Franz Schubert
Sonata per pianoforte n. 19 in do minore, D 958
Ferruccio Busoni
Fantasia contrappuntistica su J.S. Bach, BV 253
Ludwig van Beethoven
Sonata per pianoforte n. 23 in fa minore, op. 57 “Appassionata”
Quasi nessun pianista – almeno nei Paesi di lingua tedesca – ha avuto un impatto così profondo anche al di fuori della carriera musciale, come Igor Levit. L’artista, nato in Russia e cresciuto in Germania, non è soltanto un interprete eccezionale, ma anche una voce autorevole nel dibattito pubblico. Levit si esprime con passione su questioni sociali e politiche, prende una posizione netta contro l’antisemitismo e l’estremismo di destra e non teme le controversie. Da qui la sua notorietà mediatica, che va ben oltre l’ambiente della musica classica.
Anche Levit è sempre stato un convinto sostenitore di Busoni. Definendosi “cittadino, europeo e pianista”, si pone in diretta continuità con la concezione transnazionale di identità di Busoni e con la sua eredità intellettuale. Allo stesso tempo, rappresenta i valori cardine attraverso cui si definisce anche la Fondazione Busoni-Mahler.
Appare dunque logico che Levit diversifichi il programma della sua tournée per il debutto a Bolzano, inserendo un’opera di Busoni tra due capolavori del repertorio pianistico: tra la Sonata in la maggiore D 959 di Schubert e l’“Appassionata” di Beethoven, verrà eseguita la Fantasia nach J. S. Bach BV 253 di Busoni.
Sepidar Ensemble and Sepideh Raissasat
La voce di Sepideh Raissadat incontra l’Esemble Sepidar in un percorso che attraversa la musica classica persiana a partire dal Dastgāh, il sistema modale che ne costituisce uno dei cardini più profondi. Più di un semplice insieme di scale o strutture melodiche, il Dastgāh è una forma di pensiero musicale: tramandato oralmente da maestro ad allievo, viene continuamente rinnovato nell’atto stesso dell’esecuzione. La sua ricchezza nasce dall’equilibrio tra memoria e invenzione, tra repertorio codificato e libertà espressiva. L’Esemnle Sepidar si immerge in questa tradizione non per replicarne le forme antiche, ma per coglierne lo spirito più vivo, laddove la fedeltà alle radici passa necessariamente attraverso il rinnovamento. È in questo incontro che il passato non scompare, ma si fa voce presente, aprendo nuovi orizzonti dell’ascolto.
Direzione D'Orchestra
Alessandro Bonato
Maestro Del Coro
Johannes van der Sandt
Maestro Del Coro
Nataliya Lukina
Maestro Del Coro
Sandro Filippi
Soprano
Louise Mcclelland Jacobsen
Mezzosoprano
Valentina Stadler
Tenore
Patrick Grahl
Baritono
Mateusz Ługowski
Coro
Südtiroler Vokalensemble
Coro
Vocalensemble AllaBreve
Coro
Coro Filarmonico Trentino
Programma
Ludwig van Beethoven: Sinfonia n. 9 in re minore op. 125
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