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Next stop...Gries - Pubblicato da stiftung_bozner_schlösser

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Informazioni evento

Nella seconda metà del XIX secolo ebbe inizio la storia di Gries come località turistica: in mezzo ai vigneti sorsero lussuosi alberghi, case di cura e ville private atte ad ospitare entusiasti forestieri. Oggi molte di queste strutture sono state destinate ad altro uso o addirittura abbattute per fare spazio a condominii. Attraverso una ricca collezione di cartoline la mostra ripercorre la storia del Kurort Gries partendo dagli splendori della belle époque fino alla sua trasformazione in quartiere cittadino.

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Contatti :

Date e orari evento :

L'evento si tiene dal 01 Lug 2022 al 28 Feb 2023

Note sugli orari :

Castel Mareccio è principalmente un centro eventi, che può essere
affittato per diversi occasioni come congressi, mostre, concerti, matrimoni...
Però è anche uno dei gioielli storico-artistici di Bolzano da non perdere!
E può essere visitato nei giorni nei quali NON ci sono manifestazioni.
I giorni di apertura sono pubblicati sul sito internet.
Biglietto d'ingresso: 5,00 €

Schloss Maretsch gehört sicherlich zu den Sehenswürdigkeiten, die man in Bozen nicht verpassen sollte. Das Schloss wurde im 16. Jahrhundert zu einem Renaissanceschloss erweitert.
Heute kann man bei einem Besuch die Fresken in den Sälen bewundern und den Ausblick vom Wehrturm genießen.
Da das Schloss in erster Linie aber ein Veranstaltungszentrum ist, kann die Besichtigung nicht immer garantiert werden.
Aktuelle Öffnungstage auf der Internetseite.
Eintrittsticket: 5,00 €

