Jazzfestival Alto Adige: Blue Eyed Hawk - Pubblicato da ale inside

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Informazioni evento

Laura Jurd - tp
Lauren Kinsella - voc
Alex Roth - guit
Corrie Dick - dr
“Un concerto semplicemente fantastico. In sala erano tutti rapiti ed entusiasti”, disse una volta un critico della BBC dopo aver visto dal vivo questo giovane quartetto britannico, che deve il suo nome ad un verso della poesia “Under the Moon” scritta dal Nobel irlandese per la letteratura W.B. Yeats. Messa in piedi nel 2011, questa band “democratica” concede a tutti i suoi componenti le stesse opportunità come si può notare ascoltando il loro primo album, “Under the Moon” appunto, uscito a ottobre del 2014. Osannati dalla critica britannica, producono un sound elettrizzante ed emozionale al contempo, frutto del mix tra rock, jazz, minimalismo e fughe elettroniche. Un mix riuscito a quanto pare, visto che nel 2015 il “falco dagli occhi blu” ha portato a casa un Parliamentary Jazz Award come “Best Newcomer”.

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  • “Nel 1949, a 26 anni, ho imparato ad appuntarmi a orecchio canzoni popolari all’Istituto per il folclore di Bucarest. Molte melodie mi sono rimaste impresse nella memoria: così è nato nel 1951 il ‘Concerto rumeno’”, racconta György Ligeti. L’esecuzione pubblica del brano, che riprende il suono “strambo” delle orchestrine di paese, viene ben presto vietato: “nella dittatura staliniana perfino il folclore era consentito solo in forma politicamente corretta”. La prima esecuzione di “Púrpura” per viola e orchestra di Filippo Del Corno – un’opera commissionata congiuntamente dalla Fondazione Haydn e dall’Orchestra I Pomeriggi Musicali – è seguita da un avvenimento rivoluzionario della storia della musica europea: “Dall’Inghilterra”. Nel giugno 1941, il Servizio tedesco della BBC sostituisce la sua sigla con una sequenza iniziale della quinta sinfonia di Beethoven. I valori delle note del leggendario motivo del “destino che bussa alla porta” – tre brevi, una lunga – indicano nell’alfabeto Morse la lettera “V” di “Victory”, vittoria. Questa sequenza compone il nucleo del brano per orchestra che inizia drammaticamente in Do minore e termina – trionfante – in Do maggiore. In Francia la “Quinta” viene definita anche “Chant de victoire” – in una lettura forse molto vicina a quella del compositore, che non aveva in mente un destino cupo ma piuttosto un inno alla Rivoluzione francese con solenne giuramento alla Repubblica.
  • Che cosa ci fa un compositore danese in un’aula del Conservatorio di Atene? Guarda fuori dalla finestra e compone una musica che – come il carro del sole guidato da Elio nella mitologia greca – “parte” in modo dinamico come crescendo orchestrale e si spegne al crepuscolo “mentre tramonta”. “Quiete e oscurità – poi il sole si alza con un gioioso inno di lode – percorre la sua strada dorata – tramonta quieto nel mare”, è quanto dichiara Carl Nielsen in merito al lavoro che presenta al pubblico concertistico nel 1903. Il compositore danese maestro dell’improvvisazione Niels Viggo Bentzon scrive musica sinfonica neoclassica e brani per pianoforte preparato e scordato, arrangia collages sonori sperimentali, organizza happening del movimento Fluxus, proclama la metamorfosi “forma del nostro tempo” e, con un’opera omnia comprendente 664 numeri d’opus, è tra i più produttivi compositori europei del XX secolo. Nel 1862, secondo alcune fonti perfino già nel 1855, Brahms si appunta le prime note della sua prima sinfonia, ma solo nel 1868 “trova” in Svizzera, nel richiamo di un corno alpino, la melodia che caratterizzerà il movimento finale. La prima nel 1876 è un trionfo, e Brahms è sempre più considerato il successore di Beethoven. Interrogato più avanti rispetto all’“insolita vicinanza” del tema in Do maggiore nel quarto movimento al famoso Inno alla Gioia nella Nona sinfonia, pare abbia risposto: “Assolutamente, e ancora più insolito è che qualsiasi asino se ne accorga subito”.
  • SING JOYFULLY William Byrd Sing joyfully Vigilate Orlando di Lasso Musica Dei donum Michael McGlynn (*1964) Dúlamán Traditional African American Spiritual, arr. Stephen M. Murphy Wade in the water In collaborazione con Jëuni de Mujiga de Gherdëina Fondazione Filarmonica di Trento

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