Noi e le storie 2026.
Con ottobre iniziano le prime conferenze inserite nel ciclo „Noi e le storie 2026. Indagare il passato, capire il presente”, ideato e organizzato dalla Biblioteca provinciale italiana Claudia Augusta con il Patrocinio dell’Università di Trento.
Nei cinque incontri del ciclo verranno presentati e discussi i risultati di alcune recenti ricerche di storiche e storici dell’Università di Trento. I temi affrontati si distribuiscono su di un ampio arco cronologico e toccano aspetti diversi delle società del passato, offrendo anche spunti di lettura per alcune questioni cruciali della nostra contemporaneità: il rapporto con la diversità, le dinamiche geopolitiche ed economiche connesse ai conflitti, le strutture materiali e immateriali della mobilità, i modi in cui la comunicazione può definire – e distorcere – la realtà.
Mercoledì 07, ore 17:30
Conferenza “Un mondo da costruire. Geopolitica ed economia tra Baltico e Mediterraneo dopo la Prima guerra mondiale” nell’ambito del ciclo "Noi e le storie 2026. Indagare il passato, capire il presente”, realizzato con il Patrocinio dell’Università di Trento.
Andrea Leonardi dialoga con Andreas Gottsmann e Andrea Bonoldi, co-curatori di A. Bonoldi. A. Gottsmann, W. Iber (a cura di), Wirtschaft, Politik und Gesellschaft im Donau-Adria-Raum zwischen den Weltkriegen: Kontinuitäten und Brüche; Economia, politica e società nella regione danubiano-adriatica tra le due guerre mondiali: continuità e rotture; Economy, Politics and Society in the Danube-Adriatic Region between the World Wars: Continuities and Ruptures, Österreichische Akademie der Wissenschaften, Wien, 2026.
Cosa accade quando un grande spazio istituzionale, economico e culturale sviluppatosi nel corso dei secoli viene frammentato in entità politiche diverse? Le trasformazioni innescatesi negli anni successivi alla Prima guerra mondiale nell’ex-Monarchia asburgica hanno avuto effetti profondi su un’ampia area dell’Europa meridionale e centro-orientale che va dalla penisola italiana alla Polonia, dall’Austria nei suoi confini attuali ai Balcani. Le difficoltà materiali legate alla ricostruzione nel dopoguerra si accompagnarono a un faticoso processo di creazione di nuove strutture istituzionali, mentre le incertezze di politica interna e i problemi materiali acuirono i contrasti sociali e crearono un clima in cui anche il ricorso alla violenza appariva giustificato. Le ricerche condotte su questo tema mettono in luce, da un lato, come vi furono reti di relazioni che continuarono a permanere nonostante le radicali rotture istituzionali che avevano avuto luogo, ma dall’altro come una gestione inadeguata degli effetti geopolitici, economici e sociali dei conflitti abbia potuto causare prolungati periodi di instabilità, con effetti a volte drammatici.