CROWDFUNDING – COLLECTIVE CULTURE - Pubblicato da Reichegger

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  • Piazzetta Franz Innerhofer , Bolzano, BZ
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Seminare per raccogliere, sostenere per essere sostenuti! Che cos'è il crowdfunding, come funziona e quali opportunità offre per lo sviluppo dei progetti creativi e culturali. Ne parleremo con i docenti Alessandro Narduzzo, Xiagofeng Wang e i referenti delle maggiori piattaforme di crowdfunding italiane. Porta il tuo progetto, puoi parlarne nelle tavole rotonde di approfondimento! 
Nel mondo della comunicazione 2.0 siamo tutti fruitori e protagonisti nello stesso momento. I social network, piattaforme di condivisione di contenuti e media, i blog, i siti internet, hanno fatto emergere una nuova forma di economia partecipativa: il Crowdfunding. Si tratta di una forma di finanziamento alternativo basata su un approccio partecipativo e co-creativo che mira a coinvolgere una comunità di riferimento con l’obiettivo di supportare e contribuire economicamente la realizzazione di un progetto ben definito. Questa forma di finanziamento presenta un enorme potenziale per il mercato della cultura che, nonostante sia uno dei settori trainanti dell’economia italiana, negli ultimi anni ha sofferto di una notevole riduzione degli investimenti, sia pubblici che privati, ma ha avuto un aumento notevole di investimenti individuali e collettivi proprio tramite le piattaforme italiane di Crowdfunding. In Italia, circa 80% dei progetti di crowdfunding reward based è di carattere culturale*.
“Crowdfunding – Collective Culture” è l’occasione per conoscere gli sviluppi del fenomeno del Crowdfunding in Italia e in Alto Adige, incontrare gli esperti del settore e sottoporre loro progetti e idee creative. L'appuntamento sarà introdotto dai professori Alessandro Narduzzo (Facoltà di Economia dell'Università di Bolzano) e Xiaofeng Wang (Facoltà di Computer Science dell'Università di Bolzano). A seguire interverranno e saranno a disposizione durante le tavole rotonde di approfondimento: Rossella Lombardozzi di BeCrowdy, piattaforma per il sostegno della produzione artistica e culturale; Kathrin Pichler e Sandra Kainz di Crowdfunding Alto Adige Südtirol –piattaforma locale generalista; Angelo Rindone di Produzioni dal Basso – la prima piattaforma di crowdfunding italiana, e Andrea Paco Mariani di Distribuzioni dal Basso – produzione in Crowdfunding e sostegno alle opere culturali rilasciate con Creative Commons che presenterà inoltre il progetto “The Harvest. Storie di nuovo caporalato agricolo in Italia”. Seguirà il djset di Zolf&Saturn (Manuel Oberkalmsteiner), sound artist altoatesino iscritto alla piattaforma Weigh Station wall.
L'evento sarà introdotto dalla presentazione ufficiale del prestito da parte di Weigh Station all'Università di Bolzano della tela dell'artista e calligrafo Luca Barcellona, realizzata durante la performance live dell'evento “Take your pleasure seriously” organizzato da Weigh Station il 26 febbraio 2016. L'opera d'arte rappresenta un simbolo dell'attitudine creativa e dell'impegno necessario per realizzarsi nel mondo della creatività e della cultura, così come nella vita. Un messaggio importante per tutti gli studenti dell'Università.

Contatti :

  • Location : Unibz
  • Indirizzo : Piazzetta Franz Innerhofer , Bolzano, BZ

Date e orari evento :

