Fondamenta zero (BZ/I): “Resterò per sempre nella foto di uno sconosciuto”
Con Oscar Bettini, Claudia Manuelli, Paolo Tosin
Ideazione e Regia: Claudia Manuelli
Drammaturgia: Elisa Emilia Scatigno
È un progetto teatrale tra memoria e assenza, tra ciò che resta e ciò che se ne va, tra la nostra paura di scomparire e la voglia di lasciare un segno. Protagonisti sono gli oggetti, inizialmente chiusi dentro delle scatole, ognuna delle quali racconta una storia – soggetta a cambiamento di replica in replica. Sopra ogni scatola è indicato un nome, probabilmente la persona a cui erano appartenuti gli oggetti: ciò che è rimasto di lui o di lei dopo la sua morte.
Una serata straordinaria tra emozione, divertimento e creatività — da non perdere se desiderate vivere un’esperienza teatrale un po’ diversa dal solito!
Ein Gastspiel des Deutschen Nationaltheaters Weimar
Lia will einen Film über Hebammen drehen und ist selbst im dritten Monat schwanger. Ihren Freund Tom überrascht sie mit dieser Nachricht ausgerechnet vor versammelter Familie in der Sauna. Tom, der als Student noch gar nicht mal wusste, ob er Vater werden möchte, sieht sich plötzlich mit der Expertise der ganzen Familie konfrontiert. Sein Schwager Arne, der mit Lias älterer Schwester Jule schon vier Kinder hat, teilt ungeschönt jede Erfahrung eines geburtsbegleitenden Vaters mit ihm. Schwägerin Anne, die häufig als Babysitterin bei Arne und Jule einspringt, weiß, wie man Erziehung besser hinkriegt als die vierfachen Eltern. Und dass die Großeltern Bernd und Kerstin ihrer Tochter Lia auch noch gute Ratschläge in Sachen Beziehung erteilen, hilft Tom erst recht nicht.
Drei Paare unterschiedlicher Generationen treffen hier aufeinander und werden mit den Momenten des Glücks und der absoluten Überforderung konfrontiert, die eine Geburt mit sich bringt. Wie schon bei der Stückentwicklung „Sensemann & Söhne“ beschäftigen sich Jan Neumann und sein Ensemble mit den Grundfragen unserer Existenz auf humorvolle und berührende Art und Weise. Ging es zuletzt um das Ende eines Lebens, steht nun sein Beginn im Zentrum.
STIVALACCIO TEATRO (VI)
BUFFONI ALL’INFERNO
Atto unico con la regia di Marco Zoppello
Profondità delle lande desolate dell’inferno. Un tranquillo ed eterno giorno di torture strazianti. D’un tratto si leva un latrare sguaiato, sono i diavoli che corrono da una parte all’altra alla ricerca del loro Re, il terribile Satana. Sulle rive dello Stige sono giunte millemila anime, portate all’altro mondo da una fulminante peste bubbonica, vaiolica. L’Ade è di colpo intasato e Minosse, impietoso giudice delle anime, è costretto a fare i salti immortali per esaminare le colpe di tutti.
Le operazioni vanno a rilento, gli spiriti protestano, insorgono, volano insulti e qualche brutta bestemmia. Belzebù, con profonda saggezza, offre uno sconto di pena alle anime di tre buffoni, Zuan Polo, Domenico Tagliacalze e Pietro Gonnella, per tornare a fare ciò che in vita gli riusciva meglio: intrattenere.
«Si tratta non solo di un ben recitato lavoro teatrale, ma anche di un tuffo letterario dentro fonti linguistiche ormai assai poco praticate e che invece rendono lo spettacolo adattissimo ad un pubblico ampio.»
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