Superficie e profondità, estemporaneità ed esperienza, riflessione e intuizione
La mostra mette in relazione dialogica le opere realizzate in Giappone da due giovani fotografi. Le tradizioni fotografiche dell'Occidente e dell'Oriente vengono indagate e interpretate in modo in parte consapevole e in parte inconsapevole.
Max Pinckers (1988, Bruxelles, Belgio) è cresciuto tra il Belgio, Singapore, l'Indonesia e l'Australia e a 27 anni fa già parte dell'agenzia fotografica Magnum, oltre ad aver vinto numerosi premi. È noto per il suo modo di allestire teatralmente le sue inquadrature, lasciando tuttavia insinuarsi la casualità di elementi documentaristici.
Daisuke Yokota (1983, Saitama, Giappone) è probabilmente il più conosciuto fotografo giapponese della nuova generazione. Attraverso la sperimentazione con i processi sia digitali che analogici crea un linguaggio delle immagini contemporaneo che però rimane fedele alla storia della fotografia giapponese.
In collaborazione con gli studenti dell'ISIA di Urbino e della Libera Università di Bolzano, Facoltà di Design e Arti.
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