Béla Tarr
Sátántangó (1994), capolavoro del regista ungherese Béla Tarr, tratto dall’omonimo romanzo di László Krasznahorkai, segue gli ultimi giorni di una comunità dimenticata, sospesa tra miseria, immobilità e speranze destinate a infrangersi. Nella pianura ungherese, battuta dal vento e dalla pioggia, il tempo sembra essersi arrestato. Quando Irimiás e Petrina, due figure enigmatiche credute morte, tornano al villaggio, gli abitanti si aggrappano alla promessa di un nuovo inizio, che presto si rivelerà l’ennesima illusione. In dodici capitoli e lunghi piani-sequenza in bianco e nero, Tarr trasforma la durata in una dimensione fisica che avvolge lo spettatore. Sátántangó è un’esperienza ipnotica e totalizzante: un viaggio nella solitudine, nei fallimenti e nelle imperfezioni della condizione umana.
In occasione della 41esima Literaturtage Lana: "und vergeßt mir die Gärten nicht …", il 27 agosto alle ore 20:00 a Villa Arnica a Lana si terrà un talk con László Krasnahorkai, autore dell'omonimo romanzo Sátántangó del 1985 e vincitore del Premio Nobel per la Letteratura 2025.
Versione originale in ungherese con sottotitoli in italiano.