Jazzfestival Alto Adige: Edi Nulz & Hobby Horse - Pubblicato da ale inside

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Informazioni evento

Concerto doppio
EDI NULZ
Lo “Standard” ha definito la musica di questo trio “un rognoso jazz da camera punk”. Problema: gli Edi Nulz fanno un jazz contaminato dal rock o è il contrario? Senza contare che questi tre signori – almeno così pare – vanno in giro senza basso e senza cantante. Il trucco c’è e si sente: il clarinetto basso Siegmar Brecher è anche voce e basso, e pure il chitarrista Julian Adam Pajs di tanto in tanto si avventura con successo nelle basse frequenze. Alla batteria infine c’è Valentin Schuster, musicista dal tocco sapiente e affascinante. Risultato: una godibilissima fusione di grotesque jazz e riuscito nonsense. Edi Nulz amalgama, imbastardisce, va volutamente fuori tempo solo per poter poi assestare un poderoso strattone e rimettersi in carreggiata. Una sorta di radiodramma, insomma. Ma a lieto fine.
HOBBY HORSE
Un critico della rivista “Jazzit” ha definito la musica di questo trio “inaspettata e spiegabile, al tempo stesso coerente e bizzarra”. La musica degli Hobby Horse alterna improvvisazioni ipnotiche a momenti di esplosività, combinando magistralmente elementi di free jazz, elettronica e rock. Fin dai primi accordi si capisce che questo trio ama superare i confini del jazz, ma anche che al jazz è profondamente legato. Hobby Horse, nato nel 2008 come trio di sassofoni, nel tempo è diventato un gruppo jazz sui generis che sul palco utilizza strumenti particolari come fischietti, Glockenspiel e melodica, producendo ritmiche degne di un’orchestra. Oltre alle proprie composizioni, il loro repertorio comprende Tom Waits, Robert Wyatt e Thelonious Monk.
Dalle 21 in poi i visitatori potranno gustarsi ben due concerti, anzi tre: prima salirà sul palco un trio italiano, poi si esibiranno tre musicisti austriaci e infine i due gruppi uniti daranno vita ad un finale scoppiettante.
Artists
EDI NULZ:
Siegmar Brecher - bcl
Julian Adam Pajzs - guit
Valentin Schuster - dr
HOBBY HORSE:
Dan Kinzelman - sax, cl, voc, fl
Joe Rehmer - b, keys, voc, perc
Stefano Tamborrino - dr, perc, melodica, voc

Contatti :

Date e orari evento :

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  • Alla fine del 1946 Richard Strauss traspone in musica la poesia “Al tramonto” di Joseph von Eichendorff. Nel 1948 legge le opere liriche di Hermann Hesse e, pochi mesi più tardi, l’ormai ottantaquattrenne ha già completato tre Lieder con le sue poesie. Dopo la sua morte nel settembre 1949, l’editore Ernst Roth riunisce le opere per orchestra sotto il titolo “Quattro ultimi Lieder” – un grandioso necrologo al Lied romantico in cui il compositore cita anche il suo poema sinfonico “Morte e trasfigurazione”, composto 60 anni prima. “Nulla di originale” oppure “il primo vero evento musicale del XX secolo”? La quarta sinfonia di Gustav Mahler, composta originariamente nel 1899 e 1900 come umoresca sinfonica, lascia il pubblico interdetto. L’opera rinuncia al pathos romantico, l’organico orchestrale è ridotto, a prima vista il programma non è riconoscibile. La stravagante marcia funebre (“Totentanz”) nel secondo movimento è seguita nel finale – vero e proprio fulcro dell’opera verso cui tutto converge – dal Lied “Der Himmel hängt voller Geigen”, tratto da “Des Knaben Wunderhorn”. “Balliamo e saltelliamo”, esultano gli angeli in paradiso sul sottofondo di una musica che, affievolendosi a mano a mano, pare opporsi a quel senso dell’umorismo naif e infantile. Così Mahler descrive il mondo “all’incontrario” da lui raffigurato: “È tutto sottosopra, non vi è più alcun rapporto di causalità! È come scorgere all’improvviso la parte nascosta della luna.”
  • L'evento si tiene dal 24 Gen 2026 al 06 Feb 2026
    I concerti Candlelight sono un'esperienza musicale e multi-sensoriale in luoghi mozzafiato illuminati dalla luce confortante delle candele. Acquista subito i tuoi biglietti per questo Candlelight: Tributo a Ludovico Einaudi Informazioni generali Durata: 60 minuti (circa). Le porte aprono 30 minuti prima dell'inizio del concerto. Non saranno consentiti ritardi Requisiti di età: da 8 anni in su. I minori di 16 anni devono essere accompagnati da un adulto Accessibilità: questo luogo dispone di un accesso disabili - I posti sono assegnati all'arrivo, in base al tipo di biglietto acquistato Programma provvisorio I Giorni Le Onde Primavera Elegy for the Arctic In Un’Altra Vita Nuvole Bianche Una Mattina Divenire Fly Musicisti ottobre - Matteo Gobbini - Pianista novembre, febbraio - Giuseppe Califano - Pianista
  • “Nel 1949, a 26 anni, ho imparato ad appuntarmi a orecchio canzoni popolari all’Istituto per il folclore di Bucarest. Molte melodie mi sono rimaste impresse nella memoria: così è nato nel 1951 il ‘Concerto rumeno’”, racconta György Ligeti. L’esecuzione pubblica del brano, che riprende il suono “strambo” delle orchestrine di paese, viene ben presto vietato: “nella dittatura staliniana perfino il folclore era consentito solo in forma politicamente corretta”. La prima esecuzione di “Púrpura” per viola e orchestra di Filippo Del Corno – un’opera commissionata congiuntamente dalla Fondazione Haydn e dall’Orchestra I Pomeriggi Musicali – è seguita da un avvenimento rivoluzionario della storia della musica europea: “Dall’Inghilterra”. Nel giugno 1941, il Servizio tedesco della BBC sostituisce la sua sigla con una sequenza iniziale della quinta sinfonia di Beethoven. I valori delle note del leggendario motivo del “destino che bussa alla porta” – tre brevi, una lunga – indicano nell’alfabeto Morse la lettera “V” di “Victory”, vittoria. Questa sequenza compone il nucleo del brano per orchestra che inizia drammaticamente in Do minore e termina – trionfante – in Do maggiore. In Francia la “Quinta” viene definita anche “Chant de victoire” – in una lettura forse molto vicina a quella del compositore, che non aveva in mente un destino cupo ma piuttosto un inno alla Rivoluzione francese con solenne giuramento alla Repubblica.

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