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L'iniziativa è chiamata appunto "Percorso d'arte" e si concretizza mettendo a disposizione degli artisti gli spazi luminosi, e molto frequentati, della Sala Incontri - Hall dell'albergo, uno spazio attiguo al B-Bar del Four Points by Sheraton Bolzano, dunque di forte passaggio e visibilità. In questi spazi vengono esposte le opere dell'artista di turno, e a breve a poter dare visibilità alle proprie opere sarà un consistente gruppo di artisti bolzanini. Quelli, come anticipato, del Club Arcimboldo, che proporranno la mostra intitolata "Aspettando la primavera - Fr?hlingserwartung", un'esposizione divisa in due blocchi temporali: la prima parte, che allineerà nella Sala Incontri del Four Points by Sheraton Bolzano le opere di tredici artisti per il periodo di tempo che va dal 23 febbraio al 13 marzo 2023; la seconda parte, con i quadri realizzati da altri tredici artisti dell'Arcimboldo esposti dal 14 al 23 marzo 2023. I vernissage dei due blocchi espositivi sono programmati per il 23 febbraio alle ore 18, con l'inaugurazione dell'esposizione di opere dei primi 13 artisti; il 14 marzo poi, sempre alle ore 18, spazio al vernissage del secondo blocco espositivo, con la sostituzione delle opere esposte, per dare spazio a quelle degli altri 13 soci del Club Arcimboldo; infine, è prevista anche una sobria cerimonia di finissage, il 23 marzo, ancora alle ore 18, quando calerà il sipario sull'esposizione "Aspettando la primavera - Fr?hlingserwartung". Esposizione che sarà visitabile, dunque dal 23 febbraio al 23 marzo tutti i giorni negli orari di apertura del B-Bar dell'Hotel Four Points by Sheraton Bolzano di via Buozzi 35. - Il Club Arcimboldo e la primavera. Tra le stagioni, la primavera è senza dubbio la più dolce e amata, in particolare da artisti, poeti e pensatori del passato, perché con il suo arrivo ci regala un sole che offre un calore non opprimente e un cielo azzurro e terso, dopo le lunghe, buie e fredde giornate d'inverno, facendo rinascere la terra e con essa i fiori e i mille colori di cui si vestono. Al risveglio della natura corrisponde uno stato d'animo gioioso e pieno di serenità, non a caso la primavera può essere considerata una metafora di una condizione interiore a cui tutti aspiriamo, anche nei periodi più bui dell'autunno o dell'inverno più gelido. Quando si avvicina questa stagione l'umore si rasserena, la voglia di fare ritorna e porta con sé un inaspettato e incontenibile desiderio d'amore e di vita. Gli artisti e le artiste del Club Arcimboldo che espongono le loro opere in questa mostra ospitata al Four Points by Sheraton Bolzano, intendono proporre una realtà colta nelle sue infinite sfaccettature, una realtà interpretata secondo il proprio sentire, dal quale emerge sia la loro capacità di ricerca che la loro creatività. Tecniche e immagini diverse, ma in tutte le opere, sempre quadri, emerge il colore che è fondamentale per trasmette emozioni e sensazioni particolari a chi li guarda. Un'occasione in più per trasmettere la passione per l'arte, che da sempre muove l’associazione culturale senza scopo di lucro Club Arcimboldo, con sede a Bolzano e che si occupa di arte ma anche di cultura e tempo libero dal 2017. Da allora, l'Arcimboldo ha anche organizzato molte iniziative, eventi e mostre per far conoscere l’arte delle socie e dei soci e avvicinare le persone anche ai grandi pittori affinché possano apprezzare il senso dell’arte che si misura sì sulla forza espressiva dell’opera, ma anche sulla capacità di comunicare un modo di raccontare la propria epoca ed il proprio mondo. - Gli artisti che esporranno al Four Points. Ecco allora l'elenco degli artisti del Club Arcimboldo che esporranno, in due sessioni temporali, i propri quadri dedicati all'attesa della primavera, nella Sala Incontri - Hall dell'Hotel Four Points by Sheraton Bolzano. Dal 23 febbraio al 13 marzo: Renzo Forti, Nadia Turato, Laura Pantarotto, Alda Picone, Mara Bignotto, Silvana Lombardo, Enzo Poggio, Guido Coltri Orsoart, Paola Garbin Pol, Judith Paone, Salvatore Perlongo, Sandro "Sasà" Trincanato Sasart, Francesca Ragona. 