Lali Ayguadé Company - Pubblicato da cristina inside

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Informazioni evento

iU an Mi


Coreografia Lali Ayguadé

Interpreti Anna Calsina Forrellad, Nick Coutsier, Marlène Rostaing, Diego Sinniger de Salas

Musica originale Josep Baldomà

Durata ca. 55 min



Prima italiana

In coproduzione con Bolzano Danza



A distanza di due edizioni e dopo il successo di Kokoro, la coreografa catalana Lali Ayguadé torna a Bolzano Danza con la sua compagnia e la sua ultima creazione: iU an Mi. La fonte di ispirazione di questo nuovo quartetto sono le reazioni umane di fronte a un evento tragico. Ayguadé prova a mettere in danza il confronto con l’ineluttabilità degli eventi, con i fatti inaspettati della vita e si domanda: “come possiamo manifestare le nostre emozioni quando subiamo un evento inaspettato? Come le esponiamo agli altri? E gli altri come ci vedono?”. iU an Mi (che letto all’inglese significa Tu e Io) diventa dunque un gioco di rimandi tra il privato e il sociale in una coreografia dove i corpi, con la loro sincerità, gestualità e movimento trovano una forma di sopravvivenza alla morte e al labirinto di convulsioni silenziose in cui ci nascondiamo per affrontare gli altri.

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    La gatta sul tetto che scotta è un’opera scritta nel 1955 dal grande drammaturgo statunitense Tennessee Williams, che con questo testo vinse il suo secondo Premio Pulitzer. Racconta la storia dei Pollitt, una ricca famiglia del Sud degli Stati Uniti che vive una profonda crisi di fronte all’imminente morte del padre, Big Daddy. La famiglia si è riunita nell’immensa proprietà terriera del patriarca per festeggiare il suo compleanno. In questo contesto emergono l’avidità e la debolezza dei figli, Gooper e Brick, e in particolare la situazione di quest’ultimo e di sua moglie Margaret. I due vivono un matrimonio senza intimità. Maggie è profondamente innamorata, ma Brick è distante: è da tempo un alcolizzato e non la degna di considerazione. Durante un conflitto con Brick, Maggie dice di sentirsi come “una gatta su un tetto che scotta”, decisa a non cadere giù: ha, infatti, conquistato con fatica una posizione sociale. Leonardo Lidi rilegge questo testo mettendo in luce il filo rosso che parte da Anton Čechov, passa da Tennessee Williams e si conclude con alcuni film di Woody Allen. «La società raccontata tramite la famiglia e le proprie contraddizioni, le tantissime, le tonnellate di storie d’amore, le battute che tornano e che si rincorrono tra un autore e l’altro» scrive il regista residente del Teatro Stabile di Torino. «Torno a Williams perché credo che sia l’autore più utile a comprendere l’importanza dell’analisi della società attraverso la lente famigliare. Williams utilizza il ridicolo per raccontare la tradizionale famiglia americana del Sud, la sua incapacità di avanzare, ferma in un ricordo, pronta a distruggere pulsioni sessuali “nocive” e a nascondere tutta la polvere della società occidentale sotto il tappeto». di Tennessee Williams traduzione Monica Capuani regia Leonardo Lidi con Valentina Picello, Fausto Cabra, Orietta Notari, Nicola Pannelli, Giuliana Vigogna, Giordano Agrusta, Riccardo Micheletti, Greta Petronillo, Nicolò Tomassini scene e luci Nicolas Bovey costumi Aurora Damanti suono Claudio Tortorici assistente regia Alba Maria Porto produzione Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, TSV - Teatro Nazionale La gatta sul tetto che scotta viene presentato per gentile concessione de la University of the South, Sewanee, Tennesee. durata: 105 minuti Spettacolo con luci stroboscopiche

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