MOUNTAIN.WATER.POWER - Pubblicato da martin_inside

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Informazioni evento

Dopo il grande successo raggiunto nel mese di aprile con oltre 5.000 visitatori nelle città di Bolzano, Brunico, Bressanone, Merano e Laives, gli organizzatori Alperia e IMS Photo Contesthanno deciso di far proseguire il tour alla mostra itinerante Mountain.Water.Power Numerosi i visitatori hanno utilizzato la mostra come momento di svago e pausa di riflessione. L’esposizione fotografica unica nel suo genere con i suoi 28 scatti provenienti da diversi angoli del mondo sottolinea il potente legame tra montagna e acqua. Sono immagini suggestive che esaltano l’acqua come forza vitale e fonte d’energia.
La mostra fotografica vuole essere un momento in cui si festeggia l'acqua, l'elemento sinonimo di vita, ma anche un momento di riflessione sulla bellezza della natura e di sensibilizzazione per salvaguardare un bene prezioso come l'acqua anche per le generazioni future esaltandone la magia. Ammirando gli scatti si potrà scoprire le diverse forme dell’acqua: scroscianti torrenti di montagna, cascate fragorose, pioggia battente, laghi di montagna cristallini oppure tormente di neve. Le foto sono una selezione degli scatti presentati all’ultima edizione dell’IMS Photo Contest, concorso nato e promosso dall’International Mountain Summit (IMS) – che quest’anno per la sua decima edizione si terrà a Bressanone, città alpina dell’anno, dall’8 al 14 ottobre.

Alperia si assume la responsabilità – impegnandosi a livello culturale e sociale e come partner attivo per una smart region.

Contatti :

Date e orari evento :

L'evento si tiene dal 20 Giu 2018 al 28 Giu 2018

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Anziché presentare un’opera finita, egli crea le condizioni affinché il significato emerga attraverso l’interazione, il caso e la presenza collettiva. Il pubblico non è quindi un osservatore passivo, ma una componente essenziale dell’opera stessa. Questo principio trova la sua espressione più compiuta negli ambienti di Vaccari: architetture spesso temporanee che trasformano gli spazi espositivi in luoghi di esperienza. Realizzati senza un intento progettuale o architettonico specifico, ma spesso costruiti con materiali di uso quotidiano o di recupero, questi lavori restano aperti all’imprevedibilità, privilegiando ciò che accade al loro interno rispetto alla loro struttura fisica. La mostra è suddivisa in nuclei tematici e si sviluppa attraverso una sequenza di ambienti e altre opere che esplorano aspetti chiave della pratica di Vaccari. 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La mostra prosegue con ambienti che affrontano l’interesse di Vaccari per le tracce della presenza umana negli spazi pubblici urbani e per le dinamiche sociali delle comunità temporanee. Accanto al progetto iconico Esposizione in tempo reale n. 4, Lascia su queste pareti una traccia fotografica del tuo passaggio, presentato alla Biennale di Venezia del 1972, e al suo sviluppo Photomatic d’Italia (1972–75), ambizioso progetto realizzato attraverso cabine fotografiche installate in spazi pubblici in tutta Italia, la mostra presenta anche Esposizione in tempo reale n. 21, Bar Code – Code Bar (1993) e Mini cinema (2003). Queste opere esplorano l’interazione sociale, i comportamenti collettivi e i momenti di incontro spontaneo. Nel corso dell’esposizione, gli ambienti di Vaccari non sono presentati come ricostruzioni statiche, ma come situazioni riattivate, fedeli alle intenzioni originarie dell’artista e capaci di dialogare con il pubblico contemporaneo. La collezione di Museion comprende circa venti opere di Franco Vaccari, per la maggior parte provenienti dall’Archivio di Nuova Scrittura donato al museo nel 2020. Questo nucleo include alcuni dei primi lavori verbo-visivi che segnano gli esordi di Vaccari come poeta visivo e che già prefigurano il suo interesse costante per il linguaggio, le tracce e la presenza umana. L’inclusione di alcune di queste opere in mostra sottolinea la continuità tra la sua ricerca iniziale e il patrimonio stesso del museo. Franco Vaccari Franco Vaccari nasce a Modena il 18 giugno 1936 e riceve una formazione scientifica, laureandosi in fisica. Dopo aver avviato la sua carriera artistica come poeta visivo, nel 1969 realizza la prima Esposizione in tempo reale, introducendo il concetto che diventerà centrale nella sua pratica. La sua pratica si articola attraverso diversi approcci, ma è frequentemente interpretata nell’ambito del realismo concettuale. Tra le sue opere più celebri figura Esposizione in tempo reale n. 4, Lascia su queste pareti una traccia fotografica del tuo passaggio, presentata in una sala personale all’interno del Padiglione Centrale della Biennale di Venezia nel 1972; Vaccari tornerà alla Biennale con sale personali anche nel 1980 e nel 1993. Accanto alla produzione artistica, Vaccari ha sviluppato un’importante attività teorica, pubblicando testi fondamentali come Duchamp e l’occultamento del lavoro (1978) e Fotografia e inconscio tecnologico (1979). Il suo lavoro è stato presentato a livello internazionale in mostre e istituzioni di primo piano, tra cui la Biennale di Gwangju in Corea del Sud, la Kunsthalle Basel, il Musée de l’Elysée di Losanna, Mostyn in Galles, la Fondazione Morra Greco di Napoli e la Triennale di Milano, tra le altre. Franco Vaccari è scomparso nel 2025.
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