster, Marika Rainer Musica originale: Michèle Schladebach Foto: Martina Cavinato HABIT Un bagliore Passi del passato spogliano la veste del presente. Un vortice scaglia ciò che è antico, ciò che pesa, nello spazio dell’infinito e si apre il sentiero di ciò che verrà. In dialogo con la scultura di carta di Elisabeth Oberrauch, Simone Oberrauch e Massimo Bertinelli attraversano, abitano e illuminano gli spazi della biblioteca dell’abbazia. Scultura, suono e movimento entrano in rapporto con l’architettura e la storia della biblioteca, dando vita a un teatro del corpo poetico e performativo. Creata appositamente per questo luogo, l’installazione intreccia passato e presente in uno “spazio dell’infinito”. In un’epoca dominata da un approccio superficiale e veloce alla conoscenza, Habit invita a rallentare e soffermarsi nel raccoglimento. Concetto: Simone Oberrauch, Massimo Bertinelli, Elisabeth Oberrauch Coreografia, interpreti, regia, foto, costumi: Simone Oberrauch, Massimo Bertinelli Musiche originali e suoni: Massimo Bertinelli Produzione: Cie. ATZAR

Inserisci i tuoi eventi sul primo e più amato calendario di eventi dell'Alto Adige!

HAI GIÀ UN ACCOUNT?

ACCEDI

NON HAI ANCORA UN ACCOUNT?

Non perderti i migliori eventi in Alto Adige!

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER SETTIMANALE

Vuoi vedere i tuoi eventi pubblicati sul nostro magazine?

RICEVI UN AVVISO AL MESE PER LA CHIUSURA REDAZIONALE

Vuoi promuovere i tuoi eventi o la tua attività? Siamo il tuo partner ideale e possiamo proporti soluzioni e pacchetti su misura per tutte le tue esigenze.

VAI ALLA SEZIONE PUBBLICITÀ

CONTATTACI DIRETTAMENTE

INSIDE EVENTS & CULTURE

Magazine mensile gratuito di cultura, eventi e manifestazioni in Alto Adige-Südtirol, Trentino e Tirolo.
Testata iscritta al registro stampe del Tribunale di Bolzano al n. 25/2002 del 09.12.2002 | Iscrizione al R.O.C. al n. 12.446.
Editore: InSide Società Cooperativa Sociale ETS | Via Louis Braille, 4 | 39100 Bolzano | 0471 052121 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..