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Informazioni evento
Pomeriggio in piazza con il Festival Studentesco. Contest live di disegno, pittura, fumetto e fotografia, accompagnati dalla musica acustica dei gruppi iscritti alla categoria Songwriting.
Giorgio Moroder across media, arts and communication
È celebre l’aneddoto secondo cui un entusiasta Brian Eno, folgorato dall’ascolto di I Feel Love, corse da David Bowie annunciando di aver scoperto il suono del futuro. Negli anni Settanta, l’avvento di sintetizzatori e sequencer non solo rivoluzionò le sonorità, ma sollevò anche profonde perplessità, costringendo artistə e pubblico a ridefinire radicalmente il rapporto tra esseri umani e macchine nella creazione musicale. Oggi, sfide analoghe emergono con l’intelligenza artificiale e gli algoritmi, che riattualizzano tale tensione in uno scenario in cui l’automazione interroga l’identità e la sussistenza stessa dellə musicistə. Tavia Nyong’o e Maria Perevedentseva, attraverso le rispettive prospettive, guidano un’analisi critica della complessa evoluzione del legame tra automazione e creatività.
Il simposio si inserisce nell’ambito del convegno «Everybody calls me Giorgio»: Moroder across media, arts and communication, dedicato al pioniere altoatesino della musica elettronica e disco, e si svolge in lingua inglese.
Relatori principali:
Prof. Tavia Nyong’o
William Lampson Professor di American Studies, Black Studies, Performance Studies e Women’s, Gender & Sexuality Studies alla Yale University
Dott.ssa Maria Perevedentseva
Docente di Musicologia, University of Salford
Aula BZ D1.03
Con il biglietto per la serata Rothoblaas (XIU XIU + Matthew Herbert), prevista lo stesso giorno, è incluso anche l'accesso al simposio.
L’artista Elisabeth Frei vive e lavora a Laion in Valle Isarco. È ben integrata nella comunità locale, occupandosi di spazi espositivi dedicati all’arte come, per esempio, la rassegna “Kunst im Gange” presso il municipio del suo paese. Immersa nella vita rurale, vicina alla gente, Frei sa come affrontare le loro peculiarità e stranezze. Con uno sguardo attento al contesto particolare del Sudtirolo, tramite il mezzo artistico commenta la politica e la vita quotidiana che la circondano. Le sue opere reagiscono alle strane vicissitudini della politica, della società e delle persone. Ma i suoi lavori non sono caustiche o ciniche caricature – dimostrano piuttosto il suo modo ironico e quasi affettuoso di guardare alla realtà. Virtuosa nell’uso dei materiali e delle tecniche, l’artista ricorre tanto ai disegni quanto alle composizioni cromatiche, ai montage e ai collage. Grazie ai suoi interventi, che pubblica anche su portali come salto.bz, è una delle poche artiste che accompagnano creativamente il rapido evolversi (non necessariamente in meglio) del Sudtirolo nell’ultimo decennio. Elisabeth Frei ha così creato un archivio del presente, il cui valore si sta rivelando solo ora, poco a poco.
“Magari” è una parola molto diffusa in Sudtirolo, e non solo all’interno del gruppo linguistico italiano. Rappresenta l’indeterminatezza tipica di questa provincia, la sua capacità di esimersi da impegni dal sapore troppo definitivo. “Magari ci vediamo la prossima settimana… magari passo di nuovo a trovarti”: locuzioni quasi sempre destinate all’oblio. Le opere di Elisabeth Frei esposte al Kunstforum ci parlano di queste ambiguità. Mostrano creazioni e prodotti riuniti sotto il marchio, la Dachmarke, del Sudtirolo e la sua arcinota tavolozza cromatica. L’artista esalta le immagini della pubblicità e le veste di un realismo quasi fantastico. Gioca con il rosso e il bianco dello speck sudtirolese, dietro al quale si nasconde anche un fasullo patriottismo.
Il fulcro di “Magari”, però, è il simbolo identitario del Sudtirolo per antonomasia: il Schurz, cioè il grembiule blu. Con grande abilità Frei mette in posa i suoi Schurz fino a farli diventare sculture a sé stanti che lasciano intuire l’atteggiamento di chi li indossa: si raggruppano diventando giocatori di carte, ma anche “omoni” in attesa o in posa. Il grembiule esprime appartenenza, ma è anche un rifugio per queste mascolinità ostentate, ma al contempo insicure.
“Magari” introduce nel cosmo delle sensibilità sudtirolesi senza mai essere banale. È piuttosto la testimonianza dello sguardo particolare di Elisabeth Frei, il cui approccio acquista valore anno dopo anno, come un sismogramma artistico del nostro territorio.
Introduzione: Hans Heiss
Camminare tra ripide pareti rocciose, passare per cascate impetuose e strati rocciosi colorati, scoprire resti di piante fossili, orme di sauri fossilizzati e tracce di minerali: una visita guidata al GEOPARC Bletterbach è un'esperienza speciale sulle tracce della storia della terra.
Camminare nel Dolomiti Patrimonio Mondiale UNESCO
Esplorare insieme delle piante fossilizzate ed orme di sauri
Scoprire la storia e la geologia della terra
Conoscere il paese e la sua popolazione
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