SYMPHONIC WINDS 2023 & Jakob Spahn (Violoncello) - Pubblicato da martin_inside

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Informazioni evento

Oltre 120 spettacoli con più di 60.000 spettatori – questa è la storia trentennale di Symphonic Winds, orchestra straordinaria composta da circa 50 musicisti.
Symphonic Winds, sotto la direzione artistica di Alexander Veit, si esibisce quest'anno insieme con Jakob Spahn, virtuoso Violoncellista, a Vahrn (Casa Voitsberg), Bolzano (Auditorium) e Merano (Kursaal). Altri solisti che fanno parte ai Symphonic Winds aranno Chantal Ramona Veit (voce), Benedikt Sanoll (voce) e Andreas Unterholzner (chitarra elettrica).

Tecnica brillante, leggerezza naturale, bravura musicale: Jakob Spahn, uno dei migliori Solisti del mondo, arriva il 16, 17 e 26 dicembre in Alto Adige.
Jakob Spahn è nato a Berlino. Ha scoperto la sua passione per il violoncello già da ragazzo, dopo aver assistito ad uno spettacolo del "Carnevale degli animali" alla Filarmonica di Berlino. All'età di 7 anni ha ricevuto la sua prima lezione. Ha completato i suoi studi con il Prof. H.C. Schweiker ad Aachen e all'Università di Musica “Hanns Eisler” di Berlino con il Prof. David Geringas e il Prof. Claudio Bohorquez. Ha conseguito il diploma di solista con lode. Ha
ricevuto ulteriori impulsi artistici da corsi di perfezionamento con Frans Helmerson, Bernard Greenhouse, Steven Isserlis e Yo Yo Ma.
È vincitore di numerosi concorsi nazionali e internazionali. Al concorso ARD 2010 a Monaco di Baviera, è stato insignito del premio speciale della "Fondazione Alice Rosner". In qualità di borsista del Concorso musicale tedesco, è stato selezionato per partecipare ai "Concerti di giovani artisti". La “Studienstiftung des Deutschen Volkes” e l'associazione “Yehudi Menuhin Live Music Now” sono tra i suoi sostenitori. Dopo due anni alla "Karajan Academy" con la Filarmonica di Berlino, è stato ingaggiato nel 2011 come violoncellista solista alla Staatsoper di Monaco di Baviera. Tour di concerti lo hanno portato in Europa, Asia, Nord e Sud America; è stato ospite del Festival Meclemburgo-Pomerania Anteriore, del Festival di Musica di Usedom, del Festival di Zermatt e del Holzhausenschlösschen di Francoforte. Come musicista da camera si è esibito
con lo Scharoun Ensemble e con artisti rinomati come Leonidas Kavakos, Heinz Holliger, Mitsuko Uchida e Lang Lang. Da solista ha tenuto concerti con il Wiener Konzertverein, la Sinfonia Iuventus Warsaw, la Russian Chamber Philharmonic di San Pietroburgo, la Saxon Wind Philharmonic, la Württemberg Philharmonic Reutlingen, l'Orchestra Filarmonica di Heidelberg, la Southwest German Philharmonic Konstanz e la Bavarian State Orchestra.
È anche particolarmente interessato alla musica contemporanea, che si riflette nella sua collaborazione con compositori come Krzysztof Penderecki, Ursula Mamlok e Krzyszof Meyer. Con Penderecki ha registrato il suo primo concerto per violoncello e tutte le opere per violoncello solista su CD. La registrazione del Concerto per violoncello di Friedrich Gulda e delle Variazioni rococò di Tchaikovski è stata recentemente pubblicata da Hänssler Classic.

Oggi è professore presso l'Università di Musica di Norimberga e tiene regolarmente corsi di perfezionamento in festival come l'"Academie Internationale de Nice”, l'"Accademia musicale estiva di Amburgo e l'Accademia di violoncello a Rutesheim.

Per Bolzano: da martedì, 7 novembre, Mar – Ven dalle 14:30 –19:00 e Sab dalle 15:30 – 19:00 presso la cassa del Teatro Comunale di Bolzano, Piazza Verdi 40, Tel. 0471 053800 o online sotto www.ticket.bz.it, Email info@ticket.bz.it.
I biglietti riservati devono essere pagati fino a un giorno prima dello spettacolo, altrimenti vengono rimessi in vendita. I biglietti pagati saranno depositati al botteghino e non potranno essere cancellati o sostituiti.
Cassa serale: La cassa sarà aperta nel luogo dell’evento a partire da 1 ora prima dell’inizio del concerto.
Altri punti vendita: 13 filiali della Südtiroler Sparkasse (filiali di Bolzano (Gries, Punto 12 e Romstrasse), Bressanone, Brunico, Appiano/Eppan, Neomarkt, Laives/Leifers, Merano/Meran, Silandro/Vipiteno e a Trento e Rovereto) e Ufficio del Turismo di Bolzano (Camera di Commercio)

Bolzano: biglietti restanti dalle 19:00 direttamente alla cassa serale.

