BZ danza: MAUD LE PLADEC / CCN ORLEANS Silent Legacy - Pubblicato da FondazioneHaydnStiftung

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Le questioni del femminile e delle radici culturali, insieme al rapporto stretto con la musica sono il fulcro poetico di Maud Le Pladec, coreografa francese alla guida del Centre Chorégraphique national d’Orléans. In Silent Legacy, suo progetto più recente che ha debuttato al Festival di Avignone 2022 e ospitato in prima nazionale a Bolzano Danza, prosegue la ricerca iniziata con Counting stars with you (musiques femmes) nel quale indagava il ruolo delle donne nella storia della musica. Ora la riflessione si spinge alla trasmissione culturale femminile nella danza dove il corpo, potente mezzo di trasmissione, diviene strumento per decostruire norme, regole sociali, trasferire eredità culturali, si fa dialogo e confronto. “Dance is a weapon” (“la danza è un’arma”, dicevano le pioniere della modern dance), un motto qui ripreso dalla coreografa e dalle due performers di Silent Legacy: la giovanissima canadese Adeline Kerry Cruz di appena 10 anni, prodigio del krump (una particolare forma di street dance nata a Los Angeles come espressione di rabbia delle comunità afroamericane) e Audrey Merilus, danzatrice professionista contemporanea formatasi al P.A.R.T.S. di Bruxelles e interprete di Anne Teresa De Keersmaeker, il tutto accompagnato dalla musica originale composta dalla Dj leader dell’elettronica francese Chloé Thévenin. Due potentissimi ritratti danzati che aprono una serie di infinte domande sulla trasmissione e le radici.

Spettacolo con luci stroboscopiche.

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  • coreografia, spazio e luci Virgilio Sieni danza e coreografia Jari Boldrini, Sofia Galvan, Maurizio Giunti, Chiara Montalbani, Andrea Palumbo, Valentina Squarzoni, Luca Tomaselli, Andrea Zinnato musica Roberto Cecchetto costumi Marysol Maria Gabriel direzione tecnica Marco Cassini una produzione Centro di Produzione della Danza Cango/Firenze / Centro di Rilevante Interesse Nazionale in collaborazione con AMAT & Civitanova Danza, Visavì Festival / Artisti Associati Gorizia con il sostegno di MiC Ministero della Cultura, Regione Toscana, Comune di Firenze, Fondazione CR Firenze durata: 70' Per questo spettacolo si prende in prestito la prima Lezione americana sulla leggerezza di Italo Calvino “Lezioni americane. Sei proposte per il prossimo millennio”, 1988. Così racconta la leggerezza Virgilio Sieni: “La leggerezza si declina nei momenti inappropriabili della scoperta, dell’annuncio ascoltato, rimbalzando silenziosamente dai momenti silenziosi. Il comico che incontra il vuoto, i cominciamenti delle fughe, le risonanze dei gesti frastagliati quale diritto all’alleanza. Attraverso le intuizioni di Calvino la danza si forma per slanci formalizzati in richiami di passaggio, attraversamenti sfuggenti, imprendibili: come un dialetto, una lingua viva che si nutre di tutte le cose della vita per inventarsi, insemprarsi, impararsi. Una danza che assume le sembianze dell’eco, risuonando di gesto in gesto e inventandosi su trame amorose, amichevoli se non malinconiche e nostalgiche. Per questo ci riferiamo al dialetto del gesto che si alimenta di messaggi materiali e immateriali, raggi luminosi e sospiri, quegli impulsi che sono gli spiriti del corpo. Personaggi e figure che hanno la volatilità e la luce del sogno. Ogni ingresso è un cominciamento casuale dove appare, opaca e sfocata, l’immagine malinconica dell’arlecchino ad introdurre ogni volta l’arrivo di messaggeri, animali, angeli, corpi gnomici, barcollanti, imprendibili”. Rassegna In Scena-Danza - 26/27 - Teatro Cristallo in collaborazione col Centro Servizi Culturali Santa Chiara
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  • testo e regia Lorena La Rocca assistente alla regia Valentina Parisi ricerca drammaturgica Evi Unterthiner, Cornelia Dell’Eva musiche Monika Callegaro in scena Jordi Beltramo, Evi Unterthiner coreografie Doris Plankl video documentazione Marina Baldo un progetto Artemix For Health con il coordinamento di Cornelia Dell’Eva “(H)allo zenit” porta in scena le voci di famiglie che affrontano una grande sfida: vivere il presente, fare tesoro di ogni giorno per gustare la vita a luce piena. L’evento nasce come un’occasione speciale, i 10 anni di MOMO Associazione promotrice Cure palliative per bambini in Alto Adige, e vuole dare voce, attraverso il linguaggio dell’arte, del teatro e della testimonianza diretta, alle esperienze di vita, cura, forza e speranza dei bambini inseriti nella rete di cure palliative pediatriche e delle loro famiglie. L’intento è quello di offrire alla cittadinanza uno sguardo autentico, delicato e accessibile sul tema delle cure palliative pediatriche, favorendo sensibilizzazione e partecipazione e uno sguardo rinnovato sulla vita e sulla cura. Lo spettacolo prende forma da un progetto Artemix dedicato alla proposta d’ arte per la salute sviluppato insieme alle famiglie, attraverso “Visite d’arte a domicilio”. Durante questi incontri casalinghi, con artisti d’eccellenza, caratterizzati da momenti di stupore, leggerezza e condivisione, genitori, familiari e amici hanno raccontato vissuti, emozioni e riflessioni che sono stati raccolti e trasformati in materiale drammaturgico. Da questo lavoro corale nasce una rappresentazione teatrale intensa e coinvolgente, proposta nelle due lingue provinciali, che trae ispirazione dalle storie e dalle relazioni delle famiglie coinvolte per diventare un’esperienza artistica e umana condivisa con l’intera comunità. MORTALI - TEATRO CRISTALLO

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