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group show - Pubblicato da melanie_inside

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Date e orari evento :

L'evento si terrà oggi, domani e ogni giorno fino a Sab 02 Mar 2019
  • Mer 20 Febbraio, 201910:00-12:30 | 15:00 - 19:00
  • Gio 21 Febbraio, 201910:00-12:30 | 15:00 - 19:00
  • Ven 22 Febbraio, 201910:00-12:30 | 15:00 - 19:00
  • Sab 23 Febbraio, 201910:00-12:30 | 15:00 - 19:00
  • Dom 24 Febbraio, 201910:00-12:30 | 15:00 - 19:00
  • Lun 25 Febbraio, 201910:00-12:30 | 15:00 - 19:00
  • Mar 26 Febbraio, 201910:00-12:30 | 15:00 - 19:00
  • Mer 27 Febbraio, 201910:00-12:30 | 15:00 - 19:00
  • Gio 28 Febbraio, 201910:00-12:30 | 15:00 - 19:00
  • Ven 01 Marzo, 201910:00-12:30 | 15:00 - 19:00
  • Sab 02 Marzo, 201910:00-12:30 | 15:00 - 19:00

Note sugli orari :

Sa 10:00-12:30

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    Jasmine Deporta riflette su ciò che la circonda, sulle relazioni ed è una riflessione personale sulla brama, la paura e soprattutto l’identità. Lavorando principalmente con pellicola analogica, cattura i momenti introspettivi nella sua personale visione della realtà. Le origini di Deporta come fotografa derivano dai primi tentativi di catturare la sua vita di tutti i giorni, quando ricevette la sua prima fotocamera analogica all’età di nove anni. L’ingenuità che caratterizza l’esperienza dell’infanzia è ciò che rimane nella pratica di Jasmine fino ad oggi. Lavorare nel presente, lasciando spazio alla?coincidenza ed essere intuitivi fa parte del suo modus operandi e le dà la possibilità di cogliere realtà singolari nel modo più puro che esista. Deporta ama giocare con i contrasti. Nel suo lavoro sposta l’enfasi da ciò che è ignoto a ciò che è visibile, e viceversa. Questo risuona anche nel suo linguaggio visivo, che è femminile e morbido ma, allo stesso tempo, malinconico e illusorio. Le donne che appaiono nelle sue immagini sono spesso oscurate o, in qualche modo, nascoste alla vista, eppure la loro presenza irradia forza ed equilibrio. L’artista fonde gesti performativi, incontri intimi e simbolismi quotidiani in nuovi scenari e rivela immagini visive che preservano la naturale e cruda?onestà del soggetto. Di conseguenza le sue fotografie non sono solo veicoli di significato ma vere espressioni del desiderio. In ’11’ Jasmine Deporta mostra immagini di serie diverse. Abbinandole tra loro le inserisce in un dialogo di forme, colori, composizione, contenuto e gioca con l’immaginazione e la connotazione dello spettatore. Il titolo della mostra racchiude in sé lo strato personale del lavoro di Deporta in quanto si riferisce al suo giorno di nascita:?l’11.11. Jasmine Deporta (1989, Italia) è un’artista visiva multidisciplinare che lavora principalmente nel mondo della fotografia. Dopo i suoi studi di Design e Arte, e alcuni anni di esperienza artistica e lavorativa tra l’Italia e Berlino, attualmente sta seguendo il Master in Fotografia all’ECAL di Losanna, in Svizzera.
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    Nelle sue opere Eva Schöffel transita dalla superficie allo spazio. Le sue incisioni su linoleum e i suoi cutout focalizzano l’attenzione sulle strutture architettoniche, creando così un collegamento diretto con il contesto urbano. Come viene percepito lo spazio e quali sono le possibilità a nostra disposizione per rappresentarlo? Nelle sue opere paesaggi urbani e volumi edilizi prendono gradualmente forma, mentre nei cutout la rimozione tramite ritaglio di determinate forme crea ulteriore spazio. Attraverso la composizione rigorosa e il sapiente lavoro di taglio l’artista aggiunge, rimuovendo materiale, sempre qualcosa alle sue opere. Un elemento immateriale ed apparentemente invisibile, ma intimamente legato al ricordo di ciò che abbiamo visto. Le sue incisioni su linoleum di piccolo formato, risalenti al 2016/17, sono contraddistinte dall’utilizzo parsimonioso del colore e delle forme. Queste ultime si presentano sotto forma di singole parole ordinate: then, west, here ecc. Sembra quasi che tutto ciò che Eva Schöffel non fa, tutto ciò che decide di omettere, sia comunque presente nell’opera, conferendole un nucleo enigmatico ed inesplicabile. La fotografia rappresenta un ulteriore campo di indagine del suo agire creativo. Nella serie “Briefe” (“lettere” n.d.t.) Eva Schöffel lavora con immagini realizzate partendo da scritte. Singole parole, trascritte a mano su carta, o brani estrapolati da un testo, appaiono come frammenti di lettere in ansiosa attesa di una conclusione. Le frasi assomigliano a schegge di pensieri, domande rivolte a se stessi o messaggi diretti a persone immaginarie. Anche in questa serie il tema centrale ruota attorno alla percezione e all’essenza dell’oggetto stesso. Ciò che, nel suo agire artistico, appare inizialmente semplice e chiaro, in un secondo momento è in grado di risvegliare in noi la meraviglia della sorpresa o la malinconia del ricordo. Si tratta di opere che, una volta catturata la nostra attenzione, non ci lasciano più andare. Sin dalla fase di ideazione delle sue mostre Eva Schöffel tenta di ridefinire temporaneamente, attraverso una consapevole correlazione tra le opere installate, lo spazio assegnatole. L’idea architettonica si amplia fino a raggiungere ed inglobare quella relativa al suo commento artistico, dando così vita ad una nuova immagine spaziale. Nata nel 1964 a Monaco / dal 1986 al 1993 studi presso l‘Accademia di belle arti di Monaco con il Prof. Norbert Prangenberg / 1991 studi presso l‘Ecole des Beaux Arts, Parigi / 1994 borsa di studio della Fondazione Erwin e Gisela von Steiner, Monaco / 1995 esordiente presso la BBK (Associazione professionale degli artisti di Monaco e della Baviera settentrionale / 1997 borsa di studio della Cité des Arts, Parigi / 2001 borsa di studio Kavalierhaus Langenarge.