Je suisse (or not)
Un incontro ravvicinato, intimo e sorprendente: una performance per uno o due spettatori alla volta, dove il confine tra chi guarda e chi agisce si dissolve, lasciando spazio a un’esperienza personale e condivisa.
Tra le cofondatrici del collettivo Treppenwitz, Camilla Parini presenta negli spazi del Museion una performance originale e delicata, pensata per uno o due spettatori alla volta. L’esperienza inizia nel momento in cui si entra nello spazio: ad attendere il pubblico, un grande orso di peluche e un album di famiglia, elemento centrale della relazione, che diventa punto di contatto tra memoria e immaginazione, attivando un dialogo silenzioso e personale. Attraverso immagini e parole, ciascun partecipante è invitato a costruire il proprio percorso, seguendo un tempo interiore e una lettura soggettiva. La performance si sviluppa così come un incontro uno-a-uno, che interroga il significato di famiglia, appartenenza e memoria. Mescolando elementi autobiografici e finzione, Parini crea uno spazio sospeso tra reale e immaginato, in cui i ricordi vengono ricomposti e trasformati. Un’esperienza delicata e profonda, che invita a riflettere su ciò che ci definisce e sulle storie che scegliamo di raccontare.
Replica
Due generazioni della danza contemporanea si incontrano in una creazione intensa e sorprendente, dove memoria e trasformazione si intrecciano in un dialogo scenico vivo e potente.Tra le realtà più acclamate del teatro danza italiano, Michele Abbondanza e Antonella Bertoni celebrano oltre trent’anni di attività con la loro Compagnia dando vita ad una nuova creazione in prima assoluta a Bolzano Danza 2026. REPLICA nasce dall’incontro occasionale con Ginevra Panzetti e Enrico Ticconi, tra le voci più interessanti della scena internazionale degli ultimi anni: due coppie artistiche, due generazioni che si confrontano in un’opera costruita sullo scambio reciproco, dove il percorso di Abbondanza e Bertoni emerge come un archivio vivente attraversato da nuove prospettive. In scena affiorano figure sospese tra umano e animale, infanzia e rituale, mentre persino il più semplice dei gesti, quello del pettinarsi, assume significati ambigui, oscillando tra cura, disciplina e perdita di controllo.
Uno spettacolo che è un luogo di trasformazione, un ritorno al corpo del danzatore e allo stupore del gioco teatrale, condiviso con uno sguardo nuovo capace di riattivare desideri, energie e immaginazione.
Closing Party
Per chiudere Bolzano Danza 2026, ADAN porta in scena un set dancefloor che intreccia minimal house ed electro con le sonorità della tradizione palestinese e mediorientale. Ritmi di dabke e pattern percussivi si fondono con groove bassi e tessiture elettroniche, tracciando un filo diretto tra strutture tradizionali e il linguaggio dei club contemporanei.
Artista palestinese originaria di Gerusalemme e basata a Londra, ADAN è curatrice, architetta e DJ il cui lavoro attraversa musica, memoria e identità culturale. Le sue ricerche sonore l’hanno portata a collaborare con realtà come Radio Alhara, Radio Nard, Aswātna Studio e Kabareet Haifa.
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