ABEYANCE & CONCURRENCE (Quiescenza e concomitanza) - Pubblicato da ar/ge kunst

0
×

Attenzione

Questo evento è terminato, rimani connesso per nuovi eventi

Informazioni evento

Jessika Khazrik nor the Society of False Witnesses

12 dicembre 2020 – data di chiusura sconosciuta

A cura di Emanuele Guidi

Per la sua prima personale in Italia, Jessika Khazrik nor the Society of False Witnesses ha riconfigurato il suo lavoro conferendogli la forma di un’installazione stratificata e controllata a distanza, fruibile esclusivamente dalla strada per ovviare alle attuali restrizioni che impongono la chiusura dello spazio al pubblico. Abeyance & Concurrence (Quiescenza e concomitanza) è una risposta alla protratta temporalità del presente post-coroniale e dello scarto dal passato alla luce della recente esperienza collettiva e personale di ribellione, solidarietà e arresto dell’artista. È un tentativo di accostare le linee di frattura strutturale del diritto internazionale alla colossale eruzione di violenza lenta e alla concomitante ricerca di giustizia trasformativa attraverso un’azione collettiva dirompente.

Costretta di recente a trasferirsi da Beirut a Berlino con il diritto di mobilità che tuttora le viene negato, Jessika Khazrik nor the Society of False Witnesses ha ripensato la sede di ar/ge kunst e l’ha resa accessibile attraverso elementi che si accumulano progressivamente, trasformando la sua vetrina in una piattaforma rifrangente e multilingue che trasmette suoni, luci, fumo, codici e illusioni ottiche. Gli elementi multisensoriali sono attivati a distanza dallo studio berlinese dell’artista, con il supporto di alleati a Bolzano. Gli interni di ar/ge kunst rimarranno inaccessibili per tutta la durata della mostra.

Abeyance & Concurrence è un ulteriore sviluppo del Blue Barrel Grove, un progetto di ricerca indisciplinare ancora in corso iniziato nel 2013; un’indagine sul traffico illegale di rifiuti tossici condotto tra l’Italia e il Libano nel 1987 e in parte scaricati illegalmente in una cava vicina alla casa d’infanzia dell’artista. Abeyance & Concurrence è la prosecuzione delle sue meticolose inchieste e al contempo uno studio dei complessi legami che esistono tra l’ecocidio come forma di armamento e la finanza bancaria come arte di governo. Allo stesso tempo si tratta di una reazione agli ultimi avvenimenti che hanno interessato la casa e la vita dell’artista: le rivoluzioni di ottobre 2019, lo sfratto e l’arresto illegittimo durante la crisi del sistema bancario libanese ancora in corso, l’esplosione a Beirut dell’agosto 2020 e la sindemia* causata dal Covid-19. Il lavoro di Khazrik indaga con insistenza sui collegamenti quiescenti tra l’economia politica di sanitizzazione, igiene di stato e i regimi di invisibilità e comorbilità che seguono la noncuranza e la circolazione dei rifiuti tossici e degli armamenti. L’analisi del corpo diventa l’analisi dello stato.

Sulla vetrina di ar/ge kunst, resa specchiante, si sovrappongono strati di immagini steganografiche e sculture lenticolari create dall’artista elaborandone i dati attraverso il machine learning e associate ad un collage di fotografie rinvenute nei laboratori domestici di alcuni scienziati. In questa stratificazione iridescente sono incorporate brevi frasi in arabo, tedesco, italiano e inglese che esortano alla smilitarizzazione dell’informatica, al disarmo industriale e all’adozione collettiva di un’anti-moneta universale. Ritagli in questo “schermo frontale” rendono gli interni della galleria solo parzialmente permeabili, visibili e udibili. Sfruttando il cristallo della vetrina come piattaforma di trasmissione e frizione, l’artista ha realizzato un sistema di diffusione audio a 8 canali con dei sound exciter e speaker impermeabili usati nel settore navale. Un sound system vibrante che trasmette tracce sonore e conversazioni che trattano di temi come alleanza transregionale, guarigione e nanopunk. Questo diorama dinamico sarà soggetto a modifiche e trasformazioni nel corso della durata sconosciuta della mostra.


* Secondo un concetto sviluppato dall’antropologa della medicina Merril Singer nel 1995, una sindemia è una aggregazione di due o più epidemie concorrenti e sequenziali o cluster di malattie in una popolazione con interazioni biologiche che aggravano la prognosi e inaspriscono la malattia. Sindemie si sviluppano in condizioni di disuguaglianza sanitaria, causata da violenza strutturale.





