LAEDS (BZ): Album release “Bone Cage” - Pubblicato da martin_inside

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Informazioni evento

Emanuele Colombi: vocals, guitar
Damiano Colombi: violin, keys, vocals
Lorenzo Colombi: drums, percussion, vocals
Gabriele Munini: bass
Raffaele Barberio: guitar

Il nome LAEDS è garanzia di Progressive Rock made in Südtirol di altissima qualità. Fondata nel 2013 dai 3 fratelli musicisti Emanuele, Damiano e Lorenzo Colombi, la formazione si consolida negli anni successivi con Gabriele Munini al basso e Raffaele Barberio alla chitarra. Da allora la band produce musica dai messaggi ambiziosi per orecchie raffinate mostrando al pubblico, a seconda della situazione, i suoi due volti: virtuosa rock band per i festival e caloroso set acustico per contesti più intimi.

A due anni di distanza dall’uscita di “Homestage”, la prima metà del loro concept album, ora esce il seguito dal titolo “Bone Cage”. Presso il Piccolo Teatro Carambolage la band presenterà brani tratti da quest’ultimo come anche dai loro lavori precedenti in versione acustica.

Contatti :

Date e orari evento :

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  • Gianni Ghirardini: guitar
 Linder Markus: keys, voice
 Werner "Haifisch" Heidegger: bass
 Roland Egger: drums, lead vocals Art Directors: Michael Lösch & Helga Plankensteiner Dal 1989, i quattro raffinati bluesmen del Tirolo del Nord e del Sud celebrano ininterrottamente il loro elegante blues nella formazione originale. Questa collaborazione transfrontaliera comprende il cabarettista Markus Linder, Gianni Ghirardini, Werner "Haifisch" Heidegger e Roland Egger. Insieme, costituiscono una delle più longeve blues band attive nella regione europea del Tirolo-Alto Adige-Trentino. Il concerto comincia alle ore 21:30 al Laurin Bar. Supplemento di 12 Euro sulla prima consumazione a partire dalle 21:00. Info e prenotazione tavolo: Laurin Bar, T 0471 311 570
  • La pampa argentina “non è solo un ambiente fisico, ma anche una forma di vita” constata il filosofo Carlos Astrada nel 1948 nel suo libro “El mito Gaucho”. In due opere per pianoforte e violoncello (Pampanea n. 1 e n. 2) e in una Pastorale sinfonica (Pampanea n. 3), anche il compositore argentino Alberto Ginastero si occupa – quasi contemporaneamente – della vita nella vasta pianura erbosa senza alberi. Nel 1941, l’impresario Lincoln Kirstein gli commissiona la composizione di un balletto in atto unico con cinque scene per la sua compagnia “American Ballet Caravan”, che un anno dopo si scioglierà. La musica di Ginestra, strettamente legata alla vita dei gauchos, viene ugualmente eseguita per la prima volta nel 1943 – sotto forma di suite in quattro movimenti per sala da concerto – al Teatro Colón di Buenos Aires. Diventa subito un successo mondiale. Dalla “spiritualità” della pampa allo “Sturm und Drang” del XVIII secolo europeo: un Mozart sedicenne compone il Divertimento K 136 nella primavera del 1772 per il principe-arcivescovo di Salisburgo. Con la sua Sinfonia n. 29, due anni dopo si allontana dai modelli italiani, come sottolinea il ricercatore mozartiano Albert Einstein, superando gli elementi decorativi con una “finezza da musica da camera” con cui rifugge tutto ciò che vi è di convenzionale e di banale. La sinfonia porta con sé un’aria di freschezza e novità. Un giovane genio inizia a farsi strada verso uno stile tutto suo.
  • Nel settembre 1872 Carl Ferdinand Pohl, il bibliotecario della Società viennese degli amici della musica, sottopone all’attenzione del suo direttore artistico Johannes Brahms sei “Feldparthien”: sono sei divertimenti per strumenti a fiato attribuiti a Haydn. Nell’estate 1873 Brahms scrive variazioni su un corale composto dai sei divertimenti, “allenandosi” così nella progressiva trasformazione ed evoluzione degli elementi costitutivi e dei motivi della sua musica nonché nell’arrangiamento orchestrale che più avanti caratterizzerà la sua opera sinfonica. Con il suo unico concerto per violino ultimato, nel 1806 Beethoven fa evolvere ulteriormente un genere che sino ad allora andava dal concerto dei maestri barocchi italiani fino a Mozart. L’opera a impianto sinfonico con un primo movimento lunghissimo sembra avvicinarsi più ai concerti per violino di Brahms, Tchaikovksy o Sibelius che non ai predecessori del XVIII secolo. Il 12 maggio 1926 viene eseguita per la prima volta la Prima sinfonia di Shostakovich – suo lavoro di diploma al Conservatorio di Leningrado – che verrà poi fatta conoscere a livello internazionale da Bruno Walter e Arturo Toscanini. Shostakovich si rivela da subito un mattacchione: nella partitura del diciannovenne, influenze di Stravinsky, Prokofiev, Mahler e Hindemith si fondono in un linguaggio tonale originale e puntiglioso, con acrobazie dettate dall’ironia e comicità che all’epoca si potevano ammirare al circo o nei film muti, ma non ancora nelle sale da concerto.

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