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    Vernissage: 23 FEBBRAIO 2023, ore 18.30 - 21.00 23.02.2023—27.05.2023 Arbeitsgemeinschaft (Gruppo di lavoro): Chaw Ei Thein (Yangon, 1969), Htein Lin (Mezaligon, Ayeyarwady Region, Myanmar, 1966), Ko Latt (Yangon, 1987), Moe Satt (Yangon, 1983), Nge Lay (Pyin Oo Lwin, Mandalay region, Myanmar, 1979), Amol K. Patil (Mumbai, India, 1987), Yadanar Win (Yangon, 1987) Performance: 23 febbraio 2023 Ore 19:30 – Nge Lay Ore 20:30 – Moe Satt Con la prima mostra del 2023, Die Fliege is a fly in volo, curata da Zasha Colah e Francesca Verga, Ar/Ge Kunst ripresenta, ricostruisce e ripete una memoria culturale in grado di “bucare il muro di una cella” con il suo essere immaginifica. Die Fliege is a fly in volo esplora la trasmissione artistica in situazioni di costrizione. La mostra ripercorre la vita di opere e performance realizzate clandestinamente, come The Fly dell’artista Htein Lin, attraverso rievocazioni e ricostruzioni, e, in assenza dell’artista, attraverso le versioni di altri artisti che ne sono stati testimoni. Nel corso dei sei anni e mezzo passati in prigione, dal 1998 al 2004, Htein Lin concepì una serie di performance, 0+0+0=0 (carcere di Mandalay, 1999), The Fly (carcere di Myaung-Mya, 2001), Cleaner (carcere di Myaung-Mya Prison, 2002), Life (carcere di Myaung-Mya, 2003). The Fly fu messa in scena per la prima volta nel 2001, in una sola occasione, davanti a circa 30 prigionieri politici. The Fly prende il nome da una punizione esercitata dalle guardie carcerarie, le quali obbligavano i prigionieri a catturare 200 mosche e moscerini a mani nude, ogni giorno. Tra le altre pene inflitte, quali ad esempio l’infame “motocicletta”, la tortura, l’isolamento, i pestaggi—definite “infernali” dai detenuti politici—l’assurdità di questa punizione viene descritta da Htein Lin con i toni della commedia macabra, che l’autore applica alle sue espressioni facciali mentre, legato a una sedia—forse in isolamento—cerca di scacciarsi di dosso delle mosche accanitesi contro di lui. La prima rappresentazione di The Fly al di fuori del carcere ebbe luogo al Gangaw Village Artist Group Show di Yangon a inizio 2005, e successivamente all’Institut Français nell’agosto dello stesso anno. L’artista Moe Satt ha scritto di aver visto Htein Lin interpretare The Fly nel 2005: “Htein Lin spiegò che quando gli attivisti politici cercavano di mobilitare le folle alla luce del giorno, erano considerati degli avversari dal governo, ma una volta incarcerati, venivano divisi in gruppi - Gruppo Mosca, Gruppo Moscerino e via dicendo - a seconda delle mansioni alle quali venivano assegnati. I detenuti appartenenti al Gruppo Mosca erano costretti a raccogliere mosche morte nelle loro celle. In quel modo non erano più nemici del governo ma gruppi di individui ridicolizzati da mansioni altrettanto ridicole”. (Moe Satt, Short Introduction of Myanmar Performance Art (Introduzione alla performance art nel Myanmar), Vimeo, 2015, https://vimeo.com/128882948.) L’artista Amol K. Patil ha visto Htein Lin reinterpretare The Fly nel 2012 a Kochi, in India. Aspettando il loro rilascio, Amol K. Patil ha deciso di ripresentare questo lavoro come scultura sonora e in video all’interno della mostra Die Fliege is a fly in volo ad Ar/Ge Kunst nel 2023. Nello stesso contesto, Moe Satt ha deciso di identificarsi in The Fly (la mosca) per quanto concerne la sua esperienza nel carcere di Insein Prison, Yangon, nel 2021. Gli artisti Chaw Ei Thein and Htein Lin hanno iniziato come duo performativo ai tempi dell’università. Chaw Ei Thein ritiene che The Fly sia il capolavoro di Htein Lin, un profondo trattato filosofico sotto forma di performance dai contorni comici. Sperando nel suo rilascio, ed essendo stata la sua partner artistica per molti anni, ha deciso di creare la video-performance Future Fly. Ognuna di queste ricostruzioni è stata un esercizio di superamento di un’assenza. Le performance in prigionia sono rimaste solo un ricordo, trasmesse in una sorta di storia orale creatasi di voce in voce. Quando Htein Lin fu rilasciato nel 2004, decise di riportarle in scena. Queste interpretazioni sono state filmate e documentate, facendo sì che la mostra ad Ar/Ge Kunst di queste performance potesse essere allestita, una ripetizione che continua, come tutti i racconti della memoria, allargandosi, modificandosi, accumulando interpretazioni. Htein Lin e sua moglie Vicky Bowman (Ambasciatrice Inglese in Myanmar, 2002-2006) furono arrestati, processati e incarcerati a Insein Prison, Yangon, il 24 agosto 2022. Htein Lin e Vicky Bowman sono stati rilasciati il 17 novembre 2022, nell’ambito di una regolare amnistia dei detenuti, appena prima dell’apertura della mostra ad Ar/Ge Kunst. All’interno della mostra ad Ar/ Ge Kunst, la storia sopracitata risuona attraverso le narrazioni