BIO

Jessika Khazrik è nata nel 1991 a Beirut ed è un’artista, tecnologa, produttrice di musica elettronica e ricercatrice le cui attività “indisciplinarie” spaziano in molti campi, dalla composizione all’eco-tossicologia, dall’apprendimento automatico alla crittografia, dalla performance alle arti visive, alla storia della scienza e della musica. Khazrik si è laureata in Linguistica e teatro all’Università Libanese e ha conseguito un master in Art, Culture and Technology al MIT, dove le è stato conferito il premio Ada Lovelace. Nel 2012-13 ha collaborato all’Home Workspace Program di Ashkal Alwan e nel 2018-19 ha aderito al programma Digital Earth. Al momento lavora contemporaneamente come tecnologa e ricercatrice per vari istituti ed enti pubblici. Alcuni dei luoghi in cui sono state esposte le sue opere: The Normandy Landfill, Stanford Research Institute, CTM Festival, Manifesta Biennial, Arab Image Foundation, Kunsthalle di Vienna, Les Urbaines, Museo di arte moderna di Varsavia, Times Museum Guangzhou, LUMA Foundation, Haus der Kulturen der Welt, Amnesty International, Center of Documentary Arts and Research della UCSC (University of California di Santa Cruz), casa sua, Internet, location segrete e il Theater der Welt. Ha inoltre scritto saggi e racconti pubblicati, fra l’altro, sulle riviste Bidayat, Kohl, The Funambulist, Almodon e Ibraaz. Oltre alla sua attività da solista, Khazrik compone musiche e colonne sonore per il progetto di ricerca cinematografica GEOCINEMA, spesso contribuisce alla realizzazione di testi e copertine di album per vari artisti ed etichette e collabora con diversi DJ, sotto pseudonimo. Oggi Khazrik è docente del corso MFA dell’Università delle Arti di Brema e si occupa della pagina di solidarietà internazionale del mensile libanese 17 Teshreen/17 ottobre.





Con il gentile sostegno di:
Provincia Autonoma di Bolzano, Ripartizione Cultura
Comune di Bolzano, Ripartizione Cultura
Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano
Dr Schär

Tags

Contatti :

Date e orari evento :

L'evento si tiene dal 12 Dic 2019 al 30 Apr 2021

Note sugli orari :

Martedi - Venerdi dalle ore 10 - 13 e dalle ore 15 - 19
Sabato dalle ore 10 - 13

Öffnungszeiten:
Dienstag - Freitag von 10 - 13 Uhr und von 15 - 19 Uhr
Samstag von 10 - 13 Uhr

Pubblicato da :

Potrebbe interessarti anche :