I biglietti prenotati possono essere ritirati presso il botteghino fino a mezz´ora prima di ogni spettacolo.

Contatti :

Date e orari evento :

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  • Alla fine del 1946 Richard Strauss traspone in musica la poesia “Al tramonto” di Joseph von Eichendorff. Nel 1948 legge le opere liriche di Hermann Hesse e, pochi mesi più tardi, l’ormai ottantaquattrenne ha già completato tre Lieder con le sue poesie. Dopo la sua morte nel settembre 1949, l’editore Ernst Roth riunisce le opere per orchestra sotto il titolo “Quattro ultimi Lieder” – un grandioso necrologo al Lied romantico in cui il compositore cita anche il suo poema sinfonico “Morte e trasfigurazione”, composto 60 anni prima. “Nulla di originale” oppure “il primo vero evento musicale del XX secolo”? La quarta sinfonia di Gustav Mahler, composta originariamente nel 1899 e 1900 come umoresca sinfonica, lascia il pubblico interdetto. L’opera rinuncia al pathos romantico, l’organico orchestrale è ridotto, a prima vista il programma non è riconoscibile. La stravagante marcia funebre (“Totentanz”) nel secondo movimento è seguita nel finale – vero e proprio fulcro dell’opera verso cui tutto converge – dal Lied “Der Himmel hängt voller Geigen”, tratto da “Des Knaben Wunderhorn”. “Balliamo e saltelliamo”, esultano gli angeli in paradiso sul sottofondo di una musica che, affievolendosi a mano a mano, pare opporsi a quel senso dell’umorismo naif e infantile. Così Mahler descrive il mondo “all’incontrario” da lui raffigurato: “È tutto sottosopra, non vi è più alcun rapporto di causalità! È come scorgere all’improvviso la parte nascosta della luna.”
  • “Nel 1949, a 26 anni, ho imparato ad appuntarmi a orecchio canzoni popolari all’Istituto per il folclore di Bucarest. Molte melodie mi sono rimaste impresse nella memoria: così è nato nel 1951 il ‘Concerto rumeno’”, racconta György Ligeti. L’esecuzione pubblica del brano, che riprende il suono “strambo” delle orchestrine di paese, viene ben presto vietato: “nella dittatura staliniana perfino il folclore era consentito solo in forma politicamente corretta”. La prima esecuzione di “Púrpura” per viola e orchestra di Filippo Del Corno – un’opera commissionata congiuntamente dalla Fondazione Haydn e dall’Orchestra I Pomeriggi Musicali – è seguita da un avvenimento rivoluzionario della storia della musica europea: “Dall’Inghilterra”. Nel giugno 1941, il Servizio tedesco della BBC sostituisce la sua sigla con una sequenza iniziale della quinta sinfonia di Beethoven. I valori delle note del leggendario motivo del “destino che bussa alla porta” – tre brevi, una lunga – indicano nell’alfabeto Morse la lettera “V” di “Victory”, vittoria. Questa sequenza compone il nucleo del brano per orchestra che inizia drammaticamente in Do minore e termina – trionfante – in Do maggiore. In Francia la “Quinta” viene definita anche “Chant de victoire” – in una lettura forse molto vicina a quella del compositore, che non aveva in mente un destino cupo ma piuttosto un inno alla Rivoluzione francese con solenne giuramento alla Repubblica.
  • Quando il ventiduenne norvegese Johan Svendsen si ritrova senza soldi in pieno inverno a Lubecca, decide di rivolgersi al console svedese-norvegese Carl Fredrik Leche affinché gli conceda un prestito e provveda al suo sostentamento. Il console è talmente entusiasta del suo virtuosismo al violino che gli procura una borsa di studio presso il Conservatorio di Lipsia in cui ha studiato anche il connazionale Edvard Grieg. Le sue opere diventano successi mondiali. La musica di Svendsen invece è – a torto – quasi assente nel repertorio concertistico del XX secolo. La sua seconda sinfonia viene eseguita per la prima volta nel 1876 a Kristiania (Oslo). Svendsen, a cui Grieg riconosce “un modo davvero brillante di trattare l’orchestra”, è a quel punto un direttore d’orchestra e compositore riconosciuto, in grado di ottenere nei suoi lavori effetti sonori straordinari. Con la sua Quarta sinfonia, nel 1885 Brahms si lascia il “gigante” Beethoven alle spalle: compattando in modo pressoché ineguagliabile il materiale musicale di fondo, avvinghiando tra loro i movimenti e combinando elementi arcaici e moderni, si spinge ai limiti di ciò che è possibile nel XIX secolo. Il compositore non si lascia scomporre nemmeno dalle critiche e dalle dimostrazioni di riprovazione dei sostenitori “neotedeschi” di Wagner in occasione della prima: “Quale che sia il pasticcio in cui mi sono infilato, me la caverò. I contestatori nel parterre mi fanno un baffo”.

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