Wenn die Welt kopfsteht, braucht es jemanden, der sie wieder geraderückt – mit Herz, Hirn und Humor. Dieser Jemand heißt Max Beier. Der preisgekrönte Kabarettist und Schauspieler (u.a. in „Sturm der Liebe“) fegt mit seinem Solo-Programm „LOVE & ORDER“ über die Bühne wie ein Wirbelwind. Was dabei herauskommt? Ein Abend voller Energie, Pointen und überraschender Wendungen.
Er jongliert mit Worten wie andere mit Bällen, schlüpft blitzschnell in Rollen, singt, spielt, erzählt – und reißt sein Publikum mit einer Mischung aus Stand-up, Musik, Sprachakrobatik und gesellschaftlicher Satire von den Sitzen.
Ein Abend zwischen Romantik und Rebellion, Kalauer und Kunst, Satire und Slapstick - mal laut und wild, mal leise und poetisch – aber immer mitreißend.
„Virtuos, frech, überraschend – ein Publikumsmagnet!“ (SZ München)
„Fesselnd und voller Esprit“ (Donau Kurier)
Di e con Gianluca Iocolano
musica: Christa Plank
regia: Marta Dalla Via
“Robe da Mander” affronta la violenza di genere puntando i riflettori su un vizio collettivo: la tendenza a spostare lo sguardo su dettagli secondari pur di non riconoscere apertamente un problema.
Esiste la violenza psicologica, quella fisica, quella economica, e può essere presente in diversi ambiti: lavorativo, familiare, sociale.
Gianluca Iocolano trasforma un grido d'allarme in un canto tragicomico. Il testo è bilingue, e unisce momenti di riflessione a ironia tagliente. Si può guardare, senza voltare lo sguardo, e senza sentirsi in colpa?
Perché proprio il Campiello?
Ci piace immensamente il Goldoni popolare ed il Goldoni reazionario-aristocratico, alla vigilia della sua partenza per Parigi. Il testo è straordinario e pieno d’amore per il popolo povero e senza carnevali in un giorno di carnevale, un testo di grande umanità e tenerezza.
Volevamo inoltre dare spazio ai nostri attori giovani e lavorare sull’immedesimazione, quella faticosissima disciplina che differenzia l’interpretare dall’essere. Il Campiello come ben spiega Strehler parla di un rapporto sociale ed etnico consolidato da una parte e stranieri (nobili o semi nobili “foresti”) dall’altra, dove vinceranno i popolani respingendo l’intruso o meglio, gli intrusi, che possono vivere con loro solo per poco, il campiello è del popolo, appartiene alle loro famiglie senza padri, famiglie matriarcali dove le giovani non possono stare in strada, devono stare ai loro balconi. La strada è permessa per il gioco o per qualche colloquio intimo e solo se accompagnate. La strada è dei maschi e delle madri. Sono le regole del tempo e del campiello e non vi è possibilità di cambiamento, la rottura di tali regole farà infatti nascere la prima baruffa tra due famiglie e nasceranno gelosie.
Compagnia Teatrale “SOGGETTI SMARRITI” a.p.s. – Treviso
Commedia in due atti in dialetto veneziano
Durata 90 minuti
Adattamento e Regia di Mariarosa Maniscalco
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