Arthur in anderen Umständen - Pubblicato da ale inside

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L'evento si tiene dal 04 Mar 2016 al 05 Mar 2016

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  • L'evento si tiene dal 26 Mar 2026 al 29 Mar 2026
    Emma Dante, artista siciliana conosciuta in tutto il mondo per il suo stile vivido, passionale e coinvolgente, porta in scena Re Chicchinella, terzo spettacolo adattato da una fiaba de Lo cunto de li cunti ovvero lo trattenemiento de peccerille, meravigliosa raccolta di novelle in lingua napoletana, che Giambattista Basile creò nel 1634. Dopo La Scortecata e Pupo di zucchero, con Re Chicchinella la regista conclude il progetto con cui ha attraversato l’immaginifico universo dello scrittore campano: un’altra favola per raccontare la profondità dell’animo umano tramite il gioco e l’ornamento della poesia barocca. Ancora una volta la drammaturga e regista palermitana conduce il pubblico nei meandri delle tradizioni popolari dell’Italia Meridionale, scava nel patrimonio letterario, lo rovescia, lo ribalta e lo riporta in vita più vivido che mai. Protagonista della vicenda, che, come sempre, mescola elementi grotteschi, comici e tragici, è un re. Spiega Emma Dante: «Re Chicchinella racconta la storia di un sovrano malato, solo e senza più speranze, circondato da una famiglia anaffettiva e glaciale che ha un solo interesse, ricevere un uovo d’oro al giorno. L’animale vive e si nutre dentro di lui, divorando lentamente le sue viscere, fino a quando il re non scopre che per il mondo lui e la gallina sono la stessa cosa. Dopo tredici giorni d’inedia, Re Carlo III d’Angiò, re di Sicilia e di Napoli, principe di Giugliano, conte d’Orleans, visconte d’Avignon e di Forcalquier, principe di Portici Bellavista, re d’Albania, principe di Valenzia e re titolare di Costantinopoli, entra nella sua nuova esistenza e, appollaiato sul trono, riceve il plauso di tutta la Corte». Emma Dante, artista siciliana conosciuta in tutto il mondo per il suo stile vivido, passionale e coinvolgente, porta in scena Re Chicchinella, terzo spettacolo adattato da una fiaba de Lo cunto de li cunti ovvero lo trattenemiento de peccerille, meravigliosa raccolta di novelle in lingua napoletana, che Giambattista Basile creò nel 1634. Dopo La Scortecata e Pupo di zucchero, con Re Chicchinella la regista conclude il progetto con cui ha attraversato l’immaginifico universo dello scrittore campano: un’altra favola per raccontare la profondità dell’animo umano tramite il gioco e l’ornamento della poesia barocca. Ancora una volta la drammaturga e regista palermitana conduce il pubblico nei meandri delle tradizioni popolari dell’Italia Meridionale, scava nel patrimonio letterario, lo rovescia, lo ribalta e lo riporta in vita più vivido che mai. Protagonista della vicenda, che, come sempre, mescola elementi grotteschi, comici e tragici, è un re. Spiega Emma Dante: «Re Chicchinella racconta la storia di un sovrano malato, solo e senza più speranze, circondato da una famiglia anaffettiva e glaciale che ha un solo interesse, ricevere un uovo d’oro al giorno. L’animale vive e si nutre dentro di lui, divorando lentamente le sue viscere, fino a quando il re non scopre che per il mondo lui e la gallina sono la stessa cosa. Dopo tredici giorni d’inedia, Re Carlo III d’Angiò, re di Sicilia e di Napoli, principe di Giugliano, conte d’Orleans, visconte d’Avignon e di Forcalquier, principe di Portici Bellavista, re d’Albania, principe di Valenzia e re titolare di Costantinopoli, entra nella sua nuova esistenza e, appollaiato sul trono, riceve il plauso di tutta la Corte». libero adattamento da Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile scritto e diretto da Emma Dante elementi scenici e costumi di Emma Dante luci Cristian Zucaro assistente ai costumi Sabrina Vicari con (o.a.) Angelica Bifano, Viola Carinci, Davide Celona, Roberto Galbo, Enrico Lodovisi, Yannick Lomboto, Carmine Maringola, Davide Mazzella, Simone Mazzella, Annamaria Palomba, Samuel Salamone, Stephanie Taillandier, Marta Zollet e con la partecipazione di Odette Lodovisi produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, Atto Unico / Compagnia Sud Costa Occidentale, Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, TSV – Teatro Nazionale, Carnezzeria, Les Célestins Théâtre de Lyon, Châteauvallon-Liberté Scène Nationale, Cité du Théâtre - Domaine d’O - Montpellier / Printemps des Comédiens durata: 60 minuti Spettacolo con scene di nudo integrale
