BZ Danza: Yoann Bourgeois / Ophelia - Pubblicato da martin_inside

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Informazioni evento

Coreografia: Yoann Bourgeois
Prima italiana

Codirettore del CCN2-Grenoble, Yoann Bourgeois, formatosi al circo contemporaneo, indaga da molti anni il tema della sospensione. Il pubblico del festival ricorderà il suo braccio-bilancia meccanico dentro Museion su cui roteava in aria una donna in bianco nella performance Les Yeux tournent autour du soleil. Ma la sospensione per Bourgeois non è solo quella in aria: in Ophelia sperimenta la sospensione dal respiro, l’apnea. Ispirato dall’atto IV, scena VII dell’Amleto di Shakespeare e alla figura di Ofelia, Bourgeois ripensa al suo suicidio in modo poetico, riproponendo una delicata immagine di dissoluzione attraverso un sorprendente dispositivo scenico composto da un letto, un acquario e una gru, coadiuvato dall’interprete Marie Vaudin e dalla struggente Nacht und Träume D 827 di Franz Schubert.

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  • L'evento si tiene dal 15 Mag 2027 al 23 Mag 2027
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  • Francesco rifiuta la spada, la restituisce al fabbro che l’ha forgiata: faccia vanghe e attrezzi per coltivare i campi. Francesco si congeda da Chiara, il suo grande amore, e lei come dono d’addio gli confeziona un saio fatto di tutte le pezze della condizione umana, un arlecchino di esperienze e di dolori. Francesco chiede agli uccelli: “Cosa posso insegnare agli uomini?” Sì perché sono gli animali oggi, che predicano a noi, ammesso che qualcuno sappia ancora capirli nella “lengua del Creator” (e se questa è il veneto, tanto meglio: capiranno anche gli animali-uomini). Francesco incontra un bambino sopravvissuto alla crociata, e per scaldarlo e consolarlo gioca con lui al presepio: statuine di amici (ancora umili animali) e di prepotenti, in ginocchio per domandargli scusa di tutte le stragi di innocenti. Francesco cieco si avvicina a Sorella Morte cantando la bellezza della vita. Francesco oggi è la rivoluzione, per qualsiasi rivoluzione ci vuole fede; e la fede “xe roba da Mati”. Atto unico Durata 85 minuti testo di Fulvio Ervas e Roberto Cuppone Regia di Roberto Cuppone Gruppo Teatrale “Ass. Cult. IL SATIRO TEATRO” a.p.s. – Paese (TV)
  • Manuel Zwerger Un luogo abbandonato si trasforma in un corpo sonoro. The Sanatorium of Soft Gravity è un progetto di teatro musicale immersivo che si colloca tra installazione, concerto e composizione scenica: spazio, suono, movimento e luce si condensano in un'esperienza attraversabile. Al centro del lavoro vi sono due ensemble. I loro strumenti sono amplificati e arricchiti da basi audio, oggetti sonori autocostruiti e una macchina semi-analogica sviluppata appositamente, collegata direttamente allə musicistə tramite tubi e connessioni meccaniche. Essa agisce simultaneamente come corpo risonante, elemento scenico scultoreo e presenza autonoma all’interno dell’installazione. I suoni attraversano lo spazio, vengono spostati, trasformati e ricollocati. Ispirata all’atmosfera del sanatorio de La montagna incantata di Thomas Mann, l’opera genera una condizione di lieve slittamento percettivo: una dimensione sospesa tra concerto, installazione e sogno.

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