Migros Meets Museion - 20th Century Remix - Pubblicato da

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Informazioni evento

Nella mostra “20th Century Remix”, curata da Letizia Ragaglia in collaborazione con Heike Munder e Judith Welter (Migros Museum für Gegenwartkunst, Zürich) s’instaura un dialogo tra due collezioni: la collezione Migros e la collezione Museion. Entrambe annoverano opere che si confrontano con alcuni tra i temi chiave della storia dell´arte del secolo scorso, temi che vedono minare la propria sacralità dal cosiddetto effetto “remix”. La presentazione delle collezioni nei musei del XXI secolo reclama un continuo ripensamento sia sulle modalità che riguardano la loro realizzazione che il modo in cui vengono fruite da parte del pubblico. I musei sono costantemente portati a reinventarsi e ad attualizzarsi, proponendosi attraverso forme inedite, che non possono esaurirsi nella neutralità dello spazio del museo, del “white cube”, ma che devono ricomprendere la critica a cui è stata sottoposta l´istituzione museale negli anni ‘80 e ‘90.
Artisti in mostra: Tom Burr, John Baldessari, Elmgreen & Dragset, Urs Fischer, Delia Gonzalez & Gavin Russom, Rachel Harrison, David Lamelas, Cady Noland, Bojan Šar
evi , Tatiana Trouvé, Franz Erhard Walther, Cathy Wilkes.
Vernissage ven 05.10.2012, ore 19.00 - 22.00
Tutti i giorni ore 10:00 - 18:00
Gio ore 10:00 - 22:00 - Lu chiuso

Contatti :

Date e orari evento :

L'evento si tiene dal 05 Ott 2012 al 09 Giu 2013

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Anziché presentare un’opera finita, egli crea le condizioni affinché il significato emerga attraverso l’interazione, il caso e la presenza collettiva. Il pubblico non è quindi un osservatore passivo, ma una componente essenziale dell’opera stessa. Questo principio trova la sua espressione più compiuta negli ambienti di Vaccari: architetture spesso temporanee che trasformano gli spazi espositivi in luoghi di esperienza. Realizzati senza un intento progettuale o architettonico specifico, ma spesso costruiti con materiali di uso quotidiano o di recupero, questi lavori restano aperti all’imprevedibilità, privilegiando ciò che accade al loro interno rispetto alla loro struttura fisica. La mostra è suddivisa in nuclei tematici e si sviluppa attraverso una sequenza di ambienti e altre opere che esplorano aspetti chiave della pratica di Vaccari. 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La mostra prosegue con ambienti che affrontano l’interesse di Vaccari per le tracce della presenza umana negli spazi pubblici urbani e per le dinamiche sociali delle comunità temporanee. Accanto al progetto iconico Esposizione in tempo reale n. 4, Lascia su queste pareti una traccia fotografica del tuo passaggio, presentato alla Biennale di Venezia del 1972, e al suo sviluppo Photomatic d’Italia (1972–75), ambizioso progetto realizzato attraverso cabine fotografiche installate in spazi pubblici in tutta Italia, la mostra presenta anche Esposizione in tempo reale n. 21, Bar Code – Code Bar (1993) e Mini cinema (2003). Queste opere esplorano l’interazione sociale, i comportamenti collettivi e i momenti di incontro spontaneo. Nel corso dell’esposizione, gli ambienti di Vaccari non sono presentati come ricostruzioni statiche, ma come situazioni riattivate, fedeli alle intenzioni originarie dell’artista e capaci di dialogare con il pubblico contemporaneo. 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Tra le sue opere più celebri figura Esposizione in tempo reale n. 4, Lascia su queste pareti una traccia fotografica del tuo passaggio, presentata in una sala personale all’interno del Padiglione Centrale della Biennale di Venezia nel 1972; Vaccari tornerà alla Biennale con sale personali anche nel 1980 e nel 1993. Accanto alla produzione artistica, Vaccari ha sviluppato un’importante attività teorica, pubblicando testi fondamentali come Duchamp e l’occultamento del lavoro (1978) e Fotografia e inconscio tecnologico (1979). Il suo lavoro è stato presentato a livello internazionale in mostre e istituzioni di primo piano, tra cui la Biennale di Gwangju in Corea del Sud, la Kunsthalle Basel, il Musée de l’Elysée di Losanna, Mostyn in Galles, la Fondazione Morra Greco di Napoli e la Triennale di Milano, tra le altre. Franco Vaccari è scomparso nel 2025.
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