Every-Body-Knows-What-Tomorrow-Brings-And-We-All-Know-What-Happened-Yesterday
Un assolo intenso e radicale, una danza che diventa gesto politico, interrogando storia, identità e potere attraverso il corpo per riscrivere regole e immaginari.
Tra le voci emergenti della scena europea, con il suo terzo lavoro Mohamed Toukabri firma un assolo intenso, presentato in anteprima all’ultimo Festival d’Avignon. Ispirato al pensiero decoloniale, lo spettacolo esplora il rapporto tra danza, migrazione e trasmissione del sapere, muovendosi in un territorio in cui il gesto diventa allo stesso tempo indagine e presa di posizione. Toukabri, noto per attraversare linguaggi diversi – dalla strada al palcoscenico, dall’hip hop alla danza contemporanea – concentra qui la sua ricerca sull’architettura stessa del movimento, mettendo in discussione gerarchie e convenzioni. La scena diventa uno spazio in cui stili e tradizioni si incontrano senza competere: forme spesso considerate marginali dialogano con quelle canoniche, aprendo a nuove possibilità espressive. Il corpo si fa archivio vivente, luogo in cui si intrecciano storie personali e collettive. Più che offrire risposte, il lavoro pone domande: cosa scegliamo di tramandare? Quali storie restano visibili? Un assolo che è un racconto profondamente personale, ma aperto allo sguardo degli altri, un invito a ripensare il presente per immaginare un futuro differente.
Il Combattimento di Tancredi e Clorinda + Microdanze
Nel 1624 Claudio Monteverdi mette in musica un episodio della Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso: due guerrieri si affrontano di notte senza riconoscersi, si feriscono a vicenda, e solo nell’ultimo respiro uno dei due scopre di aver ucciso la persona amata. Quattrocento anni dopo, il coreografo Philippe Kratz guarda la stessa scena e si chiede se siano davvero due persone a combattere, o una sola in lotta con sé stessa. Da questa domanda nasce uno spettacolo che mette insieme due danzatori e un solo cantante – che dà voce al narratore, a Tancredi e a Clorinda – un clavicembalo e uno spazio circolare dove i corpi si muovono come specchi. Una produzione del Centro Coreografico Nazionale/Aterballetto con il Teatro Regio di Parma e il Teatro Stabile di Torino.
Closing Party
Per chiudere Bolzano Danza 2026, ADAN porta in scena un set dancefloor che intreccia minimal house ed electro con le sonorità della tradizione palestinese e mediorientale. Ritmi di dabke e pattern percussivi si fondono con groove bassi e tessiture elettroniche, tracciando un filo diretto tra strutture tradizionali e il linguaggio dei club contemporanei.
Artista palestinese originaria di Gerusalemme e basata a Londra, ADAN è curatrice, architetta e DJ il cui lavoro attraversa musica, memoria e identità culturale. Le sue ricerche sonore l’hanno portata a collaborare con realtà come Radio Alhara, Radio Nard, Aswātna Studio e Kabareet Haifa.
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