BZ danza: RIJEKA BALLET Tchaikovsky - Pubblicato da FondazioneHaydnStiftung

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È partito da documenti d’archivio conservati alla Tchaikovsky State House Museum e dalle lettere mai rese pubbliche prima del 2009, il pluripremiato coreografo spagnolo Cayetano Soto per il suo Tchaikovksy, titolo creato per il Rijeka Ballet dedicato al grande compositore russo, associato alle più belle partiture per balletto di fine Ottocento. Prima rappresentazione a febbraio 2023 al Croatian National Theatre di Zagabria come parte del progetto K-HNK Consortium for Croatian National Theatres, Tchaikovsky nasce sui corpi prestanti dei ventidue danzatori della compagnia diretta da MaŠa Kolar. Interessato più ai fatti e ai misteri della vita del compositore che all’attività artistica, Soto – già apprezzato a Bolzano Danza nell’ambito della serata Swan Lakes della Gauthier Dance – nel ritornare alla sua musica (qui una selezione di composizioni non nate per il balletto) prova a sondare l’uomo prima dell’artista. È noto come Tchaikovsky fosse costretto, nella Russia di fine Ottocento, a una vita di battaglie e nascondimenti per via della sua omosessualità. Un’esistenza sdoppiata la sua, tra un’ordinaria apparenza in società e un lato oscuro, interiore, celato ai più che sfortunatamente avrà il sopravvento nel tragico epilogo della sua vita (il suicidio). Soto ritrae in danza il personaggio Tchaikovsky attraverso il suo sofisticato stile, in cui si alternano movimenti di grande difficoltà tecnica a scene più propriamente espressive, e momenti che sfiorano il grottesco.

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  • L'evento si tiene dal 07 Nov 2026 al 15 Nov 2026
    von Simon Stephens nach Anton Tschechows „Onkel Wanja“ Deutsch von Barbara Christ Vanya trauert, um seine verstorbene Schwester, um sein vertanes Leben als Gutsverwalter in der Provinz, um seine vergebliche Liebe zu der mythisch schönen Helena, der jungen Frau seines schlecht alternden Schwagers Alexander. Als Alexander nach dem Karriereaus in der Großstadt zurück auf den Hof seiner Tochter Sonja kehrt, bricht die Sehnsucht aus: Sonja will den ehemals gutaussehenden Arzt und Waldfanaten Michael. Michael will Helena, die junge Frau des bankrotten Alexander. Alexander will den Hof seiner Tochter Sonja verkaufen. Und Vanya? Vanya will Alexander erschießen. In der provinziellen Enge träumen Tschechows Figuren voneinander und leben doch im Zeichen des Verzichts. Gibt es das noch, das Glück einer realen Begegnung? Simon Stephens radikal-lyrische Adaption von Tschechows modernem Klassiker – ein Schauspieler spielt alle Figuren – schlägt den Bogen von den gesellschaftlichen Zersetzungsprozessen Ende des 19. Jahrhunderts zu der Verlust-Epoche Gegenwart. Das Solo, inszeniert von Rudolf Frey, setzt seinen Spieler – einsam – in die Mitte einer sich immer weiter vereinzelnden und parasozial vereinsamenden Gesellschaft. Der junge Südtiroler Schauspieler Fabian Mair Mitterer verleiht der Tschechowschen Welt mit ihren grassierenden FOMO- und No-Future-Gefühlen ein zeitgenössisches, tragikomisches Gesicht. mit Fabian Mair Mitterer Regie Rudolf Frey
  • Während einer etwa zweistündigen Wanderung erkundet die Gruppe das Schloss zu Fuß und wird dabei von zwei Schauspielern begleitet. An vier ausgewählten Orten entlang des Rundgangs laden kurze Theater- und Erzählmomente von jeweils etwa 15–20 Minuten dazu ein, innezuhalten, zuzuhören und den besonderen Charakter von Schloss Sigmundskron auf sich wirken zu lassen. Das Eintrittsticket kostet 15 Euro. Mit dem Ticket kann auch das Museum besucht werden. Museum und Restaurant bleiben durchgehend bis zum Beginn der Theatervorstellung geöffnet.
  • Un anziano barone incarica un investigatore per ritrovare il figlio avuto in giovane età dalla relazione occasionale con una ballerina. Con l’intento di spillargli più soldi possibili, il sedicente segugio fornisce informazioni poco dettagliate e fuorvianti. Il caso vuole però che per un mero gioco del destino il barone si ritrovi in casa proprio il figlio tanto desiderato. Caso chiuso? Per niente l’investigatore pur di non perdere il facile guadagno inculca nell’animo del povero barone il dubbio che il figlio ritrovato non sia il suo legittimo erede, ma il frutto di un errore e gli presenta un nuovo giovane spacciandolo per il vero baroncino. Chi sarà dei due? L’uno o l’altro? Commedia brillante in due atti. Durata 140 min. Adattamento e regia di G. Malena Ass. Cult. Teatrale KRIMISA – Cirò Marina CZ

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