Il trio, guidato dal pianista Felix Hauptmann, porta la sua cultura d'improvvisazione al Parkhotel Holzner. A 1.200 metri di altitudine, sotto un albero secolare, il "distillato compositivo dal ritmo organico" della formazione, come lo definisce la rivista Concerto, incontra tutta l'ampiezza del paesaggio alpino. Con un interplay fresco e comunicativo, l’ensemble esplora il confine tra struttura e libertà. In questo rifugio sopra Bolzano, i paesaggi sonori del trio sembrano fondersi con naturalezza nell'aria limpida di montagna.
Supported by NICA artist development
Artists
Felix Hauptmann (DE) - p, comp
Roger Kintopf (DE) - db
Leif Berger (DE) - dr
NUBU mette in scena un gioco tra diverse epoche, facendo incontrare rarità storiche come il serpentone e il flugabone con percussioni in pelle naturale e contrabbasso. In uno scenario arcaico e al tempo stesso moderno, la voce si presenta come un materiale elastico che si spinge oltre le convenzioni, trasformandosi in jodel e richiami. L'ensemble crea un folklore del tutto personale, una sintesi senza tempo e al contempo energica di jazz, folk e libera improvvisazione.
Artists
Elisabeth Coxall (FR) - serpent, lead voc
Victor Auffray (FR) - flugabone, voc
Thibaut Du Cheyron (FR) - trb, voc
France Duclairoir (FR) - db, voc
Guillaume Lys (FR) - perc
„Crossroads“
Fiati scintillanti
"La serenità tirolese incontra il temperamento italiano": questo è probabilmente il modo migliore per descrivere i Bozen Brass, uno degli ensemble di ottoni più creativi e versatili del panorama locale. In 35 anni, il quintetto classico di ottoni si è trasformato in una formazione di sei elementi, il cui sound inconfondibile è stato arricchito per anni dalla voce e dall'uso di vari strumenti non-ottoni.
I concerti dei Bozen Brass non seguono un’unica direzione: sono stilisticamente aperti, variopinti e ricchi di prospettive sorprendenti. Con il programma “Crossroads”, l’ensemble conduce verso quei punti di incontro musicali in cui la musica classica incrocia il jazz, l’Oberkrainer si imbatte nei groove contemporanei e il tradizionale si intreccia con l’inaspettato.
“Crossroads” punta volutamente sui contrasti e sull’incontro: la raffinata eleganza del linguaggio sonoro classico, la libertà e il respiro del jazz, il radicamento della musica popolare e l’energia tipica dei Bozen Brass. Ogni brano sviluppa un suo profilo. La drammaturgia d’insieme dà vita a un viaggio attraverso spazi musicali diversi.
Anton Ludwig Wilhalm: tromba
Robert Neumair: tromba, fisarmonica, arrangiamenti
Martin Psaier: trombone
Manuel Goller: tromba, flicorno basso
Benjamin Premstaller: corno
Michael Engl: Tuba
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