Alps Move | Balal + WU WEI + Don’t Panic! - Pubblicato da martin_inside

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Informazioni evento

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Alps Move presenta:

BALAL
di Stefania Bertola
performance
Prima assoluta

La performance di Stefania Bertola si ispira alla Torre di Babele come metafora dell'arroganza e della presunzione umana, della sua inestinguibile sete di potere e desiderio di prevaricazione e del caos che ne deriva. Come costruire in questo secolo un nuovo ordine sociale?

WU WEI
di Santija Bieza
video+performance
Prima assoluta

WU WEI è un concetto fondamentale del taoismo che può essere tradotto come "agire senza agire". Nella sua performance Santija Bieza indaga la sua applicazione alla vita di tutti i giorni, la capacità di STARE nel suo fluire, coltivare consapevolezza del divenire, contemplare il qui e ora.


DON’T PANIC!
di Vanessa Morandell
video+performance

Don't Panic! è una performance di danza che affronta il tema delle paure e dell'angoscia del futuro. Il collettivo di artist? lavora con diversi mezzi espressivi per dare una rappresentazione compiuta al momento in cui si viene sopraffatti, gettando così uno sguardo su una tematica dalle profondità abissali.

Contatti :

Date e orari evento :

Potrebbe interessarti anche :

  • L'evento si tiene dal 29 Apr 2026 al 02 Mag 2026
    Un Futuro che omaggia Philip Dick: una ragazza su un tavolo operatorio vende pezzi del proprio corpo per pagarsi gli studi. Sono destinati ad androidi che li comprano per sostituire parti robotiche del loro. Per ogni pezzo organico venduto, la ragazza riceve soldi e un sostituto robotico del pezzo mancante. Il movimento è reciproco (e paradossale): mentre gli esseri umani si smontano, si impoveriscono, sostituiscono organi con protesi artificiali, gli androidi si ricompongono e acquistano statuto biologico. L’affascinante testo di Chiara Arrigoni, vincitore del Premio Nazionale di Drammaturgia Omissis 2025 viene indagato dalla regista Ivonne Capece in un reading performativo perturbante in cui la sala operatoria diventa un centro di gravità. Tutto accade lì: la dissezione del corpo e la proliferazione dei ricordi. Il corpo umano è fermo, anestetizzato, ma la sua mente continua a produrre immagini, dialoghi domestici, voci pubblicitarie, conversazioni, ricordi, monologhi interiori. Il tempo dell’intervento diventa la cornice dentro cui scorrono i flash della vita. Più il corpo viene smontato, più la memoria si accende. Uno slittamento che ricorda una delle intuizioni più affascinanti della fantascienza contemporanea, quella formulata da Philip K. Dick nel romanzo Do Androids Dream of Electric Sheep? e portata sullo schermo da Ridley Scott in Blade Runner. L' idea che la vera frontiera tra umano e artificiale non sia biologica ma emotiva, sociale, economica. In Dick gli androidi desiderano esperienze umane, memoria, empatia. In Segmentarsi il desiderio prende una forma ancora più radicale: gli androidi acquistano il corpo umano, gli umani acquistano il futuro vendendo se stessi. La domanda di Dick "Cosa significa essere umani?" è diventata più brutale: quanto vale esserlo? Il risultato è un rito contemporaneo a metà tra chirurgia e sacrificio, una fiaba tecnologica collegata al valore. Bolzano, Sala Danza, dal 29 aprile al 2 maggio ore 18:00 SEG MEN TAR SI Dis-integrazione dell’umano drammaturgia Chiara Arrigoni regia Ivonne Capece interpreti Stefano Carenza, Silvia Di Cesare, Ion Donà, Pasquale Montemurro curatela del progetto Maddalena Massafra Menzione speciale Franco Quadri al Premio Riccione per il Teatro 2025 Testo vincitore del PREMIO NAZIONALE DI DRAMMATURGIA OMISSIS 2025 con il supporto di Theatron 2.0
  • “Non capisco perché nessuno mi capisce. Vi assicuro che per me non è per niente facile stare qui. Tutti voi conoscete molto bene la storia di Pinocchio. Che cosa cercate dunque? Quello che vedrete è uno spaccato di vita, una piccola finestra sull’esistenza umana tra un padre e un figlio. Vi basti questo.” (Grillo parlante) “Pinocchio nel ventre della balena” fonda le sue radici nel rapporto profondo e delicato tra un padre ed un figlio aprendo una piccola finestra sull’esistenza umana, dove la finzione e la realtà si confondono fino ad annullarsi. Nel ventre del grosso cetaceo, che è metafora del ventre materno, Geppetto e Pinocchio costruiscono insieme il rapporto unico e indissolubile. Un rapporto fatto di sguardi, silenzi e conquiste, ma anche di momenti di difficoltà e stanchezza, un percorso condiviso che condurrà Pinocchio a lasciare i panni di burattino per trasformarsi in essere umano. Regia: Paolo Grossi Collaborazione alla creazione: Antonio Viganò, Paola Guerra Con Mathias Dallinger, Michele Fiocchi, Stefania Mazzilli Muratori, Sara Menestrina Scene e costumi: Elena Beccaro Light Designer: Melissa Pircali Effetti sonori: Giacomo Agnifili Consulenza LIS (Lingua Italiana dei Segni): Elisabetta Faggioli Foto: Marzia Rizzo
  • Nick Wilder und Christine Mayn begeistern mit szenischer Lesung Die beiden Darsteller – seit 24 Jahren auch privat ein Paar – lassen die fiktiven Eheleute Lore und Harry mit spielerischer Leichtigkeit lebendig werden. Zwischen pointierten Dialogen, augenzwinkernden Seitenhieben und nachdenklichen Momenten entwickelt sich ein humorvolles Panorama einer Partnerschaft, die nach vier gemeinsamen Jahrzehnten ebenso knarzt wie funkelt. Viele Zuhörerinnen und Zuhörer sehen sich dabei sichtbar schmunzelnd selbst auf der Bühne. Wilder, bekannt als Schiffsarzt Doktor Sander beim ZDF-„Traumschiff“, und Mayn, unter anderem bekannt aus „Die Stadtklinik“ und zahlreichen ARD-Produktionen, überzeugen sowohl mit feiner Charakterzeichnung als auch mit authentischer Nähe zum Publikum Einlass ab 18.30 Uhr | Beginn um 20 Uhr 25,00€

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