Dedicato alle scritture di Roberto Calasso
Di e con: Marco Baliani
Regia: Maria Maglietta
Organizzazione e promozione: Ilenia Carrone
Una produzione: Casa degli Alfieri
Un uomo da solo seduto su una sedia parla attraverso un microfono ad archetto. Ha una camicia bianca con un collo alla coreana. L'uomo ha circa 70 anni ed ha i capelli rasati ed è un po' stempiato.
Quando l’orizzonte si vela e lo sguardo si fa opaco, è tempo di salpare. Uscire dalla gabbia dei giorni, aprirsi all’ignoto. Se il mare non è a portata di mano, ci sono pagine che diventano vele, come quelle di Calasso, pronte a condurre altrove. Lo spettacolo nasce dal desiderio di tessere miti emersi nel tempo, isole luminose a cui tornare per dissetarsi d’immaginazione. Le storie non si limitano al racconto: aprono sentieri, crocicchi, mappe da percorrere con lo stupore negli occhi. In quei percorsi si rifrange il presente, si accendono echi della memoria, si intrecciano voci d’altri artisti. La natura – scogli, boschi, grotte – custodisce ancora il respiro degli Dei, nascosti, ma vivi, anche nei labirinti urbani. Voci antiche che parlano ancora, a chi sa ascoltare. Questo viaggio è un invito a ritrovare quell’ascolto.
Il ticchettio di una macchina da scrivere e le note leggere di un violino accompagnano la storia di Marcel e Pauline, due giovani artisti che si incontrano, si amano e scelgono di condividere la vita, il tempo, i
sogni. La loro è una storia semplice, quasi ordinaria — ma proprio per questo, profondamente vera. In una valigia immaginaria hanno raccolto carezze e scontri, risate, abbracci e pensieri. Le parole, per loro, non sono mai state indispensabili: sono i gesti, gli sguardi, i silenzi a raccontare meglio di qualsiasi discorso. Ci è stato chiesto di narrare il loro amore con delicatezza. E così abbiamo fatto — sorridendo, giocando, commuovendoci — ma soprattutto lasciandoci sorprendere dalla poesia nascosta nella loro semplicità. Forse, alla fine, questa storia parla un po’ anche di noi.
- regia Teatro Armathan
- interpreti Franca Guerra, Adriana Giacomino, Marco Cantieri
- ricerca musicale Franca Guerra
- progetto scenografico Emy Guerra
- realizzazione scenografia Chiara Tommasini, Moreno Tacconi
- tecnico audioluci Federico Caputo
- ripresa video Marco Cipriani
- progetto grafico Emy Guerra
Comp. Teat. “Fon Teatro” – Sovramonte BL
Commedia brillante in dialetto – atto unico di Danilo De Santis
Regia di Silvano Zeni
Cesare e Antonio sono due fratelli in discordia, che si ritrovano a distanza di anni al funerale della loro madre, giorno anche delle nozze di Cesare. Cesare è sempre stato il figlio prediletto, e per onorare l’ultimo desiderio della loro madre sceglie suo fratello Antonio come testimone di nozze. Diventa pertanto l’occasione per rivedersi, ma i due ricominciano subito a litigare. Cesare per diventare proprietario della casa della madre deve sposarsi…Architetta quindi il matrimonio con Chiara, la sua sposa. Ma poi arriva Antonio che, essendo il fratello, reclama la sua proprietà del 50% tra litigi, battibecchi e colpi di scena.
Ingresso € 8,00 | Ridotto ragazzi € 6,00
Acquisto alle prevendite o on-line o alla cassa giorno spettacolo.
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