  • Marina Carr è una dei nomi più significativi della drammaturgia irlandese. iGirl è il testo che, durante la pandemia, ha creato su richiesta dell’Abbey Theatre di Dublino per questi tempi di incertezza. Ha intrecciato frammenti poetici, ricordi privati, riflessioni intime e universali, odi a grandi personaggi della storia e dell’epopea tragica in una tela caleidoscopica in 21 quadri che attraversa il Tempo e le dimensioni consuete per sconfinare in luoghi insondati e misterici. Un oggetto indefinibile, delicato, sciamanico, commovente, sconvolgente. Da maneggiare con estrema cura. Tradotto da Monica Capuani e Valentina Rapetti, iGirl ha affascinato Federica Rosellini che ha deciso di portarlo in scena. La sua regia fonde teatro, videoarte e musica «La natura visionaria del testo mi ha suggerito uno sconfinamento nell’arte contemporanea» afferma Rosellini. Attrice, autrice e regista, Rosellini ha trasformato un testo originale e innovativo come iGirl in un rito contemporaneo. Suoni preistorici e sperimentali, un immaginario onirico e un linguaggio selvatico creano un’esperienza scenica immersiva, in cui il corpo della performer diventa corpo transumante, corpo-graffito, corpo-tatuaggio, veicolo di rifrazione e trasformazione continue. A completare questo viaggio sonoro e visivo, la musica di Daniela Pes, capace di mescidare passato e futuro in una lingua ancestrale e innovativa, e i video dell’artista e regista cinematografica Rä di Martino. Quattro artiste, Carr, Rosellini, Pes e Di Martino, punte di diamante nei loro differenti campi, convergono nella creazione di uno spettacolo inedito, ibrido e imprendibile. di Marina Carr  traduzione Monica Capuani, Valentina Rapetti  performer e regia Federica Rosellini  video Rä di Martino  musica originale Daniela Pes  sound designer GUP Alcaro  costumi e tatuaggi Simona D’Amico scenografia Paola Villani  light designer Simona Gallo  dramaturg Monica Capuani  aiuto regia Elvira Berarducci  produzione TPE - Teatro Piemonte Europa, Teatro Stabile Bolzano, Elsinor - Centro di Produzione Teatrale  sostegno e debutto nazionale Romaeuropa Festival  diritti di rappresentazione a cura di THE AGENCY (London) LTD durata: 100 minuti Spettacolo con scene di nudo, si sgenala l'uso della macchina del fumo
  • L'evento si tiene dal 09 Apr 2026 al 12 Apr 2026
    Silvio Orlando si confronta per la prima volta con Luigi Pirandello e veste i panni di Ciampa, figura tragica e grottesca, cuore pulsante di Il berretto a sonagli. Nato da una novella e trasformato in teatro nel 1917, il testo abbandona il delitto e si concentra sullo scandalo, sulla verità che sfugge e sulla follia come rifugio. Ciampa è un uomo che cammina sul filo, cerca la quiete ma viene spinto allo scontro. Il salotto borghese diventa un ring, dove le parole sono fendenti e il riso si trasforma in angoscia. Orlando, in un ruolo intenso e vibrante, dà vita a un personaggio umile e profondo, che si difende con parole taglienti, oscillando tra comicità amara e dolore lirico. Un Pirandello vivo, moderno, necessario. «La Verità, questo il titolo della novella da cui Pirandello ha tratto ispirazione per Il berretto a sonagli. Questo il tema che più mi affascina del testo pirandelliano, almeno in questo momento in cui inizio a confrontarmi con il lavoro che mi occuperà nei prossimi mesi, forse anni. Più precisamente quanta verità può sopportare un essere umano prima di esserne schiacciato» dichiara Orlando, artista di rara sensibilità. A guidare Orlando attraverso «la porta spaventosa dell’universo pirandelliano» è il regista Andrea Baracco «Leonardo Sciascia scrive che Il berretto a sonagli è tra i testi di Pirandello quello più perfetto. Sarà perché i personaggi, tutti, hanno le sembianze di poveri diavoli alla ricerca di qualcosa che permetta loro di intravedere al di là del caos che li circonda e inghiotte» scrive il regista. «Di certo è un testo che aspettava da tempo, per il suo protagonista Ciampa, un interprete come Silvio Orlando, che con la grazia dei grandi attori, ne mette in luce gli aspetti più umani, dolenti e feroci, senza cadere nella troppo facile lusinga dell’autocompiacimento verbale, vera trappola dei testi dell’immenso autore siciliano». di Luigi Pirandello con Silvio Orlando e con Stefania Medri, Marta Nuti, Michele Eburnea, Davide Lorino, Francesca Farcomeni, Francesca Botti, Annabella Marotta regia Andrea Baracco revisione linguistica Letizia Russo e Andrea Baracco aiuto regia Andrea Lucchetta scena Roberto Crea costumi Marta Crisolini Malatesta luci Simone De Angelis sound designer Giacomo Vezzani management Vittorio Stasi una produzione Cardellino srl in coproduzione con Teatro Stabile dell’Umbria, Teatro Stabile di Bolzano direzione generale Maria Laura Rondanini durata: 1 ora e 30

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