BZ danza: METAMORPHOSIS DANCE Prisma - Pubblicato da FondazioneHaydnStiftung

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Informazioni evento

Metamorphosis Dance nasce sulla grande esperienza artistica di Iratxe Ansa e Igor Bacovich, coppia d’arte e vita. Iratxe è basca, Igor, italiano di origini slave. Si sono conosciuti nei Paesi Bassi. Lei danzatrice al Nederlands Dans Theater, compagnia che ha raggiunto dopo gli studi alla John Cranko Schule di Stoccarda e molte esperienze in Europa in prestigiosissime compagnie; lui interprete tra gli altri di Krisztina de Châtel e Nanine Linning dopo la formazione all’Accademia Nazionale di Danza di Roma e all’Università CODARTS di Rotterdam. Insieme guidano, creano, danzano per Metamorphosis Dance, progetto artistico dove le loro esperienze trovano un’idilliaca sintesi in un linguaggio rigoroso, estremamente fisico, astratto eppure lirico, costruito attraverso un movimento sempre sorprendente e impeccabile. Al Festival arrivano con la prima nazionale di Prisma, creazione per sei interpreti sul tema delicato del terrorismo, che Iratxe conosce bene essendo cresciuta negli anni Ottanta in pieno conflitto basco. Un omaggio a chi è stato colpito da questo tipo di violenza pensato per il Centro Memorial de las Victimes del Terrorismo d Vitoria-Gasteiz, un invito alla riflessione e a cogliere la luce quando il limite viene superato. Nato a partire da ricerche sociologiche, da raccolte di testimonianze con i sopravvissuti, il lavoro, con una composizione coreografica rigorosa e anche seduttiva, attraversa le cinque fasi del lutto: negazione, ira, negoziazione, tristezza e accettazione. Una pièce che parla del conflitto e del suo superamento, della forza della luce che permette di guardare nuovamente al futuro. Come un prisma che si trasforma con la luce che lo attraversa, anche lo spettacolo vuole parlare di come un’esperienza profondamente dolorosa possa trasformare le persone, e con loro condurre verso una società migliore.

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  • L'evento si tiene dal 20 Feb 2026 al 21 Feb 2026
    Una donna siede al suo tavolo di operaia, in una fabbrica di orologi, in Svizzera. È Ágota Kristóf, scrittrice di origine ungherese. Per scrivere poesie la fabbrica va benissimo, si può pensare ad altro: le macchine hanno un ritmo regolare che scandisce i versi. Nel suo cassetto Ágota ha un foglio e una matita. Quando il pensiero prende forma, lo annota. La donna non conosce la lingua del posto, ma scrive e pensa in quella lingua ignota, che le è nemica. In fabbrica, del resto, è difficile riuscire a parlarsi in qualsiasi modo: le macchine fanno troppo rumore. Si riesce a parlare solo nelle toilette, fumando a gran velocità una sigaretta. La donna racconta la sua storia, è una storia di esilio, di sradicamento, di atrocità. Vorrebbe dire qualcosa di sé, ma per farlo deve inventarsi delle maschere. E così, inaspettatamente, ci troviamo dentro i suoi romanzi. La donna diventa di volta in volta Lucas, Claus, Sandor, Line… Ma solo per un attimo. Ci ritroviamo in mezzo a un sogno oppure al centro di un ricordo denso della sua infanzia, solo così la scrittrice può dirci quel che sa. Ma poi si torna sempre in quella stanza, col ticchettio degli orologi e il suono del presente. La lingua in cui la donna ci parla non l’ha scelta lei. Le è stata imposta dal caso, dalle circostanze. Farà come meglio potrà. È una sfida. La sfida di un’analfabeta. La compagnia Fanny & Alexander, «bottega d’arte pluripremiata» fondata da Chiara Lagani e Luigi De Angelis, capace di esplorare – con i più disparati strumenti espressivi – la potenza dell’arte scenica e performativa, trasla le pagine di Kristóf sulla scena. Federica Fracassi, con una fedeltà straordinaria, incarna l’autrice. Attraverso il suo corpo e la sua voce, la scrittrice riemerge, trasportandoci in un limbo sospeso tra la realtà e la finzione. di Fanny & Alexander e Federica Fracassi liberamente tratto dai testi di Ágota Kristóf con Federica Fracassi regia, scene e luci Luigi Noah De Angelis sound design Damiano Meacci allestimento multimediale Voxel drammaturgia Chiara Lagani organizzazione e promozione Andrea Martelli e Marco Molduzzi amministrazione Stefano Toma produzione E Production, Piccolo Teatro di Milano-Teatro d’Europa, Teatro Stabile di Bolzano in collaborazione con Romaeuropa Festival, AMAT, Comune di San Benedetto del Tronto durata: 55 minuti
  • L'evento si tiene dal 12 Feb 2026 al 15 Feb 2026
    Guarda le luci, amore mio è tratto dall’omonimo libro della scrittrice francese Annie Ernaux, vincitrice del Premio Nobel per la letteratura nel 2022. Ernaux, una delle voci più autorevoli della cultura contemporanea, nel 2012 scelse di portare alla luce uno spazio ignorato dalla letteratura, eppure formidabile specchio della realtà sociale: l’ipermercato. Ne nacque un diario in cui registrò per un anno le visite al «suo» Auchan, annotando le contraddizioni e le ritualità, ma anche le insospettate tenerezze, di quel tempio del consumo. Da questa «libera rassegna di osservazioni» condotta tra una corsia e l’altra – con in mano la lista della spesa – a contatto con le scintillanti montagne di merci della grande distribuzione, prende vita una riflessione narrativa capace di mostrarci da un’angolazione inedita uno dei teatri segreti del nostro vivere collettivo. Regista, sceneggiatrice e attrice, Michela Cescon è una lettrice appassionata dell’opera di Ernaux. Insieme a Lorenzo Flabbi, storico traduttore di Ernaux per L’Orma Editore, ha curato la prima riduzione drammaturgica italiana di Guarda le luci, amore mio. A interpretare lo spettacolo sono Valeria Solarino e Silvia Gallerano, due personalità carismatiche, due artiste dai percorsi e dalle carriere molto differenti, per la prima volta in scena assieme per dare voce e corpo a questo inedito viaggio nella quotidianità. tratto dall’omonimo libro di Annie Ernaux con Valeria Solarino, Silvia Gallerano riduzione drammaturgica Lorenzo Flabbi, Michela Cescon regia Michela Cescon scene, luci, costumi Dario Gessati sound designer Shari DeLorian produzione Teatro Stabile di Bolzano, Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale in collaborazione con Teatro di Dioniso, Riccione Teatro e L’Orma Editore

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