“Rite et Rhizome – Dalle radici della fede” propone un percorso attraverso molteplici declinazioni del sacro: dal luminoso Salmo di Lili Boulanger alla Sinfonia della Riforma di Mendelssohn, dalla “Mass” ascetica di Stravinskij fino alla dimensione mistica di Messiaen in “L’Ascension”. Ne emerge un affascinante panorama di espressioni religiose tra tradizione, ritualità e meditazione sonora.
Il direttore d’orchestra Christoph Altstaedt è ospite regolare di importanti orchestre internazionali, tra cui la Royal Philharmonic Orchestra, la Philharmonia London, l’hr-Sinfonieorchester e il Konzerthausorchester Berlin. Collabora inoltre in modo continuativo con la Finnish National Opera di Helsinki, Opera North e Glyndebourne on Tour.
Direttore: Christoph Altstaedt
Preparazione del coro: Paul Krämer
Programma:
Lili Boulanger
Psaume 24 „La Terre appartient à l’Éternel“
Felix Mendelssohn Bartholdy
Sinfonia n. 5 “Riforma” op. 107
Igor Strawinsky
„Mass“
Olivier Messiaen
„L’Ascension. Quatre méditations symphoniques“
In collaborazione con Musik Leben Pustertal e con il Centro Culturale Euregio di Dobbiaco
Diretti da Shunske Sato, i più talentuosi giovani professionisti della musica antica, provenienti da tutta Europa, presentano un programma dedicato ai contrasti tra guerra e pace, sofferenza e rinascita. Dalla drammaticità del Concerto in re minore BWV 1052r di Johann Sebastian Bach, affiancato alla cantata BWV 146 “Wir müssen durch viel Trübsal”, alle vivide evocazioni belliche della “Battalia” di Heinrich Ignaz Franz Biber, fino agli eleganti contrasti della suite “La Bourse” di Georg Philipp Telemann, il programma esplora diverse forme di espressione musicale del conflitto. Con i brani di Wilhelm Friedemann Bach e la Suite n. 4 BWV 1069 di Johann Sebastian Bach, in dialogo con la cantata BWV 110, il percorso si conclude in un clima di rinnovata armonia e speranza.
Programma:
„Through Struggle to Light“ (“Nel dolore, la luce”)
Musiche di Johann Sebastian Bach, Heinrich Ignaz Franz Biber, Georg Philipp Telemann e Wilhelm Friedemann Bach
Il Quartetto per archi n. 5 di Béla Bartók affascina per la sua ritmica incisiva, la ricchezza timbrica e l’audacia inventiva, con suggestivi richiami alla musica popolare. In contrasto, il Quintetto in fa minore di César Franck dispiega un’espressività romantica, tra armonie lussureggianti e melodie avvolgenti.
Il Korossy Quartett, fondato nel 2018, ha vinto nel 2019 il Concorso Leó-Weiner della Liszt-Akademie e nel 2021 cinque premi speciali al Concorso Internazionale Bartók. Si è esibito in festival come Heidelberger Frühling e Lockenhaus. Nel 2025 pubblica un album con il pianista Valentin Magyar.
Violino I: Csongor Korossy-Khayll
Violino II: Éva Osztrosits
Viola: András Kurgyis
Violoncello: Gergely Devich
Pianoforte: Valentin Magyar
Programma:
Béla Bartók
Quartetto per archi n. 5
César Franck
Quintetto per pianoforte in fa minore
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