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  • A cura di Leonie Radine Opening: 24.04.2026, 19:00 Museion ha il piacere di presentare la prima mostra personale istituzionale in Italia di Evelyn Taocheng Wang (n. 1981, Chengdu). Attraverso una pratica artistica che spazia fra diversi media – tra cui pittura, scrittura, installazione, performance e moda – l’artista, che vive e lavora a Rotterdam, ha sviluppato un linguaggio visivo unico, intriso di poesia, umorismo sottile e profondità critica. Intrecciando tradizioni provenienti dalla storia dell’arte, frammenti di memoria personale e forme artistiche di autofiction, Wang mette in discussione l’idea di autenticità e indaga i modi in cui la cultura viene rappresentata, performata e incarnata. Il repertorio pittorico di Wang attinge a quella che l’artista spiritosamente descrive come la sua “makeup palette di storia dell’arte”, che mescola riferimenti alla sua formazione iniziale in pittura a inchiostro e calligrafia cinesi con le scuole delle arti e delle letterature occidentali, che l’artista ha incontrato dopo essersi trasferita in Europa. Nei suoi lavori affronta temi quali la migrazione, l’assimilazione culturale, l’espressione di genere e l’appartenenza di classe, e li filtra attraverso la sua esperienza di vita, soffermandosi spesso sulla complessità della percezione di sé in rapporto alle narrative imposte dall’esterno. L’attenzione dell’artista per la natura fluida dell’identità e dell’ibridazione culturale trova particolare risonanza in Alto Adige, dove convergono lingue e tradizioni diverse. Per la mostra, Wang ha ideato una scenografia con numerosi nuovi dipinti su media diversi, ispirati a partire dalle sue opere precedenti e dalle impressioni di Bolzano raccolte durante una serie di visite alla città. Una delle sue fonti di ispirazione è stata Piazza delle Erbe, con le sue coloratissime esposizioni di frutta e verdura biologica fresca, che richiamano dei paesaggi in miniatura. Queste composizioni di diversi colori, consistenze e forme – caratteristica che l’artista ha ritrovato negli affreschi medievali di Castel Roncolo e nella Chiesa dei domenicani – trovano un’eco nella sua personale narrazione artistica. Infondendo nei suoi lavori rimandi alle specificità visive di Bolzano e alla sua percezione della cultura italiana, Wang si inserisce nel panorama con umorismo, sensibilità e sfumature poetiche. La capacità di mutare forma, di reimmaginarsi in paesaggi culturali e visivi differenti o nei panni di diverse figure storiche o fittizie, è sempre stata centrale nella pratica artistica di Wang. Questo è particolarmente chiaro nei cinque nuclei principali di opere su cui l’artista ha lavorato per questa mostra. Oltre all’introduzione di riferimenti site-specific nelle sue note imitazioni delle celebri tele a griglia di Agnes Martin, l’artista integra motivi regionali in pitture su seta e capi di abbigliamento del proprio guardaroba. Anche la fiaba dei fratelli Grimm “Il principe ranocchio” continua a essere una fonte di ispirazione per Wang: questa volta inserisce il personaggio ricorrente della Principessa Ranocchio in un paesaggio urbano che ricorda un dipinto di August Macke. Inoltre, amplia la sua serie di quadri basati sul motivo della finestra. Integrando questi dipinti in un’installazione architettonica che mette in equilibrio prospettive interne ed esterne, Wang trasforma il secondo piano del museo in uno “sweet landscape”. L’espressione apparentemente innocente suscitata da un paesaggio gradevole, come suggerisce il titolo della mostra, fornisce lo sfondo su cui gradualmente l’artista sviluppa una sua riflessione più profonda sull’idea di luogo. I suoi lavori sono ricchi di metafore e giochi linguistici e invitano spettatori e spettatrici a un’attenta esperienza di lettura, nella quale i diversi livelli di significato si svelano lentamente. Il titolo rispecchia anche l’indagine svolta dall’artista sui punti di intersezione e divergenza tra le idee occidentali e orientali di pittura paesaggistica. La tradizione letteraria cinese dello “scrivere il paesaggio”, utilizzando pennello calligrafico e inchiostro, è profondamente collegata ai principi taoisti di equilibrio e armonia. Piuttosto che mirare all’imitazione della natura, questa pratica affonda le radici in un approccio caratterizzato da autoriflessione, guarigione e forme di allontanamento dalle strutture del potere politico. A livello filosofico ed estetico, la mostra di Wang invita a compiere una riflessione sul rapporto tra primo piano e sfondo, tra visibile e invisibile, e a percepire i rimandi tra mondo esterno e stati interiori, tra paesaggi esterni e interni. È con questo spirito che l’artista spiega: “Penso alla mia mostra come a un grembo materno immaginario: uno spazio del divenire che mi permette di reagire alla storia di questo luogo”.
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