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Mostra temporanea - Pubblicato da Südtiroler Landesmuseen

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Informazioni evento

48 artisti altoatesini mostrano la loro personalissima prospettiva sul Lockout. La mostra è nata da un'indagine di Heinrich Schwazer, apparsa sul quotidiano durante e dopo il Lockdown.
I cambiamenti che abbiamo vissuto negli ultimi mesi sono stati travolgenti. All'improvviso, il nostro precedente stile di vita ha subito diversi cambiamenti. L'isolamento ci ha strappato dalla nostra vita quotidiana e ci ha catapultato in una nuova realtà.
Distanza, controllo e paura erano parole chiave onnipresenti. Le domande sul perché e sul come e su una via d'uscita da questa situazione spaventosa erano complicate e impossibili da rispondere.
La solidarietà, la libertà e la speranza, tuttavia, sono state risvegliate dopo lo shock iniziale. Di cosa abbiamo veramente bisogno per vivere, cosa possiamo imparare da questa situazione e in quale direzione il nostro mondo può e deve svilupparsi, sono domande a cui bisogna dare risposta.
E l'arte? Dov'era? In che modo si puó continuare a fare arte?
Inevitabilmente, la pandemia ha colpito anche il mondo dell'arte. Anch'essa ha vissuto l'irruzione, è diventata invisibile e ha vissuto dietro a porte chiuse. Con la mostra al forte di Fortezza, l'arte - segnata dalla crisi, impassibile o rivoluzionaria - può essere ancora una volta vissuta da tutti.

Con: AliPaloma, Andrea Varesco, Andreas Zingerle, Anuschka Prossliner, Arnold Dall`O,Aron Demetz, Beate Gantz, Berty Skuber, Brigitte Mahlknecht, Christine Gallmetzer,Eduard Habicher, Elisa Grezzani, Erich Dapunt, Erika Inger, Franz Pichler,Gino Alberti, Gotthard Bonell, Gregor Prugger, Heinz Innerhofer, Hermann Josef Runggaldier,Ivo Mahlknecht, Jakob De Chirico, Jette Christiansen, Jörg Hofer, Josef Rainer,Julia Bornefeld, Katrin Böge, Leonhard Angerer, Leonora Prugger, Linda Jasmine Mayer,Lois Anvidalfarei, Maria Walcher, Michael Höllrigl, Paula Regina Prugger, Peter Senoner,Robert Bosisio, Robert Pan, Sara Welponer, Sebastian Kulbaka, Sissa Micheli,Stefan Tschurtschenthaler, StegerLois, Thaddäus Salcher, Thomas Riess, Ulrich Egger,Werner Gasser, Wil-ma Kammerer, Wolfgang Wohlfahrt.

Contatti :

Il prossimo evento si terrà tra :

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Date e orari evento :

ogni settimana fino a Dom 08 Nov 2020 nei giorni di: Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato Domenica
  • Mar 27 Ottobre, 202010:00-18:00 |
  • Mer 28 Ottobre, 202010:00-18:00 |
  • Gio 29 Ottobre, 202010:00-18:00 |
  • Ven 30 Ottobre, 202010:00-18:00 |
  • Sab 31 Ottobre, 202010:00-18:00 |
  • Dom 01 Novembre, 202010:00-18:00 |
  • Dom 08 Novembre, 202010:00-18:00 |