prodotte da una generazione di artisti più giovani. Nge Lay realizza una performance e opera video per la mostra basandosi sulla sua esperienza personale (e collettiva) in esilio; Moe Satt presenta invece una video-performance realizzata nel 2022 poco prima del coprifuoco nelle strade deserte di fronte al palazzo di giustizia di Yangon; Yadanar Win racconta le storie delle prigioniere attraverso delle spille solitamente utilizzate nelle campagne elettorali, dipinte dall’artista nell’intenzione di solidificare il ricordo dei loro visi e voci. Nel corso della durata della mostra, Ko Latt e Yadanar Win realizzano una performance raccontando una nuova storia a partire dal loro lavoro Artist Street, Yangon 2021. I dipinti di Htein Lin realizzati in carcere sono parte della mostra e furono salvati attraverso una staffetta: dapprima passarono dai guardiani alla sua prima moglie, e successivamente, una volta che Htein Lin fu liberato nel 2004, dalle sue mani a quelle di Chaw Ei Thein, che ne curò la prima esposizione a Yangon nel maggio 2005. Chaw Ei Thein insieme a un amico in comune introdusse Htein Lin e le sue opere all’allora Ambasciatrice Inglese in Myanmar (Vicky Bowman), che le inviò all’International Institute of Social History, Amsterdam, per ragioni di sicurezza e conservazione dove sono tuttora conservate e dalla cui collezione si sono presi in prestito venti lavori per la mostra ad Ar/Ge Kunst. In completa clandestinità, Htein Lin editò e commissionò dei testi ai suoi compagni di prigionia, e nel 1999 illustrò una rivista di scrittura letteraria nella prigione in Mandalay, chiamata Ar Youn (con il significato di alba). Ne uscirono almeno due volumi. In uno di questi, Htein Lin scrisse una breve storia che racconta del suo processo e successiva condanna, dal titolo The Special Court (La Corte Speciale), che è stata pubblicata da Ar/Ge Kunst. Novellas sono una serie di pubblicazioni di Ar/ Ge Kunst dedicati all’esplorazione di forme collettive di produzione culturale, prestando particolare attenzione a come atti individuali di immaginazione e fabulazione in contesti condivisi possano diventare collettivi. Questa serie è editata da Zasha Colah e Francesca Verga, e disegnata da Giulia Cordin. Si ringrazia: La collezione Htein Lin, International Institute of Social History (IISG), Amsterdam, per il prestito dei lavori dell’artista. Museion (Atelier), Bozen-Bolzano Faculty of Design and Art, Liberà Università di Bozen-Bolzano Associazione Aiutare Senza Confini OdV Parkhotel Laurin CAST, Bozen-Bolzano Luca Cerizza, per l’incitamento nel dedicare una mostra a un artista assente. Vicky Bowman, per l’aiuto nel rendere l’assenza dell’artista una presenza. Ar/Ge Kunst, Kunstverein di Bolzano, è stata fondata nel 1985 negli spazi di Via Museo 29. Il nome Ar/Ge Kunst deriva dall’abbreviazione di Arbeitsgemeinschaft (comunità di lavoro) a indicare l’obiettivo di promuovere un’idea di lavoro collettivo e riferito anche a qualcosa di scomodo e inatteso (dalla parola tedesca arge). Ogni nuova produzione si plasma all’interno di un gruppo di lavoro proveniente da diversi settori, per riflettere su questioni sociali, ecologiche, politiche, legali e artistiche. Il Kunstverein diventa una piattaforma di fabulazione: un luogo di fabbricazione di storie, collocate anche scomodamente nei confini tra realtà e finzione, tra ricostruzione storica e immaginifica. La fabulazione apre uno spazio in cui immaginare anche un’azione politica. Partendo da un momento di ricerca, ogni produzione artistica è attivata da storie, da camminate urbane ed extraurbane, performance, discussioni e podcast. DIREZIONE ARTISTICA Zasha Colah e Francesca Verga DIRETTRICE AMMINISTRATIVA Verena Rastner PRESIDENTE Karin Welponer VICEPRESIDENTE Roberto Gigliotti Board Eva Von Ingram Harpf Josef Rainer Ina Tartler DESIGN Norma e Giorgio del Buono PROGETTO DI ALLESTIMENTOE DESIGN Alessandro Mason e Pietro Lora Studio GISTO ALLESTIMENTO Stefano Riba COMUNICAZIONE Federica Telch PUBLICATION DESIGN Giulia Cordin Le attività di Ar/Ge Kunst sono rese possibili grazie al supporto dei nostri partner, enti pubblici, sponsor, soci membri, che credono nel Kunstverein e ne supportano l’azione in modo continuativo. Provincia Autonoma di Bolzano, Ufficio Cultura Regione Autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol Comune Bolzano, Ufficio Cultura Fondazione Cassa di Risparmio, Bolzano Facoltà di Design e Arti, Libera Università di Bolzano Parkhotel Laurin, Bolzano CAST