3. Memorial George McAnthony - Pubblicato da martin_inside

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Informazioni evento

Musica: Old & Young - Kinder- und Jugendchor Eppan - Mike McCold - Peppy Rhodeo - Leaving Town - Santoni Family - Westbound Acoustic Band - Tony Spinell & die Schneekatzen - Johnny Ponta - Annika Borsetto - Francesco Tono - Doris Warasin - Federico Rossi - Wild Bunch - Walter Kusstatscher - Petra Gruber - Tennessee River Country Band - Flavio Delladio - the ReBeatles - Timmel Truck

Line-Dancer: Country Gypsy (Ala) - Country Girls Gherdeina (Gherdeina) - Line-Dance Vinschgau (Vinschgau) - Ultner Country Gang (Ulten) - Let's Go Country Line Dance (Pergine) - Country Whisper Dance School (Arco) - Line Fire Psaier (Psaier) - Old Wild West

Ingresso libero.

Contatti :

Date e orari evento :

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  • Quando il ventiduenne norvegese Johan Svendsen si ritrova senza soldi in pieno inverno a Lubecca, decide di rivolgersi al console svedese-norvegese Carl Fredrik Leche affinché gli conceda un prestito e provveda al suo sostentamento. Il console è talmente entusiasta del suo virtuosismo al violino che gli procura una borsa di studio presso il Conservatorio di Lipsia in cui ha studiato anche il connazionale Edvard Grieg. Le sue opere diventano successi mondiali. La musica di Svendsen invece è – a torto – quasi assente nel repertorio concertistico del XX secolo. La sua seconda sinfonia viene eseguita per la prima volta nel 1876 a Kristiania (Oslo). Svendsen, a cui Grieg riconosce “un modo davvero brillante di trattare l’orchestra”, è a quel punto un direttore d’orchestra e compositore riconosciuto, in grado di ottenere nei suoi lavori effetti sonori straordinari. Con la sua Quarta sinfonia, nel 1885 Brahms si lascia il “gigante” Beethoven alle spalle: compattando in modo pressoché ineguagliabile il materiale musicale di fondo, avvinghiando tra loro i movimenti e combinando elementi arcaici e moderni, si spinge ai limiti di ciò che è possibile nel XIX secolo. Il compositore non si lascia scomporre nemmeno dalle critiche e dalle dimostrazioni di riprovazione dei sostenitori “neotedeschi” di Wagner in occasione della prima: “Quale che sia il pasticcio in cui mi sono infilato, me la caverò. I contestatori nel parterre mi fanno un baffo”.
  • Wild As Her – ovvero Caro von Brünken e Chris Kaufmann – sono due musicisti impossibili da ignorare nella scena musicale tedesca. Si sono conosciuti durante una sessione di songwriting e hanno subito trovato il loro terreno comune: la country music moderna, emotiva ed energica. Il loro sound unisce voci intense, quasi gospel, a chitarre dal carattere forte – autentico, sincero e capace di arrivare dritto al cuore. Caro von Brünken lavora da molti anni come cantante, autrice, vocal coach e speaker. Nel suo studio registra regolarmente come corista per produzioni di artisti come Münchener Freiheit, Wincent Weiss, Beatrice Egli e Melissa Naschenweng. Come cantante live è inoltre in tour in tutta Europa con la band art-rock RPWL. Anche nel mondo del cinema la sua voce è molto richiesta – tra l’altro è presente nel film Disney “Oceania 2” (Vaiana 2). Chris Kaufmann è a suo agio sia in studio che sui grandi palchi. Come chitarrista e produttore ha lavorato, tra gli altri, con Albert Hammond, Bonnie Tyler, Melissa Naschenweng, Marina Marx, Voxxclub, Zwei wie Eins, Maite Kelly e Michael Holm; per molti anni è stato membro dei Truck Stop ed è dal 2023 chitarrista di Andreas Gabalier nei tour negli stadi e nelle arene. Inoltre, ogni primo venerdì del mese conduce la Boots & Guitars Radio Show su RAI Alto Adige. Con il loro album d’esordio Off The Leash (maggio 2023) Wild As Her hanno mostrato per la prima volta tutta la gamma del loro sound. L’album è stato definito dalla stampa specializzata come il miglior debutto country in lingua inglese degli ultimi vent’anni. La EP Matches & Gasoline (febbraio 2025) è nata tra Alto Adige, Berlino, Nashville e Maiorca ed è caratterizzata da storie vere, raccontate apertamente, a volte forti, a volte delicate. Nel dicembre 2025 è seguita la nuova EP Heartshaped Road, pubblicata su CD e vinile, che rappresenta il lato più emotivo, introverso e acustico del duo. Nel 2025 Wild As Her sono stati premiati dall’ACMF – Austrian Country Music Federation con l’ACMF Award nella categoria Best Band International. Nel loro podcast settimanale Wild As Her – Weekly, Caro e Chris offrono scorci sulla loro vita da musicisti, condividono storie di studio e di tour e pubblicano per ogni nuovo brano un episodio speciale di approfondimento. Dal vivo, Wild As Her dimostrano quanto possa essere potente l’alchimia tra voce e chitarra – in set acustici intimi oppure loud and proud. Dal 2023 sono in tour in Germania, Austria e Alto Adige: da concerti nei salotti e nei teatri fino ai grandi festival con oltre 8.000 spettatori. Dopo i loro live, solitamente resta una sola cosa: un pubblico pieno di sorrisi.
  • “Nel 1949, a 26 anni, ho imparato ad appuntarmi a orecchio canzoni popolari all’Istituto per il folclore di Bucarest. Molte melodie mi sono rimaste impresse nella memoria: così è nato nel 1951 il ‘Concerto rumeno’”, racconta György Ligeti. L’esecuzione pubblica del brano, che riprende il suono “strambo” delle orchestrine di paese, viene ben presto vietato: “nella dittatura staliniana perfino il folclore era consentito solo in forma politicamente corretta”. La prima esecuzione di “Púrpura” per viola e orchestra di Filippo Del Corno – un’opera commissionata congiuntamente dalla Fondazione Haydn e dall’Orchestra I Pomeriggi Musicali – è seguita da un avvenimento rivoluzionario della storia della musica europea: “Dall’Inghilterra”. Nel giugno 1941, il Servizio tedesco della BBC sostituisce la sua sigla con una sequenza iniziale della quinta sinfonia di Beethoven. I valori delle note del leggendario motivo del “destino che bussa alla porta” – tre brevi, una lunga – indicano nell’alfabeto Morse la lettera “V” di “Victory”, vittoria. Questa sequenza compone il nucleo del brano per orchestra che inizia drammaticamente in Do minore e termina – trionfante – in Do maggiore. In Francia la “Quinta” viene definita anche “Chant de victoire” – in una lettura forse molto vicina a quella del compositore, che non aveva in mente un destino cupo ma piuttosto un inno alla Rivoluzione francese con solenne giuramento alla Repubblica.

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