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Caffè delle lingue - Festa di natale - Pubblicato da martin_inside

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Martedì 17 Dic 2019

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  • Martedì 28 Gen 2020
    Il progetto fotografico di Roberta Segata è dedicato alla tempesta del 29 ottobre 2018 denominata Vaia, e alle sue conseguenze sulla Magnifica Comunità di Fiemme e su gran parte delle Alpi Orientali. Quel giorno i boschi sono mutati, atterrati da un vento che viaggiava quasi a 200 km orari. Tutto è stato stravolto: il paesaggio e la vita degli abitanti. We are here è un non-racconto di ciò che è successo. È una riflessione sospesa su cosa sia naturale e cosa no, su come l’essere umano dialoghi con la natura prima e dopo l’irreparabile, su cosa significhi imporsi un tempo per capire e sedimentare quando tutto intorno chiede una soluzione veloce e aggressiva. È l’attesa che abbiamo vissuto e che stiamo ancora vivendo. Ad un anno dalla tempesta, molti alberi rimangono a terra nonostante l’impegno continuo delle comunità per salvaguardare l’economia di valle basata sul legno: le dimensioni dell’evento superano le possibilità di rimuoverli in tempo prima che la natura li decomponga. Ma la vita nella penombra del bosco si sta riorganizzando, trasforma l’umana impossibilità di ripulire il disastro in opportunità. E così è anche per le comunità: il bosco caduto è diventato la drammatica opportunità per ripensare al rapporto uomo-natura, all’economia di montagna, al futuro e al passato. Ci sta costringendo a confrontarci coi nostri vicini di casa, ci ricorda che i confini territoriali sono spesso tutt’altro che naturali ma politici, che sono l’eredità di chi ha fatto scelte determinate ben prima di noi, e ci consegna nelle mani la responsabilità per chi verrà dopo il nostro operato, le scelte, le decisioni che prenderemo. Il concept e la progettazione di We are here sono il risultato del lavoro congiunto di Roberta Segata, con Virginia Sommadossi e Elisa Di Liberato, ideatrici di Trentino Brand New, progetto di Centrale Fies art work space dedicato alle “narrazioni minori” e alla coltivazione di nuovi immaginari territoriali. La prima edizione della mostra è stata prodotta dal Museo Arte Contemporanea Cavalese e dal Comune di Cavalese – Assessorato alla Cultura, e curata da Elio Vanzo (Direttore Museo Arte Contemporanea Cavalese). Roberta Segata ha una duplice formazione: si è laureata in Pittura all’Accademia di Belle Arti G.B.Cignaroli di Verona e si è formata come danzatrice nel campo del teatrodanza all’Accademia di Carolyn Carlson ad Arzo in Svizzera e nel suo l’Atelier a Parigi. Il suo lavoro artistico è nato basandosi sulla fusione di questi aspetti usando il corpo come strumento narrativo e la fotografia, insieme al video, come privilegiati mezzi d’espressione. In ogni sua opera la natura è sempre stata una forte protagonista ricercando con essa un dialogo, un modo per ritrovare le proprie radici, paesaggio inconscio che porta a ragionare sull’uomo. Oggi la sua pratica artistica ha trasformato il suo focus concentrandosi sempre di più sul Territorio, il luogo d’appartenenza, sviluppando progetti che coinvolgono le Comunità montane, raccontate attraverso la natura e le persone, la loro relazione, la loro storia, tradizione e i loro mutamenti. Negli ultimi anni ha collaborato con diverse gallerie, festival ed istituzioni italiane ed internazionali. Ha esposto in numerose mostre tra cui alla Galleri Rostrum, Malmö, Svezia; Athens Video/Art Festival, Atene, Grecia; Chapelle des Carmélites, Traverse Vidéo, Toulouse, Francia; FotografiaEuropea, Reggio Emilia; RBcontemporary gallery Milano Italia; Galleria Civica Trento, MART; MANIFESTA7, Italia; Kerry Film Festival, Irlanda; Women in Photography, New York. Ha vinto importanti premi in Italia e all’estero tra cui, il primo premio REW[f] Romaeuropa Webfactory – Jpeggy, la menzione speciale della giuria al Women In Photography International, New York, il primo premio internazionale Art Prize La Colomba, Venezia.
  • Mercoledì 29 Gen 2020
    Vivi, lavori o studi a Bolzano? Abbiamo bisogno del tuo aiuto! Su incarico del Comune di Bolzano, il Center for Advanced Studies di Eurac Research sta svolgendo il progetto di ricerca "MyBZ - Bolzano in movimento". L'obiettivo del progetto è quello di scoprire di quali elementi è composta l'identità urbana di Bolzano, cosa la rende attrattiva e in quale direzione si deve sviluppare in futuro. Quali sono gli aspetti che rendono Bolzano unica per i residenti, i pendolari e i visitatori? I nostri eventi L'opinione della comunità è un fattore chiave in questo processo. Ti invitiamo quindi a un laboratorio creativo, dove potrai lavorare letteralmente con le tue mani alla visione di Bolzano. 29.01.2020 | Laboratorio II Biblioteca Firmian, piazza Maria Montessori 8 Orario: dalle 17.30 fino alle 20 Puoi confermare la tua presenza agli eventi a questo link: https://opinio.eurac.edu/s?s=6497
  • Venerdì 08 Mag 2020
    WOLFGANG AMADEUS MOZART : Sonata in re magg. per due pianoforti, KV 448 FRANZ SCHUBERT : Fantasia in fa min. per pianoforte a quattro mani IGOR STRAVINSKIJ : Sacre du Printemps (per due pianoforti) Fin dalla prima infanzia i fratelli olandesi Lucas e Arthur Jussen si sedevano al pianoforte. Considerati degli enfant prodige, si sono esibiti davanti alla regina olandese Beatrice e hanno vinto premi in concorsi. Oggi appartengono ad una nuova generazione di artisti. La rivista inglese Gramophone ha valutato l'album con il Doppio Concerto KV 365 di Mozart come una delle 50 migliori registrazioni di Mozart, e il cd è tra le registrazioni di riferimento accanto a quelle di Alfred Brendel, Murray Perahia, Emil Gilels o Martha Argerich. Lucas & Arthur Jussen saranno ospiti della Società dei Concerti di Bolzano l'8 maggio. In programma: la Sonata KV 448 per due pianoforti di W. A. Mozart, la Fantasia in fa minore per pianoforte a quattro mani di Franz Schubert e la Sacre du Printemps per due pianoforti di Igor Stravinsky che era solito comporre dapprima una versione pianistica di molte delle sue composizioni per orchestra, tra cui il suo "Sacre du Printemps".