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Informazioni evento

Maestro concertatore: Stefano Ferrario

Felix Mendelssohn Bartholdy: Sinfonia per archi n. 9 in do maggiore

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Date e orari evento :

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  • Direzione D'Orchestra Matthias Fletzberger Soprano Hila Fahima Programma Johann Strauß (Vater): Freiheits-Marsch op. 226 Constanze Geiger: Ferdinandus-Walzer op. 10 (arr. W. Dörner) Carl Zeller: Ich bin die Christel von der Post (Der Vogelhändler) Eduard Strauß: Ohne Bremse!, Polka schnell op. 238 Johann Strauß (Sohn): Seid umschlungen, Millionen!, valzer op. 443 Luigi Arditi: Il bacio Eric Coates: Calling All Workers Jacques Offenbach: Gaîté Parisienne: Suite (arr. M. Rosenthal) Charles Gounod: O Dieu! Que de bijoux (Faust) Josefine Weinlich-Amman: Sirenen-Lieder, Polka Mazur op. 13 (arr. W. Dörner) Hans Christian Lumbye: Københavns Jernbane Damp Galop / Kopenhagener Dampfeisenbahn-Galopp Pëtr Il'ič Čajkovskij: La bella addormentata: Valzer Emmerich Kálmán: Heia, heia, in den Bergen ist mein Heimatland (Die Csárdásfürstin) Josef Strauß: Jokey-Polka, Polka schnell op. 278 Johann Strauß (Sohn): Sul bel Danubio blu, valzer op. 314 Gioachino Rossini: La danza (tarantella) Johann Strauß (Vater): Marcia di Radetzky op. 228
  • Franz Schubert Sonata per pianoforte n. 19 in do minore, D 958 Ferruccio Busoni Fantasia contrappuntistica su J.S. Bach, BV 253 Ludwig van Beethoven Sonata per pianoforte n. 23 in fa minore, op. 57 “Appassionata” Quasi nessun pianista – almeno nei Paesi di lingua tedesca – ha avuto un impatto così profondo anche al di fuori della carriera musciale, come Igor Levit. L’artista, nato in Russia e cresciuto in Germania, non è soltanto un interprete eccezionale, ma anche una voce autorevole nel dibattito pubblico. Levit si esprime con passione su questioni sociali e politiche, prende una posizione netta contro l’antisemitismo e l’estremismo di destra e non teme le controversie. Da qui la sua notorietà mediatica, che va ben oltre l’ambiente della musica classica. Anche Levit è sempre stato un convinto sostenitore di Busoni. Definendosi “cittadino, europeo e pianista”, si pone in diretta continuità con la concezione transnazionale di identità di Busoni e con la sua eredità intellettuale. Allo stesso tempo, rappresenta i valori cardine attraverso cui si definisce anche la Fondazione Busoni-Mahler. Appare dunque logico che Levit diversifichi il programma della sua tournée per il debutto a Bolzano, inserendo un’opera di Busoni tra due capolavori del repertorio pianistico: tra la Sonata in la maggiore D 959 di Schubert e l’“Appassionata” di Beethoven, verrà eseguita la Fantasia nach J. S. Bach BV 253 di Busoni.
  • Toward Mahler Leoš Janáček Mládí (Gioventù) Sestetto di strumenti a fiato Johannes Brahms Quartetto d’archi in Si bemolle Maggiore, op. 67 I Quartetti per archi di Johannes Brahms figurano tra le opere cameristiche all’apice di questa categoria: doni preziosi che la storia ci offre per arricchire e dare significato alla nostra esistenza. La musica di Brahms precede direttamente quella di Gustav Mahler: i musicisti che conobbero Brahms, suonarono con lui e portarono in scena per la prima volta le sue opere furono in molti casi gli stessi che, in seguito, promossero la musica di Mahler. Non si potrebbero immaginare pezzi più congeniali di questi per analizzare lo stile e cercare di comprendere come potessero suonare i musicisti nella Vienna di fine Ottocento. Insieme ai due quartettisti Volker Jacobsen (Artemis Quartett) e Stefan Arzberger (Leipziger Streichquartett), ai due violoncellisti-direttori d’orchestra Bruno Weinmeister e Philipp von Steinaecker, e al musicologo Clive Brown, massimo esperto di prassi esecutiva brahmsiana, gli studenti della Mahler Academy, suonando con corde di budello, presentano la loro esplorazione stilistica di Brahms nel percorso verso Gustav Mahler. I Quartetti di Brahms sono affiancati dalla splendida Humoresque per quintetto di fiati di Alexander von Zemlinsky. Zemlinsky fu insegnante di composizione di Alma Mahler e godeva di grande stima e sostegno da parte di Gustav Mahler. Sebbene l’Humoresque sia stato creato come genere solo nel 1939 durante l’esilio americano, la sua intera struttura e il suo universo sonoro sono profondamente radicati nello spirito di inizio secolo. Potrebbe quindi essere lecito, anzi persino logico, eseguirlo sugli strumenti viennesi originali di Mahler risalenti a quell’epoca.

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