  • L'evento si tiene dal 06 Giu 2026 al 01 Ago 2026
    Marlies Baumgartner, Heinz Innerhofer, Markus Moling HUMANA IDENTITAS In un tempo in cui la comunicazione tra noi esseri umani sembra diventare sempre più difficile, aspetti essenziali della nostra esistenza rischiano facilmente di passare in secondo piano. Proprio per questo l’arte dovrebbe confrontarsi con le domande fondamentali dell’esistenza umana. I temi dell’esistenza umana sono senza tempo e ci accompagnano da epoca a epoca, da generazione a generazione. Anche se continuiamo costantemente a ridefinirci, l’essere umano rimane sempre umano. Le sfide legate alla nostra caducità, alla nostra capacità di adattamento, alla fede e al progresso rendono la nostra esistenza sempre nuovamente complessa e affascinante. Solo su questo sfondo emergono anche le tensioni del presente – talvolta segnate da conflitti o notizie di guerra – che però rappresentano soltanto una piccola parte di uno spazio esperienziale umano molto più ampio. Le domande essenziali restano sempre le stesse, mentre le circostanze della nostra epoca in rapido mutamento cambiano continuamente. Performance musicale e di movimento Ira-Arca per flauto basso e contrabbasso: il compositore Beat Furrer trasforma gli strumenti in “ombre di un’ombra” e fonde le loro “identità” sonore in un’unità appena riconoscibile. Dal suono prende forma il corpo come spazio di risonanza. Segue la musica e subito dopo se ne distacca, muovendosi tra abbandono e resistenza. In esso si manifesta un divenire: da un’unità nasce un secondo elemento – un’identità che si divide e si ricerca, oscillando tra connessione e autonomia. Christina Auer (flauto basso) e Riccardo Coelati Rama (contrabbasso) Performance di movimento: Marlies Baumgartner e Carmen Niederkofler Marlies Baumgartner Nata nel 1995, vive e lavora a Varna. Dopo una formazione quinquennale con diploma di “Maestro d’Arte” e maturità presso la “Cademia” di Ortisei, ha completato un corso triennale di studi in Belle Arti e Pittura presso la “LABA” di Firenze. Heinz Innerhofer Ha studiato presso la ZeLIG – Scuola di documentario e nuovi media, lavorando successivamente come assistente alla camera per diverse produzioni documentaristiche. Ha concluso con diploma e menzione d’onore la Scuola Fotografica di Praga per fotografia applicata e artistica. Markus Moling Nato a La Valle nel 1973. Dopo la maturità presso l’Istituto d’Arte di Ortisei, ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Firenze e all’Accademia di Brera a Milano, dove si è diplomato nel 1996. Dal 1996 espone regolarmente in Italia e all’estero.
  • L'evento si tiene dal 22 Mag 2026 al 25 Lug 2026
    a cura di Francesca Verga e Zasha Colah Il 21 maggio 2026 Ar/Ge Kunst inaugura Solastalgia, mostra di Sofia Melluso e Gianluca Concialdi, che prende forma intorno alle trasformazioni dei luoghi sotto la pressione del turismo globale. A partire da Palermo e in risonanza con il contesto di Bolzano, il progetto si articola in una friggitoria-bar intesa come dispositivo ambiguo, sospeso tra costruzione artificiale e immaginario vernacolare, dove sculture, testi e installazioni attivano una riflessione sulle economie della valorizzazione e sulle loro ricadute materiali e simboliche. Tra seduzione e sfruttamento, folklore e branding, la mostra si muove nello spazio della “solastalgia”: quel sentimento di perdita che si produce mentre si resta, quando i luoghi continuano a esistere ma smettono lentamente di coincidere con sé stessi. Sofia Melluso (Palermo,1992) è un’artista visiva la cui pratica attraversa diversi linguaggi, muovendosi tra ceramica, disegno, scrittura e fotografia. La sua ricerca si sviluppa anche in ambito collettivo, processuale e transdisciplinare, interrogando sistemi di potere e dinamiche di rappresentazione che influenzano soggettività, linguaggi e territori. Fa parte del collettivo ৺ ෴ ර ∇ ❃ ̅ ̅, fondato nel 2020, con cui gestisce uno spazio indipendente a Palermo. Gianluca Concialdi (Palermo, 1981) vive e lavora a Palermo, indaga soprattutto pittura astratta e materiali sperimentali. La sua pratica intreccia pittura, scrittura e installazione: realizza pitture doppie su carta, dense di collage, gouache e spray, in cui storie urbane, erranze, derive e ironia si sovrappongono in un linguaggio visivo che sfida la contemplazione. La doppiezza è implicita nell’opera stessa — un lato nascosto, un lato visibile — e nei titoli degli interventi, spesso poetici e paradossali.
  • L'evento si tiene dal 02 Giu 2026 al 13 Giu 2026
    «How wide is a smile?» pone una domanda volutamente aperta e imprecisa che non cerca risposte concrete, ma intende descrivere uno stato: lo spostamento della percezione di fronte a un sovraccarico visivo. Il sorriso non si presenta come un segno univoco, ma come una superficie instabile. Un’espressione che oscilla tra attrazione e disagio, sfuggendo a ogni interpretazione chiara. L’artista sudtirolese Max Brenner, membro del collettivo viennese Brenner-Havelka-Plessl, presenta un intreccio di pittura e stampa serigrafica. Parte da frammenti d’immagini del mondo digitale che trasforma a mano, manipola e traspone in composizioni dense, ramificate e affollate. Sono complessi insiemi visivi in cui innumerevoli motivi si sovrappongono, si attraversano e si caricano a vicenda. Queste immagini sono segnate da un eccesso di stimoli e informazioni legate a paure ed emergenze esistenziali che il digitale riversa nella nostra mente. Scene di violenza, crisi e incertezze appaiono frammentate, moltiplicate e in costante movimento. Nei lavori di Brenner, queste scene non vengono ordinate, ma condensate in stati visivi che sfuggono a qualsiasi gerarchia, mettendo in discussione il vedere stesso. La mostra ruota attorno a una smorfia, che, se osservata da vicino, fa parte di uno stormo. La testa non è un elemento a sé stante, ma è composta da molti piccoli motivi che si espandono continuamente verso l’esterno. La maschera diventa quindi una superficie di proiezione della memoria collettiva dell’immagine. Singoli frammenti ricompaiono in altre opere, collegandole tra di loro. A completare la mostra, la serie di rilievi lignei «Flowers», in cui Brenner affina ulteriormente i meccanismi di estetizzazione e commercializzazione. Modelli di armi atomiche appaiono come oggetti stilizzati e beni di consumo. Emerge così come perfino forme di violenza estrema possano tradursi in superfici visive e logiche economiche. «How wide is a smile?» si interroga sull’ampliamento e sui confini: quanta raffigurazione può sostenere uno sguardo? E come cambia la nostra percezione quando paura, informazione e estetica si intrecciano?

Inserisci i tuoi eventi sul primo e più amato calendario di eventi dell'Alto Adige!

HAI GIÀ UN ACCOUNT?

ACCEDI

NON HAI ANCORA UN ACCOUNT?

Non perderti i migliori eventi in Alto Adige!

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER SETTIMANALE

Vuoi vedere i tuoi eventi pubblicati sul nostro magazine?

RICEVI UN AVVISO AL MESE PER LA CHIUSURA REDAZIONALE

Vuoi promuovere i tuoi eventi o la tua attività? Siamo il tuo partner ideale e possiamo proporti soluzioni e pacchetti su misura per tutte le tue esigenze.

VAI ALLA SEZIONE PUBBLICITÀ

CONTATTACI DIRETTAMENTE

INSIDE EVENTS & CULTURE

Magazine mensile gratuito di cultura, eventi e manifestazioni in Alto Adige-Südtirol, Trentino e Tirolo.
Testata iscritta al registro stampe del Tribunale di Bolzano al n. 25/2002 del 09.12.2002 | Iscrizione al R.O.C. al n. 12.446.
Editore: InSide Società Cooperativa Sociale ETS | Via Louis Braille, 4 | 39100 Bolzano | 0471 052121 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..