Concerto dell'Orchestra Haydn - Dir: Diego Matheuz - Pubblicato da FondazioneHaydnStiftung

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Ligeti definiva Ramifications, per orchestra d’archi o 12 solisti, “un ulteriore sviluppo” nel suo metodo compositivo, che prevede la costruzione di un’impalcatura di “reti musicali complesse”. Le “ramificazioni” del titolo infatti sono quelle che si sviluppano dalla intensissima scrittura polifonica e dalle diverse intonazioni degli strumenti, che creano un’atmosfera sospesa e indefinita in cui gli strumenti si inseguono, si imitano e si replicano come i frattali. Completamente diversa l’atmosfera del primo Concerto per corno di Richard Strauss, scritto ad appena 18 anni sotto l’influenza del padre Franz, primo corno dell’orchestra di corte a Monaco, che da fervente antiwagneriano aveva instillato nel figlio l’amore per le architetture brahmsiane e la venerazione per il classicismo di Mozart. Strauss ritorna con un lavoro di oltre trent’anni successivo, l’Ouverture e la Scena di danza dall’Ariadne auf Naxos, affascinante e ambiguo progetto teatrale ideato da Strauss e Hugo von Hofmannsthal che inseriva un’intera opera lirica, di brevi dimensioni, nel finale de Il borghese gentiluomo di Molière. La prima rappresentazione a Stuttgart non trovò il successo sperato e i due si decisero a separare i lavori: da un lato Il borghese, di cui rimangono le musiche di scena di Strauss, dall’altro l’opera, con l’aggiunta di un prologo che ne chiarisce la dimensione meta-teatrale, giustificandone la commistione paradossale di comico e tragico abilmente tratteggiata. Chiude il concerto la Sinfonia n. 38 di Mozart, detta “Praga” perché data in prima esecuzione nella città boema, dove il Salisburghese godeva di un ampio seguito di musicisti e mecenati. Lo ricorda lo stesso Lorenzo Da Ponte, secondo il quale il pubblico praghese accoglieva con estremo entusiasmo e grandissima sensibilità ogni nuovo lavoro di Mozart, come fosse “cosa divina”.

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  • Alla fine del 1946 Richard Strauss traspone in musica la poesia “Al tramonto” di Joseph von Eichendorff. Nel 1948 legge le opere liriche di Hermann Hesse e, pochi mesi più tardi, l’ormai ottantaquattrenne ha già completato tre Lieder con le sue poesie. Dopo la sua morte nel settembre 1949, l’editore Ernst Roth riunisce le opere per orchestra sotto il titolo “Quattro ultimi Lieder” – un grandioso necrologo al Lied romantico in cui il compositore cita anche il suo poema sinfonico “Morte e trasfigurazione”, composto 60 anni prima. “Nulla di originale” oppure “il primo vero evento musicale del XX secolo”? La quarta sinfonia di Gustav Mahler, composta originariamente nel 1899 e 1900 come umoresca sinfonica, lascia il pubblico interdetto. L’opera rinuncia al pathos romantico, l’organico orchestrale è ridotto, a prima vista il programma non è riconoscibile. La stravagante marcia funebre (“Totentanz”) nel secondo movimento è seguita nel finale – vero e proprio fulcro dell’opera verso cui tutto converge – dal Lied “Der Himmel hängt voller Geigen”, tratto da “Des Knaben Wunderhorn”. “Balliamo e saltelliamo”, esultano gli angeli in paradiso sul sottofondo di una musica che, affievolendosi a mano a mano, pare opporsi a quel senso dell’umorismo naif e infantile. Così Mahler descrive il mondo “all’incontrario” da lui raffigurato: “È tutto sottosopra, non vi è più alcun rapporto di causalità! È come scorgere all’improvviso la parte nascosta della luna.”
  • “Un’orchestra da camera suona una melodia. Piuttosto, descrive una melodia: ma solo come un’ombra può descrivere un oggetto e un’eco può descrivere un suono. L'idea è che la melodia stessa non sia esplicitamente presente, ma piuttosto suggerita, frammentata, o riflessa attraverso variazioni, ritorni e digressioni, con un centro mobile e forse inafferrabile” – così Luciano Berio descrive “Requies” del 1984, dedicato alla moglie deceduta un anno prima, la cantante e compositrice Cathy Berberian. Finalmente libero: nel 1790 muore il datore di lavoro di Haydn, il Principe Nicola I Esterházy. Quando il figlio lo esonera dall’incarico, Haydn, ormai libero professionista, concorda insieme a Johann Peter Salomon l’esecuzione di sei nuove sinfonie per i concerti che l’impresario offre in abbonamento a Londra. La Sinfonia n. 93 nasce nella primavera del 1791 e viene eseguita per la prima volta con grande successo nel febbraio 1792 all’inaugurazione dei “Salomon Concerts”. La serie di concerti termina tre mesi più tardi con la Sinfonia n. 97 di Haydn. Nel Fin de Siècle dell’Europa centrale, il mondo è ancora in ordine: l’austriaco Franz Schreker idea il suo “Intermezzo” attorno al 1900, all'età di 22 anni, partecipando a un concorso di composizione per un “piccolo brano orchestrale caratteristico per strumenti ad arco” e si aggiudica il primo premio – grazie alla conduzione delle parti e all’“armonia ad essa legata”.
  • Nicola Fazzini: alto sax Alessandro Fedrigo: bass Saverio Tasca: vibrafone Luca Colussi: drums Sequenze intervallari, pitch class set, ritmi non retrogradabili e multimetrie sono alcuni degli elementi che costituiscono la grammatica del linguaggio XY, strumento compositivo fluido e originale, complesso nella struttura ma generoso nei modi di comunicare. Art Directors: Michael Lösch & Helga Plankensteiner Il concerto comincia alle ore 21:30 al Laurin Bar. Supplemento di 12 Euro sulla prima consumazione a partire dalle 21:00. Info e prenotazione tavolo: Laurin Bar, T 0471 311 570

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