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    Curato da: Heinrich Schwazer 49 artisti mostrano la loro personalissima prospettiva sul Lockout. La mostra è nata da un'indagine di Heinrich Schwazer, apparsa sul quotidiano durante e dopo il Lockdown. I cambiamenti che abbiamo vissuto negli ultimi mesi sono stati travolgenti. All'improvviso, il nostro precedente stile di vita ha subito diversi cambiamenti. L'isolamento ci ha strappato dalla nostra vita quotidiana e ci ha catapultato in una nuova realtà. Distanza, controllo e paura erano parole chiave onnipresenti. Le domande sul perché e sul come e su una via d'uscita da questa situazione spaventosa erano complicate e impossibili da rispondere. La solidarietà, la libertà e la speranza, tuttavia, sono state risvegliate dopo lo shock iniziale. Di cosa abbiamo veramente bisogno per vivere, cosa possiamo imparare da questa situazione e in quale direzione il nostro mondo può e deve svilupparsi, sono domande a cui bisogna dare risposta. E l'arte? Dov'era? In che modo si puó continuare a fare arte? Inevitabilmente, la pandemia ha colpito anche il mondo dell'arte. Anch'essa ha vissuto l'irruzione, è diventata invisibile e ha vissuto dietro a porte chiuse. Con la mostra al forte di Fortezza, l'arte - segnata dalla crisi, impassibile o rivoluzionaria - può essere ancora una volta vissuta. Con: Alberti Gino, AliPaloma, Angerer Leonhard, Anvidalfarei Lois, Böge Katrin, Bonell Gotthard, Bornefeld Julia, Bosisio Robert, Christiansen Jette, Dall’O Arnold Mario, Dapunt Erich, De Chirico Jakob, Demetz Aron, Egger Ulrich, Gallmetzer Christine, Gantz Beate, Gasser Werner, Grezzani Elisa, Habicher Eduard, Hofer Jörg, Höllrigl Michael, Inger Erika, Innerhofer Heinz, Kammerer Will?ma, Kulbaka Sebastian, Mahlknecht Brigitte, Mahlknecht Ivo, Mayer Linda Jasmine, Micheli Sissa, Pan Robert, Pichler Franz, Prossliner Anuschka, Prugger Gregor, Prugger Leonora, Prugger Paula Regina, Rainer Josef, Riess Thomas, Runggaldier Hermann Josef, Salcher Thaddäus, Seiwald Luis, Senoner Peter, Skuber Berty, Steger Lois, Tschurtschenthaler Stefan, Varesco Andrea M., Walcher Maria, Welponer Sara, Wohlfahrt Wolfgang, Zingerle Andreas.
  • L'evento si terrà oggi, domani e ogni settimana fino a Sab 31 Ott 2020 nei giorni di: Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato
    Nella seconda metà dell’Ottocento Chiusa ha vissuto un periodo d’oro come “cittadina degli artisti”. Alexander Koester (Bergneustad/Rheinland 1864 – Monaco di Baviera 1932) è uno dei più noti ed importanti esponenti della Colonia Artistica di Chiusa. I suoi stretti rapporti con la città furono di natura artistica, ma anche sentimentale: nel 1891 venne per la prima volta a Chiusa ove conobbe la sua futura moglie Isabella Kantioler. Nel 1896 vi prese dimora e nel 1898 aprì un atelier estivo a Monaco di Baviera. Lo scoppio della Prima Guerra Mondiale lo costrinse a trasferirsi a Monaco. Gli anni trascorsi a Chiusa rappresentano il periodo più fecondo della sua attività artistica. Inizialmente Koester si dedicò ad una tradizionale pittura di genere, per giungere in seguito ad un Impressionismo concentrato su un’immediata rappresentazione della natura. Dipinse soprattutto scorci di natura, nei quali cercò di riprodurre i riflessi della luce del sole: specchi d’acqua, laghetti incorniciati da canneti, castagni, gelsi e le famosissime anatre in innumerevoli variazioni. Nel 2005 la Città di Chiusa gli ha dedicato un monumento in bronzo realizzato dall´artista Martin Rainer, in ricordo dei lunghi e stretti rapporti intercorsi tra Alexander Koester e la sua patria elettiva. La mostra offre una panoramica del suo vasto operato e va ad integrare la sezione a lui dedicata al Museo Civico di Chiusa. Anche queste opere provengono dalla fondazione dott. Hans e Hildegard Koester di Dortmund. Questa collezione costituisce la base del futuro Museo Tinne a Chiusa, che documenterà la produzione artistica dalla fine dell’Ottocento fino all’inizio del Novecento, con particolare attenzione ad Alexander Koester e alla Colonia Artistica di Chiusa. MISURE DI PROTEZIONE ANTI-COVID-19 Si prega di proteggere naso e bocca con una mascherina, di disinfettare le mani e di mantenere la distanza di sicurezza. Grazie
  • ogni settimana fino a Mar 01 Dic 2020 nei giorni di: Martedi Mercoledi Sabato
    Lo sapevate che solo in bocca sono presenti più di 20 «siti di accettazione» per le sostanze amare, denominati «recettori»? Nell’ambito della nostra serie biennale riguardante le erbe e spezie ormai siamo arrivati alla sesta parte col titolo «Che amaro sia!». La nuova esposizione temporanea si dedica proprio a questo gruppo di sostanze, che secondo le attuali conoscenze hanno grande importanza sia per la salute che per l’arte culinaria. Nel caso che vogliate sapere di più sullo slogan «Bitter is the new sweet», venite a trovarci nel Museo della Farmacia!